Bari, dal "Forum per la scuola pubblica" comunicato stampa
Lea Borrelli - 09-02-2002
LA SCUOLA NON E' IN VENDITA

pronunciamento e petizione in difesa della scuola pubblica dopo la manifestazione del 6 febbraio


Mercoledì 6 febbraio 2002 a Bari oltre mille tra cittadini, genitori, studenti, lavoratori, sono scesi in piazza per dire che “la scuola non è in vendita”. La manifestazione è stata indetta dal “Forum per la scuola Pubblica”, per opporsi all’idea di scuola-azienda contenuta nel progetto di politica scolastica dell’attuale governo e alle riforme che sostengono tale progetto (riforma dei cicli e riforma degli organi collegiali), nonché alla finanziaria.
Il Forum è promosso dal Coordinamento R.S.U. scuole di Bari e provincia e dal Coordinamento cittadino per la scuola pubblica; hanno aderito alla manifestazione: ARCA – CIDI-Bari – Città plurale – Centro di documentazione e cultura delle donne di Bari – D.S-Bari. – Sinistra giovanile – Prc – Giovani Comunisti – PdCI-Bari – FGCI-Bari – La Margherita-Bari, organizzazioni studentesche, e docenti, genitori e studenti di oltre cinquanta scuole di Bari e provincia.

Gli aderenti al Forum chiedono:
- l’immediato ritiro della delega al governo sulla riforma dei cicli
- il coinvolgimento e la consultazione di tutti gli operatori della scuola e delle famiglie nell’elaborazione di una riforma per una scuola pubblica, laica e pluralista, come delineata dalla Costituzione, che migliori la qualità e il livello dell’istruzione, valorizzando quanto di valido è già presente, anche in forma sperimentale, nell’attuale sistema scolastico;
- il diritto per tutti all’istruzione, intesa come formazione culturale critica, e l’obbligo di istruzione fino al 18° anno di età;
- una gestione democratica e partecipata delle e nelle scuole;
- l’incremento dei finanziamenti alla scuola pubblica.
Ritengono che la divisione tra istruzione e formazione professionale sancisca un ritorno ad una concezione classista della società, già superata dalla riforma della scuola media unificata.
Si dichiarano contrari:
- alla riduzione del numero di ore e di discipline obbligatorie, che abbassa la qualità dell’istruzione pubblica e riduce fortemente gli organici, lasciando senza lavoro migliaia di precari
- alla modifica delle commissioni degli esami di stato, introdotta con la legge finanziaria, che apre la strada alla perdita del valore legale del titolo di studio
- alla riforma degli organi collegiali che abolisce gli spazi di democrazia nelle scuole e trasforma i Consigli d’Istituto in Consigli di Amministrazione su modello aziendale.
Esprimono preoccupazione per i tagli dei finanziamenti alla scuola pubblica operati dalla finanziaria, che avranno come conseguenza l’abolizione del tempo pieno e del tempo prolungato, una riduzione degli organici e del numero di insegnanti di sostegno ai portatori di handicap.


Durante la manifestazione sono state raccolte le firme per la petizione di seguito riportata.
Presenti in piazza anche molti genitori, che nei giorni scorsi hanno partecipato agli incontri pomeridiani nelle scuole e si sono autoconvocati in questa settimana per un confronto anche con i docenti.

APPELLO


Noi sottoscritti/e cittadini/e esprimiamo la più netta e totale opposizione all’idea di scuola-azienda contenuta nel progetto di politica scolastica dell’attuale governo e alle riforme che sostengono tale progetto (riforma dei cicli e riforma degli organi collegiali), nonché alla finanziaria.
Ci dichiariamo contrari:
- al sistema duale che separa l’istruzione dalla formazione e alla canalizzazione precoce, che operano una forte discriminazione di classe;
- alla riduzione del numero di discipline e di ore obbligatorie;
- alla riforma degli organi collegiali che abolisce gli spazi di democrazia nelle scuole e trasforma i Consigli d’Istituto in Consigli di Amministrazione su modello aziendale;
- alla modifica delle commissioni degli esami di stato, introdotta con la legge finanziaria, che apre la strada alla perdita del valore legale del titolo di studio;
- ai tagli ai finanziamenti per la scuola pubblica operati dalla finanziaria.
Chiediamo:
- l’immediato ritiro della delega al governo sulla riforma dei cicli;
- il coinvolgimento e la consultazione di tutti gli operatori della scuola e delle famiglie nell’elaborazione di una riforma per una scuola pubblica, laica e pluralista, come delineata dalla Costituzione, che migliori la qualità e il livello dell’istruzione, valorizzando quanto di valido è già presente, anche in forma sperimentale, nell’attuale sistema scolastico;
- il diritto allo studio per tutti e l’obbligo di istruzione fino al 18° anno di età;
- una gestione democratica e partecipata delle e nelle scuole;
- l’incremento dei finanziamenti alla scuola pubblica.

Seguono: cognome e nome, indirizzo e-mail, professione e azienda, ufficio o scuola, firma.








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