breve di cronaca
Violante a Casini: basta equivoci
Ufficio Stampa Ds Camera - 28-04-2004
Il Presidente del Gruppo dei Democratici di sinistra, on. Luciano Violante, si rivolge al Presidente della Camera, on. Pier Ferdinando Casini, sottolineando come, anche in occasione del Decreto Ministeriale sull’autonomia didattica degli atenei, il Governo non consenta al Parlamento di svolgere con chiarezza e compiutamente le proprie funzioni.

Il Governo chiede modifiche al regolamento vigente sull’autonomia didattica degli atenei o vuole sostituire integralmente la normativa varata nel 1999?

Il testo del relativo Decreto Ministeriale, trasmesso per il dovuto parere alle Commissioni parlamentari competenti, è assolutamente equivoco.

Se infatti nel titolo dello schema di decreto, nella relazione e in tutti i pareri allegati si parla di “modifiche” al regolamento contenuto nel DM del 3 novembre 1999, nell’articolo unico dello schema di regolamento si recita invece “Il D.M. del 3 novembre 1999 è sostituito dal seguente”.

Non si capisce quindi se il provvedimento è parzialmente modificativo o integralmente sostitutivo del regolamento del DM del 1999.

E, inoltre, qual è l’ambito del parere richiesto: le “modifiche” al regolamento o l’intero nuovo regolamento?

Perciò si chiede al Presidente della Camera di invitare l’esecutivo a chiarire rapidamente, e senza possibilità di equivoci, la natura e l’oggetto del provvedimento.

Ecco il testo integrale della lettera:


Signor Presidente,

con nota del Ministro per i rapporti con il Parlamento, in data 16.04.04, è stato trasmesso, al fine dell’espressione del parere da parte delle competenti Commissioni parlamentari, lo schema di decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca scientifica concernente “Modifiche al regolamento recante norme concernenti l’autonomia didattica degli atenei approvato con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509”. La richiesta di parere è stata assegnata, ai sensi del comma 4 dell’articolo 143 del regolamento, alla VII Commissione permanente.

Con la presente, segnalo alla S.V. che dall’esame degli atti risulta impossibile determinare la natura e l’oggetto del provvedimento e, quindi, i confini del parere parlamentare. Infatti, mentre nella citata nota di trasmissione del Governo, nel titolo dello schema di decreto, nella relazione illustrativa e in tutti i pareri allegati, si parla espressamente di “modifiche” al regolamento di cui al D.M. 3 novembre 1999, n. 509, l’Articolo unico dello schema di regolamento su cui è richiesta l’espressione del parere così recita: “Il decreto del Ministro dell’università e della ricerca scientifica e tecnologica 3 novembre 1999, n. 509 è sostituito dal seguente”, dandosi così luogo, in linea di diritto, all’integrale novazione del D.M. 509/1999.

Sorgono due interrogativi:

Il provvedimento è parzialmente modificativo o è integralmente sostitutivo del regolamento di cui al precitato D.M. 509/1999?

Il parere parlamentare ha per oggetto le “modifiche” al precitato regolamento o l’intero nuovo regolamento quale risultante dalla disposta integrale sostituzione del D.M. 509/1999?

Nell’uno o nell’altro caso muta radicalmente tanto l’oggetto formale del richiesto parere parlamentare, quanto la portata politica del parere stesso, che attiene alla delicatissima materia del nuovo ordinamento degli studi universitari; infatti occorre comprendere se la Commissione competente può esprimersi sull’intero provvedimento e, quindi, anche sulle parti che, pur non essendo direttamente interessate dalle modifiche, vanno comunque rilette alla luce del nuovo contesto normativo.

Chiedo pertanto alla S.V. di valutare l’opportunità di chiedere al Governo di chiarire rapidamente, senza possibilità di equivoci, la natura e l’oggetto del provvedimento medesimo perché la Commissione possa definire l’ambito del prescritto parere parlamentare.

Sono certo che non sfuggirà alla S.V. la particolare delicatezza e complessità della materia, non solo per un corretto e trasparente dispiegarsi dei rapporti tra Governo e Parlamento, ma anche per la certezza del diritto in un campo che coinvolge l’intero ordinamento degli studi universitari e, quindi, l’interesse primario dei giovani, delle famiglie, del mondo delle professioni, del sistema sociale e produttivo.

In attesa delle Sue determinazioni, La ringrazio per l’attenzione e Le porgo i più cordiali saluti.

Roma, 27 aprile 2004




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