Grazie Friuli
Omer Bonezzi - 24-04-2004
Il ricorso della regione Friuli aiuta il movimento e lo sciopero del 21

La vera notizia della settimana, una bella notizia, è che entro il 4 Maggio la regione Friuli, speriamo seguita dalla regione Emilia Romagna, presenterà un ricorso per incostituzionalità della legge Moratti, sugli articoli 7-10-12-13-15.

Questo fatto, che conferma, quanto da sempre andiamo dicendo, è una risposta della politica di rilievo enorme, perché, se una giunta significativa e moderata come quella di Illy, ed il suo esponente di rifondazione Comunista, il collega docente Antonaz, sollevano presso la Corte l’incostituzionalità di fatto di tutta la legge, sostenendo di essere in sintonia con i movimenti dei genitori ed insegnanti della regione, e se altrettanto farà l’Emilia, il destino di questa legge, ad un cambio di maggioranza governativa, è segnato.

In Italia dovrà succedere, insomma, quanto è già accaduto in Spagna, dove Zapatero ha annunciato tra i primi atti del suo governo l’abolizione dell’analoga legge sulla scuola approvata dal governo di centro destra.

La testardaggine della cgil scuola, dei movimenti, della nostra associazione, sta pagando.
Il movimento ha una prospettiva politica, può resistere, provarle tutte per fermare una legge incostituzionale e insieme “conservare le fabbriche” per la ricostruzione come fecero nel Nord i partigiani contro l’occupazione tedesca.

La fase di maggio sarà, però, decisiva.

Il movimento, a cui apparteniamo a pieno titolo, il 15 sarà a Roma.
In quella sede manderà un messaggio sociale alla cittadinanza: Berlusconi a Porta a Porta ha mentito: Non ci sarà tempo pieno per tutti. L’impatto comunicativo sarà duro per il governo, il dissenso contro la legge Moratti aumenterà, ed il danno per Berlusconi sarà notevole. Poi Barbiana ci aspetta, è il luogo del nostro orgoglio professionale.

A maggio, però, inizia, una nuova fase del movimento, inedita:
in ogni scuola, in ogni collegio si stanno ridislocando poteri e prerogative garantite dall’art 117 della Costituzione italiana.
I collegi saranno chiamati a decidere, in ossequio alla legge dell’autonomia se confermare il proprio Pof oppure adottare le decisioni,che non sono ordinatorie ma “indicative”, del decreto legge, saranno chiamati, in nome della propria deontologia professionale, a decidere sui libri di testo e sull’adozione per un anno dei nuovi programmi provvisori.

Tre diversi atti tecnici, di autonomia professionale attraverso i quali prenderà corpo e si manifesterà una nuova identità professionale dei docenti Italiani.
Sarà un percorso difficile e duro, non sarà uguale in tutti i collegi docenti. creerà divisioni e lacerazioni, ma è una strada obbligata che afferisce alla tecnica e alla deontologia professionale della categoria e soprattutto è sorretta da una trama giuridica forte, più forte del decreto. Per questo è possibile.

Quel movimento non va lasciato solo.
Gli serve una sponda politica forte e questa grazie anche ad Antonaz comincia a realizzarsi.
Gli serve una sponda professionale e per la prima volta un gruppo di associazioni professionali, in nome dell’autonomia scientifica e professionale, dà indicazioni operative.
Ha bisogno di una sponda sindacale, e lo sciopero del 21 Maggio del pubblico Impiego, della scuola e dell’Università va in quella direzione.
Tra gli obiettivi dello sciopero del 21 ci sarà anche la richiesta di fermare il disegno di legge sullo stato giuridico,una dichiarazione di guerra all’autonomia professionale degli insegnanti, una minaccia non meno pesante della legge Moratti, perché punta alla militarizzazione del corpo docente.
Anche per questo la scuola deve puntare su quello sciopero.

Ma soprattutto, se ci dovesse essere la moratoria di tutti i contratti del pubblico impiego, sarebbe spuntata una nostra possibile arma, l’arma contrattuale, che vogliamo invece giocare contro la riforma, e in primo luogo contro il tutor.

Non potremmo neppure giocare la carta del referendum sindacale, a convalida della piattaforma, dove presentare un ipotesi di carriera palesemente anti-tutor, non potremmo infine lavorare per uno sciopero generale della scuola che, a partire dal sindacale, investa la sostanza della legge.

In questa fase la nostra resistenza non passa attraverso scontri risolutivi, ma attraverso molte e diversificate battaglie, è lunga, e anche quando ci sarà lo sciopero generale della scuola, dopo lo sciopero del 21, dobbiamo sapere che non sarà risolutivo. Aiuterà, fermerà i processi, renderà più cauto il governo, ma non riusciremo a vincere subito perché la maggioranza è forte, dovremmo lottare ancora e metterci molta tenacia e molto sudore.

Ma non ci arrendiamo perché ogni risultato ottenuto, anche parziale, ci dà nuova forza.

Grazie Friuli.



interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 ilaria ricciotti    - 24-04-2004
Senza tenacia e sudore, ma soltanto con diatribe illogiche, ingenerose e strumentali non si andrà molto lontano. Speriamo pertanto di poter ringraziare non soltanto il Friuli, ma tutte le altre regioni italiane, affinche il decreto Moratti venga cancellato definitivamente.