La valutazione tra personalizzazione e prove oggettive
Arturo Ghinelli - 22-04-2004
“Non ci sono standard nazionali per gli allievi. Nella personalizzazione anche la valutazione dovrebbe dotarsi di strumenti narrativi come il portfolio, che è nato in USA proprio per reagire alle prove oggettive preparate da agenzie esterne”.
Queste le esatte parole che Dino Cristanini ha pronunciato a Bologna a DOCET durante il Convegno “Le ragioni della riforma” organizzato dalla Stellacci, Direttrice regionale per l’Emilia Romagna. Quindi si tratta di un testo che ha ricevuto tutti gli imprimatur ministeriali, infatti era presente anche il sottosegretario Valentina Aprea.
Mi chiedo allora che senso hanno avuto le prove oggettive del PP3 ?
Le prove oggettive a cui quest’anno sono stati sottoposti gli alunni delle seconde e delle quarte classi elementari,non erano certo state preparate dagli insegnanti delle classi interessate ma da esperti esterni, anzi alle maestre è parso di capire che fossero esterni proprio alla istituzione scuola elementare, per non averci mai messo piede.
Se non sono state fatte per verificare il raggiungimento degli standard nazionali, visto che non esistono, che cosa sono state fatte a fare?
Sorge spontanea un’altra domanda. A cosa serviranno mai le prove nazionali a cui,secondo la L. 53/2003, saranno sottoposti gli alunni all’inizio di ogni biennio della futura scuola primaria? Visto che le “Indicazioni”allegate al D.Leg.vo 59/2004 non contengono gli standard nazionali e che lo stesso “Profilo” più che competenze da raggiungere contiene comportamenti, come il CUN aveva già avuto modo di sottolineare? Anzi per la precisione il CUN a proposito del “Profilo”aveva detto: ”I risultati indicati in questa Sintesi non sono in alcun modo in rapporto con l’insegnamento e con l’istruzione che è specifico e principale compito della scuola, ma semmai con l’educazione ricevuta nella famiglia” pertanto il CUN suggeriva ”l’opportunità di eliminarla, trattandosi di dichiarazioni sostanzialmente banali e scontate sulle questioni fondamentali dell’uomo e non di effettive finalità dell’insegnamento e dell’apprendimento”.
Mi sembra necessario che i diversi portavoce della riforma si parlino tra di loro e quelli che sanno lo dicano a quelli che non sanno, per evitare brutte figure.
Sul tema della valutazione, in particolare, l’occasione di questo confronto potrebbe già esserci sabato 24 a Modena* visto che Dino Cristanini verrà messo a confronto con Giovanni Cominelli, del Comitato tecnico scientifico dell’INVALSI. Le maestre avranno così l’occasione di guardare in faccia uno di quegli esperti che hanno preparato le prove del PP3 e tutti forse sapremo se le prove oggettive preparate da agenzie esterne diventeranno obbligatorie e quale sarà il loro scopo. Altrimenti sarà lecito il dubbio che quelle prove oggettive serviranno solo ancora una volta per scaricare sugli insegnanti ogni responsabilità del cattivo funzionamento del sistema scuola.

*Aula Magna ITI Corni viale Leonardo da Vinci,300. Alle ore 9.

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