Evoluzione
Stefano Borgarelli - 21-04-2004

Allo zoo dovevo proprio venirci. Tutto diventa più chiaro, qui. Secondo David Field (Zoological Society di Londra), gli scimpanzé possono insegnare molto agli uomini: «Pensiamo di poter imparare dal loro comportamento […] ci può permettere di comunicare meglio con le altre persone». I primati vivono in gruppi di 30 individui, hanno espressioni del viso e almeno 32 modi di esprimere le loro emozioni. Nell’ambiente di lavoro basterebbe comportarsi come loro - suggerisce il ricercatore - grugnendo una sorta di ''ooo ooo ooo!'' per superare le divergenze (ANSA, 07/04/2004).
Abbiamo fatto la nostra comparsa nel Pleistocene, più o meno tre milioni d’anni dopo questi scimpanzé, però loro farebbero meglio di noi, in un’aula scolastica. No, se le cose vanno così a rovescio, la selezione dev’essere proprio una bubbola. Inutile che uno studioso come Gould (quello dei cavalli con le dita) abbia insistito che «la selezione naturale […] è senz'altro una causa primaria dell'evoluzione, come conferma la teoria e dimostrano innumerevoli esperimenti» (“NetPaper”, Web). Altrettanto inutile che Falaschi, direttore del Centro Internazionale di Ingegneria Genetica e Biotecnologie di Trieste, subito dopo la “Settimana antievoluzionista" del 7 gennaio 2003 - Alleanza Studentesca & AN contro l'insegnamento della teoria di Darwin nelle scuole - avesse ricordato che «tutta la ricerca biologica del mondo, i grandi successi nelle conoscenze, nella medicina, nelle biotecnologie, poggiano sulle scoperte di Darwin» (“SWIF - Sito Web per la Filosofia”, archivio).
Utilissimo invece, che una quotata manager milanese provvidenzialmente prestata alla scuola, corregga un mercato delle idee distorto dal monopolio del darwinismo, rimettendo a competere in condizioni paritarie soggetti debolucci (creazionisti). I protestanti fondamentalisti americani hanno usato la loro forza anche politica (20 % della popolazione) per aprire il dibattito sull'evoluzionismo. “Eco creazionista”, periodico del Centro Studi Creazionismo nato nel 2001 , lamenta invece che troppi italiani ignorano perfino l'esistenza delle voci creazioniste nel mondo. Qui da noi, il creazionismo è appunto un’eco. Ma la riforma - secondo l’attuale trend preventiva - della ministra in prestito, vuole che siano le pareti delle aule scolastiche italiane a riverberarlo.
Resto a guardare ammirato gli scimpanzé. Chissà da quanto tempo sanno che la nostra evoluzione era una favola.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Redazione    - 22-04-2004
Da scuolaoggi


INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

AL MINISTRO DELL'ISTRUZIONE DELL'UNIVERSITÀ E DELLA RICERCA


Premesso che:

- nel SO n. 31 alla GU 2 marzo 2004, n. 51, sono pubblicati gli allegati al Decreto Legislativo 19 febbraio 2004, n. 59;

- che le cronache di questi giorni raccontano quanto era gia stato notato nel passaggio parlamentare dello stesso decreto e denunciano che nei nuovi programmi, fra i molti argomenti scomparsi, si annoverano anche "l'evoluzione degli esseri viventi" e le teorie di Darwin;

considerato che la teoria dell'evoluzione biologica di Charles Darwin rappresenta una delle maggiori conquiste del pensiero scientifico e della cultura in generale di tutti i tempi,

si chiede di sapere

· se la scelta di cancellare dai programmi della scuola dell'obbligo la teoria di Darwin e di tornare al creazionismo sia stata realizzata con diretta responsabilità e partecipazione del ministro;

· quali siano state le "argomentazioni culturali" che l'hanno motivata;

· i nominativi e la qualificazione culturale dei componenti della commissione ministeriale che ha redatto siffatti programmi.

Sen.Vittoria Franco - Sen. Modica - Sen. Acciarini - Sen. A. Soliani - Sen. Tonini - Sen. Morando - Sen. Pagano

Roma, 25 marzo 2004


Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca

UFFICIO LEGISLATIVO

SERVIZIO INTERROGAZIONI PARLAMENTARI


Roma, 16 aprile 2004

All'On. Senatore Vittoria FRANCO
Senato della Repubblica

e.p.c.

Al Senato della Repubblica
Segretariato Generale

Alla Camera dei Deputati
Servizio Biblioteca

Alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
Dipartimento Rapporto con il Parlamento


Oggetto: interrogazione parlamentare a risposta scritta n. 4-06468

Si risponde alla interrogazione parlamentare indicata in oggetto con la quale la S.V. Onorevole lamenta l'assenza di riferimenti "all'evoluzione degli esseri viventi" ed alle teorie di Darwin, all'interno delle Indicazioni nazionali per i piani di studio personalizzati, allegate al decreto legislativo n. 59 che è stato emanato il 19 febbraio 2004.

Al riguardo, occorre far presente che le preoccupazioni manifestate sembrano non tener conto della circostanza che neanche i vecchi programmi d'insegnamento della scuola media trattavano specificamente il tema dell'evoluzione, con riguardo alla teoria darwiniana.

Infatti, i programmi precedenti, trattando dell'uomo e dell'ambiente, con riferimento alle popolazioni, fornivano, a titolo esemplificativo, esclusivamente indicazioni di lavoro circa l'origine e l'evoluzione biologica e culturale della specie umana.

Tali generiche indicazioni hanno portato gli autori dei testi scolastici a trattare diffusamente i contenuti di questo tema, sistematizzando i vari principi sull'evoluzione della specie umana, ricomprendendo anche la teoria di Darwin.

Il passaggio dalla prescrittività dei programmi ministeriali alla consapevole e partecipata adozione delle Indicazioni nazionali, i cui caratteri di inderogabilità attengono soltanto alla configurazione degli obiettivi di apprendimento, esalta il ruolo dell'autonomia delle istituzioni scolastiche e riconosce ai docenti una responsabilità di scelte che ne valorizza il profilo professionale.

Le indicazioni nazionali muovono da un'ottica diversa. Infatti, nella considerazione della gradualità dello sviluppo psico-fisico del bambino, l'intento è quello di stimolare e potenziare nel bambino stesso conoscenze ed abilità preliminari tali da favorire l'approccio a teorie complesse; si preferisce partire pertanto dai dati percettivi ed empiricamente controllabili per elaborare ipotesi, spiegazioni ed infine teorie scientifiche.

Le Indicazioni nazionali privilegiano, quindi, le narrazioni fantastiche, i cosiddetti miti delle origini, che favoriscono l'approccio del bambino al dato scientifico e che, adeguatamente problematizzati, consentono di individuare gli elementi qualitativi e quantitativi, funzionali di qualsiasi discorso scientifico.

Le stesse Indicazioni nazionali intendono offrire agli insegnanti una traccia, il più possibile adattata ai tempi, che possa aiutarli a realizzare due scopi:
- familiarizzare gli allievi con gli aspetti della scienza più vicini alla nostra vita quotidiana in un contesto di tempi e società in continuo mutamento;


- fornire loro strumenti intellettuali in modo che, gradualmente arrivino a far proprio il metodo di pensiero della scienza.
Secondo i su enunciati criteri ispiratori si rileva, ad esempio, l'assenza di un preciso riferimento al concetto di feed-back, nonostante si sollecitino momenti di riflessioni sul rapporto uomo-ambiente, sul contesto ecologico e sull'equilibrio ambientale sostenibile; allo stesso modo, le Indicazioni nazionali non hanno alcun cenno alla fisica quantistica e atomica, pur invitando a non trascurare il microscopio e il macroscopio della materia.

Inoltre, le Indicazioni nazionali riguardanti la scuola secondaria di primo grado sono state elaborate in virtù dell'introduzione del diritto dovere, legislativamente sanzionato, all'istruzione ed alla formazione professionale fino a 18 anni di età, ovvero fino al conseguimento di una qualifica professionale; il percorso educativo e formativo viene articolato in un arco di 12 anni, anziché negli attuali 9 anni.

Ciò potrà consentire di strutturare l'itinerario scolastico degli alunni in un arco temporale più ampio, riservando, quindi, l'acquisizione di particolari conoscenze scientifiche negli anni in cui i ragazzi, in relazioni all'età raggiunta, siano in grado di valutarle compiutamente nel loro effettivo significato.

Le istituzioni scolastiche nella loro autonomia didattica e i docenti nella loro libertà di insegnamento possono, d'altra parte, anticipare l'introduzione di unità di apprendimento, collocate in anni scolastici successivi, senza trascurare, comunque, ogni opportuna valutazione circa il possesso da parte degli alunni di conoscenza ed abilità preliminari tali da consentire un corretto approccio con i contenuti degli insegnamenti proposti.

p. IL MINISTRO


A nome degli interpellanti, questo il parere:

Sarebbe molto interessante aprire un dibattito sulla risposta. In soldoni essi intendono affermare che fino a 13 anni ai ragazzi non si deve proporre alcuna teoria scientifica codificata perché ciò contravverrebbe con l'osservazione dell'ambiente che viene loro proposta. Il guaio é che tale osservazione ingenua avviene in un contesto programmatico in cui con la storia si racconta del cristianesimo e della creazione e con la religione cattolica si racconta di Adamo ed Eva. Sono disposti ad eliminare anche questa parte dei programmi in nome della verginità del fanciullino? Non pare proprio visto che la morale religiosa é stata inserita alla base dell'impianto programmatico!
Inoltre non osano, violando ogni tipo di prerogativa parlamentare, comunicare i nominativi degli scienziati inventori di simili ardite teorie pre-galileiane.

 Redazione    - 23-04-2004
Da Repubblica

"Un danno per la cultura
delle nuove generazioni"


Una bocciatura senza appelli, quella del gotha della scienza italiana. La mancanza di qualunque accenno alla teoria dell'evoluzione nei nuovi programmi scolastici delle medie - fissati nel decreto legislativo dello scorso febbraio - è, secondo genetisti, medici e ricercatori in genere, una lacuna gravissima: il ministero dell'Istruzione deve porvi senz'altro rimedio. Per questo alcuni fra gli scienziati più rappresentativi del nostro paese hanno firmato un appello per la modifica dei programmi di studio.


Dai nuovi programmi della Scuola media è scomparso l'insegnamento della "Teoria dell'evoluzione delle specie". L'elenco degli argomenti da trattare non comprende più "L'evoluzione della Terra", la "Comparsa della vita sulla Terra" la "Struttura, funzione ed evoluzione dei viventi" e "L'origine ed evoluzione biologica e culturale della specie umana"
I programmi pubblicati nel decreto legislativo del 19 febbraio 2004 non contengono tracce della storia evolutiva dell'uomo né del suo rapporto con le altre specie.

Il mancato apprendimento della teoria dell'evoluzione
per dei ragazzi di 13-14 anni, rappresenta una limitazione culturale e una rinuncia a svilupparne la curiosità scientifica e l'apertura mentale.

E' senz'altro giusto spiegare che il Darwinismo
e le teorie che ne sono conseguite hanno lacune da colmare e presentano problemi insoluti, ma non si può saltare completamente l'anello che lega passato e presente della nostra specie. Chiediamo dunque al Ministero dell'Istruzione di rivedere i programmi della scuola media, colmando una dimenticanza dannosa per la cultura scientifica delle nuove generazioni.

Carlo Bernardini - Dip. di Fisica La Sapienza e Infn
Edoardo Boncinelli - Scuola Int. Sup. StudiAvanzati, Trieste
Luigi Luca Cavalli Sforza - Univ. di Stanford
Bruno Dallapiccola - Ist. Mendel, Roma
Ernesto Di Mauro - Genetica molecolare, La Sapienza.
Dir. Fond. Cenci Bolognetti
Renato Dulbecco - Nobel per la medicina
Margherita Hack - prof. ssa emerita di Astrofisica, Trieste
Giuseppe Novelli - docente di Genetica Umana, Tor Vergata
Franco Pacini - dir. Osservatorio di Arcetri
Massimo Pettoello - Mantovani - prof. di Pediatria,
Foggia e New York
Alberto Piazza - docente di Genetica Umana, Torino
Pier Franco Pignatti - presid. Soc. italiana di Genetica Umana



Altre notizie sull'argomento:
- Darwin a scuola: pioggia di adesioni. Firma anche Rita Levi Montalcini contro la decisione di cancellare l'evoluzionismo dai programmi delle medie.

- Non togliamo Darwin agli studenti - di Umbetto Veronesi.



 Redazione    - 24-04-2004
Vietato ai minori

FONTE: le Scienze on line

Bisogna dirlo ad alta voce: chi fa scelte grandiose, passa alla storia. E giustamente ci resta, soprattutto quando la scelta coinvolge uno dei punti essenziali della scienza contemporanea. Orbene, un frammento d’Italia si è appena preso un posto di prima fila.
Quaggiù, infatti, la teoria nata con Darwin è stata da pochi giorni depennata dai programmi di scienza delle scuole medie inferiori. La cancellazione è pubblicata sulla «Gazzetta Ufficiale» del 2 marzo. Per gli increduli: se non avete il testo sottomano, cliccate
sul sito ufficiale del ministero.


Ai primi di marzo, però, avevamo già programmato l’articolo di Jean-Claude Ameisen che trovate a pagina 62. In redazione, quindi, si è creato un problema. Ameisen è uno scienziato dell’Università di Parigi 7. È un biologo evoluzionista, e cita, elogiandolo, un passo di Darwin. Abbiamo in un primo tempo soppesato l’idea di scrivere, su questa copertina di «Le Scienze», l’avviso «vietato ai minori», ma poi l’abbiamo scartata: non è il caso di scherzare.
Resta invece da capire la ragione profonda di questa svolta epocale, che ha due premesse. La prima rinvia a una manifestazione politica tenutasi a Milano qualche mese fa: persone importanti hanno pubblicamente sostenuto che le idee di Darwin sono false e pericolose, e che l’unica spiegazione accettabile è fornita dal creazionismo.
È stato facile, in quei giorni, fare spallucce e sorridere. In Italia c’è libertà di espressione: è dunque lecito aderire alla Lega per la Terra Piatta, curarsi con i fiori di Bach ed elogiare l’astrologia. Chi ha fatto spallucce, però, ha commesso un errore. L’attacco all’evoluzione doveva infatti essere inquadrato in un contesto «bipartisan», che vieta molte linee di ricerca su cellule staminali, applaude alla distruzione di coltivazioni con tracce di OGM e, in nome della libertà di coscienza, fa leggi incredibili sulla procreazione assistita. La «Gazzetta Ufficiale» di marzo è, semplicemente, un passo forte lungo una direzione precisa e trasversalmente consensuale: formare i cittadini della Repubblica con una scuola che impone ai giovani d’ambo i sessi di rigettare una concezione scientifica della vita, e che, non a caso, torna a insegnare alle fanciulle la filosofia del taglio e del cucito.

L’altra premessa è sotto gli occhi di tutti, e da tempo. Basti qui ricordare, a puro titolo d’esempio, i severissimi moniti antidarwiniani di un fisico autorevole come Antonino Zichichi, o meditare sulle tesi dell’altrettanto autorevole Jeremy Rifkin, il guru che si è assunto il compito di bonificare il pianeta. Secondo Rifkin il dramma dell’uomo contemporaneo è causato dall’eredità lasciataci da individui come Newton e Darwin. Grazie alla loro opera, «l’originaria perfezione del mondo è stata incrinata dall’introduzione della conoscenza», che ha gravemente indebolito la spiritualità della concezione cristiana del vivere. Così si legge nel capolavoro rifkiniano, intitolato Entropia e stampato nell’anno di grazia 2000 da Baldini&Castoldi. Le idee di Rifkin, a quanto pare, piacciono a destra, al centro e a sinistra.
Ci dicono che il prezzo da pagare per salvare l’umanità consiste nel demolire le fondamenta della razionalità. Darwin, insomma, è solo una rata dell’obolo che già stiamo versando. Ecco perché la parte più ferina del paese passerà alla storia.

 Giorgio Narducci    - 25-04-2004
Direi che forse è semplicemente il caso di lasciare la parola a Charles Darwin, che nella sesta edizione
dell'Origine della specie (1872) scriveva:
"Non vedo alcuna buona ragione perché le opinioni espresse in questo volume debbano urtare
i sentimenti religiosi di chicchessia. Allo scopo di dimostrare come certe impressioni siano passeggere, giova qui ricordare che la più grande scoperta mai fatta dall'uomo, ossia la legge della gravitazione universale, fu anch'essa attaccata da Leibniz "come sovversiva della religione naturale e, quindi, di quella rivelata".
Un celebre autore e teologo mi ha scritto "di aver compreso a poco, a poco che si può avere un concetto di Dio altrettanto nobile sia credendo che Egli abbia creato alcune forme originarie capaci di autosvilupparsi
in altre forme necessarie, sia credendo che Egli sia ricorso ad un nuovo atto di creazione per colmare i vuoti provocati dall'azione delle Sue leggi."

Quindi leggiamo e studiamo ancora Darwin, a qualsiasi età !!!