Un 15 maggio uniti – Meglio se in ogni piazza
Francesco Mele - 19-04-2004
Ero a Parma il 3 aprile perchè mi sembrava giusto esserci, mi sarebbe piaciuto essere anche a Bologna l’8 aprile e a Roma il 15 aprile, ma non riesco ad essere dappertutto e come me molti altri.
Coordinamento nazionale in difesa del tempo pieno e prolungato.
Tavolo nazionale Fermiamo la Moratti.
Incontro Nazionale delle scuole e delle città, per l’abrogazione della riforma Moratti, per il ritiro del primo decreto applicativo, per lo sciopero generale unito.
Ma quante nazionali abbiamo? E quante ancora riusciremo a inventarcene?
E dire che sulle parole d’ordine (ritiro del decreto, abrogazione della legge 53) non c’è mai stata tanta unanimità. E allora il bisogno di dividersi, di distinguersi, da cosa deriva? Bisogno di identità? Coerenza delle idee, delle parole, dei comportamenti più che rigorosa e irrinunciabile?
Noi semplici manovali appassionati della lotta per la difesa della scuola pubblica – perché io questo, in fondo, mi sento di essere – che diamo anima, energie e tempo libero e sonno e affetti a questi impresa, facciamo fatica a comprendere (leggi accettare) i giochini che sono dietro a tutto questo.
Ma allora, quando si tratterà di costruirla davvero una nuova scuola cosa si scatenerà? Sì, perché non si può pensare di abrogare la 53 e lasciare, nel vuoto, che tutto prosegua come prima, né si può ripescare la Berlinguer tout court. Voglio dire che mi pare che la cultura della condivisione sia ancora molto lontana e che invece dovremmo tutti porre attenzione alle cose che ci uniscono e farne il valore aggiunto con cui accumulare forza e capacità d’impatto.
L’appello di Parma che io ho firmato e che, in parte, ho contribuito ad emendare, non mi vede d’accordo in alcuni passaggi, in alcune riflessioni, in alcuni toni, ma non era il mio manifesto personale (l’unico con cui sono quasi sempre d’accordo), né quello mio e della mia morosa, né quello della mia associazione, né quello della mia organizzazione sindacale: era quello di un centinaio di docenti e genitori di luoghi e realtà diverse, con storie diverse alle spalle, con idee politiche diverse, con visioni del mondo diverse, che però hanno visto in modo uguale il baratro verso cui questo governo sta spingendo la scuola pubblica e in modo uguale hanno deciso che ci vuole unità e che nell’unità occorre supportare la lotta dei collegi dei docenti e che nell’unità occorre indire uno sciopero generale per il ritiro del decreto per l’abrogazione della legge 53, punto. Sarò miope, come qualcuno mi ha detto, ma io questo ho voluto vedere in quell’appello e per questo ho firmato, e dirò di più, non mi interessa la vista acuta di chi si muove solo con logiche di bandiera che prevedono attacchi all’arma bianca contro tutto e tutti e difese ad oltranza, sintomo di chiusura, paura, verso tutto e verso tutti, perché questo privilegia la tribù e non l’obiettivo.
Io mi batto per la difesa della scuola pubblica.
Non parlo del 21 maggio per non toccare un argomento che vivo come doloroso a livello personale, per cui vi chiedo di consentirmi questa “dimenticanza”. Mi interessano invece molto il 15 maggio e il 16 maggio.
La manifestazione del 15 maggio mi sembra una risposta doverosa dei movimenti che non rinunciano a essere protagonisti di un’azione decisa, coerente, rigorosa contro lo spietato attacco alla scuola pubblica. Anche la marcia di Barbiana del 16 maggio (il giorno dopo!) assumerà, inevitabilmente, questo significato.
Ora, che i movimenti siano i protagonisti principali di questa lotta, lo dimostra il fatto che la loro barra del timone punta dritto su quel faro anche perchè non hanno altre emergenze che li distraggono e che invece, ogni tanto, fanno fare ad altri scelte diverse; lo dimostra il fatto che i movimenti hanno sempre risposto e proposto mobilitazioni in cui si sono ritrovati con compagni di viaggio istituzionali che una volta c’erano e l’altra no.
Sarebbe importante che la manifestazione del 15 maggio desse visibilità a questi movimenti, che si sono sviluppati e cresciuti nelle città, nelle piazze, nei cortili delle scuole all’uscita dei bimbi, ai tavolini delle raccolte di firme, ai gazebo dei palloncini, sulle bici in città; a queste piazze, a questi tavoli, a questi gazebo occorre dare una dimensione nazionale, tutti insieme nello stesso giorno, senza lasciarne a casa nessuno, in tante città contemporaneamente. È soprattutto questa dimensione nazionale di azioni concordate e condivise che io mi aspettavo da Parma.
Io penso che la manifestazione unica a Roma non risponda, in questo momento, a tale esigenza e rischi di far mancare a quanti si sono fatti prendere da questa passione o anche solo scaldare o anche solo intiepidire dalle nostre ragioni, la possibilità di partecipare numerosi e far sentire la propria voce.
Auspico che il tavolo del 19 aprile di Roma tenga in considerazione queste riflessioni, diciamo che sarebbe il mio intervento se io fossi là.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Precarius    - 19-04-2004
NON DESISTIAMO, COLLEGHI! RIPARTIAMO DALLA (PERMETTETE) ENORME MANIFESTAZIONE NAZIONALE DEL 15 MAGGIO PER IL RITIRO DEL DECRETO LEGISLATIVO, PER L'ABROGAZIONE DELLA RIFORMA MORATTI

Tutti quelli che credono in una Scuola diversa da quella "pneumatico-aziendale" proposta dalla Moratti non dovrebbero concedere nulla, a nessuno, in questo periodo.
Ricordate che Lunedì 19 Aprile, ALLE ORE 16,00, a Roma si costituisce il Comitato Nazionale del 15 Maggio.
Non molliamo!, organizziamo nei più piccoli dettagli la manifestazione nazionale a Roma ( o in contemporanea in altre città) per il 15 Maggio, mostriamoci più attivi che mai!
-Pressiamo ogni singolo sindacato per il nostro sacrosanto diritto ad una giornata di sciopero specifico contro la riforma, ci sono nefandezze in gioco ben più gravi dei singoli problemi salariali. Ci sono anche quest'ultimi, ma saranno eventualmente presenti nei punti seguenti della piattaforma rivendicativa...
-Chiediamo lumi sull'impugnativa al TAR, presentata dagli uffici legali dei sindacati Confederali, della Circolare applicativa n. 29/2004, .
-Raccogliamo l'invito dei 120 Delegati di Parma :
prendiamo slancio da queste iniziative per organizzarci e collegarci con le inziative di protesta nelle singole scuole.Ne verranno segnate anche le singole delibere collegiali e consiliari nelle varie scuole.
Ricordate che il Decreto diverrà definitivo e quindi ufficialmente consolidato nella sua stesura nel lontano Agosto del 2005!
Quindi c'è tutto il tempo di stravolgere il disegno di Riforma dell' istruzione che vogliono a tutti i costi imporre.
Stanno cercando di sfiancarci, non cadiamo in questo errore pianificato.
Continuiamo a responsabilizzare il maggior numero di persone sui contenuti della politica scolastica del Governo..
Noi siamo centinaia di migliaia mentre gli "attori" realmente impegnati nella riforma, compresi alcuni "collaboratori" sindacali, sono un gruppetto che non supera le 50 unità.
Lo sanno benissimo che siamo una forza reale sul territorio, per questo temono il movimento.Prendiamo maggiore coscienza delle nostre possibilità.
Per favore, colleghi, non permettiamo che delle sterili mani pianifichino un futuro tetro e meschino per la scuola statale.
La nostra passione civile non deve spegnersi proprio ora!


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Una giornata nazionale contro la riforma: facciamola crescere!

Il Coordinamento nazionale in difesa del Tempo Pieno e prolungato, i coordinamenti e comitati cittadini di genitori e lavoratori/trici della scuola di tante città, ritengono di fondamentale importanza chiudere questo anno, caratterizzato da grandi lotte in difesa della scuola pubblica e contro la legge 53 e i relativi decreti applicativi che smantellano il tempo pieno, con una grande giornata di mobilitazione nazionale.

Pertanto i coordinamenti ed i comitati indicono questa giornata nazionale di lotta per il 15 maggio prossimo, invitando tutti i soggetti che intendono battersi per l'abrogazione della legge 53 ad aderire e partecipare.

Questa mobilitazione dovrà, da un lato riaffermare e rendere visibile tutta l'opposizione del mondo della scuola al progetto morattiano, preparare il terreno per un rilancio delle iniziative a settembre, ma, soprattutto, fungere da punto di riferimento ed appoggio alla pratica di rifiuto capillare degli aspetti deleteri della riforma (tutor, portfolio ecc...) che viene crescendo in questi giorni ovunque e scuola per scuola.

E' importante che dalle singole scuole venga un chiaro messaggio: si può ancora fermare la legge 53!

I coordinamenti ed i comitati sono altresì consapevoli che a questo punto sia più che mai necessario un allargamento ulteriore dell'opposizione alla controriforma moratti e che la difesa del tempo pieno, come modello di scuola e di società, pur restando un tassello fondamentale e centrale deve entrare a far parte di una piattaforma generalizzata che veda il coinvolgimento di tutti i soggetti, territori ed ordini di scuole; per questo motivo promuovono da subito la formazione di un "comitato organizzatore della giornata del 15 maggio" che veda la partecipazione attiva di tutte quelle associazioni ed organizzazioni che vorranno riempire di contenuti la piattaforma della giornata stessa ed attivarsi concretamente per farla riuscire al meglio.

Tutti i coordinamenti, comitati, associazioni ed organizzazioni che intendono partecipare a questo processo organizzativo della giornata del 15 maggio sono invitati alla prima riunione del comitato organizzatore che si terrà lunedì 19 aprile alle ore 16 presso la sede del CIDI in piazza Sonnino a Roma