L'uovo avvelenato
Ilaria Ricciotti - 09-04-2004
Ci hanno propinato un uovo,
tondo, tondo e sodo, sodo.

Un uovo di cioccolato fondente,
prodotto per confondere la gente.

Un uovo diverso dagli anni precedenti,
un uovo che crea soltanto tormenti.

Un uovo avvolto da carta grigia,
simile allo scialle di nonna Gigia.

Un uovo senza un bel fiocco,
un uovo che ti colpisce l' occhio.

Se quest'uovo aprirai,
tante sorprese troverai:

c'č una piccola casetta malandata,
parvenza di una scuola oltrepassata;

ci sono numerosissime persone,
perdenti posto, o in attesa di prima occupazione;

tanti avvocati e magistati con le toghe,
a cui vien negato di esibire le prove;

molti pensionati, malati e spesso soli,
che non hanno nulla, nč quattrini nč ori;

una televisione non pių a tre canali,
ma pių moderna, con optional digitali;

un uomo dal camice bianco,
molto insoddisfatto e stanco;

ci sono inoltre pochissime monetine,
rubate da certe "bravissime" personcine;

c'č poi una carta molto antica e sudata,
che ormai viene ogni giorno stracciata;

ma la sorpresa pių sensazionale,
č quella di un omino molto particolare:

un omino che appena lo tocchi,
sputa fumo e ti oscura gli occhi;

un omino tarchiato e non molto elegante,
se lo carichi , si gonfia e diventa un elefante;

č circondato dai suoi fedelissimi aiutanti,
parlano e gesticolano allo stesso modo tutti quanti.

Quest'uovo, molto costoso per la comunissima gente,
č senza zucchero e con sorprese che non valgono niente.

E' un uovo anomalo, mai prodotto sino ad ora,
se lo assaggi ti ritrovi con "l'acqua alla gola",

se lo compri diverrai povero e ti sentirai molto disturbato,
da un uovo che sbuca da ogni parte, da un uovo av-ve-le-na-to.


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