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Elias, Barbieri e Duccillo alla radio
Elena Duccillo - 09-04-2004
Riporto la trascrizione delle interviste registrate dalla trasmissione "la radio ne parla" andata in onda lunedì.
La stessa trasmissione si può ascoltare a questo url: http://www.radio.rai.it/radio1/laradioneparla



LA RADIO NE PARLA 5/04/04 - VALUTAZIONE DELL'ISTRUZIONE UGUALE PER TUTTI?
a cura di Ilaria Sotis



Il progetto pilota 3 che sta girando nelle scuole prevede che gli insegnanti possano contrassegnare con l'apposito codice di esclusione gli elaborati dei ragazzi disabili. Giacomo Elias responsabile del progetto dice che e' tutto regolare. Pietro Barbieri, Fish (fed. superamento handicap) accusa: questa e' discriminazione, perche' i test dei ragazzi disabili vengono poi cestinati.


Ilaria Sotis: E' stato approvato pochi giorni fa, con un Decreto del Consiglio dei ministri, il servizio nazionale di valutazione dell'Istruzione ogni singola scuola saprà in futuro quali sono i suoi punti di forza e quali quelli di debolezza per arrivare a questo si sono fatti 3 progetti pilota in alcune migliaia di Istituti.
Professor Giacomo Elias lei ha coordinato questa iniziativa a cosa servirà questo servizio di valutazione?

Elias: Lo scopo principale è quello di fornire alle scuole un riferimento di parte terza per impostare il loro miglioramento continuo.
In pratica, ricevendo sia i propri risultati (che sono rigorosamente riservati ad ogni scuola che non vengono resi pubblici ) e ricevendo una media nazionale dei risultati, la scuola ha degli elementi per poter nell'ambito delle proprie attività di autovalutazione capire i propri punti di forza e di debolezza e provvedere conseguentemente. Quindi non serve nè a fare graduatorie nè a fare lavagne dei buoni e dei cattivi

Ilaria Sotis: Come sono stati considerati all'interno di questi questionari gli alunni disabili?

Elias: Gli alunni disabili hanno avuto particolari attenzioni, in modo particolare siccome ci era stato posto il problema dei non vedenti, ma direi ancora più importante quello degli ipovedenti, abbiamo provveduto a predisporre dei questionari in modo specifico, nel caso degli ipovedenti, se i numeri mi sovvengono, abbiamo fatto 60 diversi tipi di questionari in collaborazione con l'unione italiana ciechi.

Sotis: Però le disabilità non si limitano alle disabilità dei non vedenti...

Elias: No, ma noi contrariamente ad alcune normative intenazionali abbiamo sempre chiesto che anche i ragazzi disabili partecipassero, nei limiti delle loro possiblità evidentemente poi separando gli effetti della loro partecipazione da quelli degli altri ,
in modo che i risultati di un'intera classe non fossero troppo influenzati dalla loro presenza.

Sotis : Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana superamento handicap, voi contestate questo progetto pilota , qual'è il vostro timore?

Barbieri : Il nostro timore è semplicemente che se vengono escluse tutte le condizione di disagio sociale il risultato sia falsato. Qui si tratta di un progetto per la valutazione del sistema di Istruzione

Sotis : Ecco questo in nome dell'integrazione scolastica, ma voi cosa chiedete che venga valutato?

Barbieri: Nella scuola non ci sono solo i più bravi , ci sono tutti! Ci sono i più bravi, i meno bravi, i disabili e i non disabili, poi c'è un altra questione: non viene valutato quanto la persona in quel contesto educativo cresce, ma viene valutata solo la nozione.

Sotis : In 9000 scuole d'Italia quest'anno è arrivato il questionario per il progetto pilota numero tre per la valutazione dell' Istruzione, Elena Duccillo, lei è un'insegnate, nelle sue classi il questionario è stato compilato, ma è anche mamma di un bambino disabile: che cosa ha scritto suo figlio nel questionario?

Duccillo : Mio figlio ha scritto quello che poteva, non è stato seguito il manuale cioè tutte le regole, perchè la sua insegnante di sostegno è stata presente durante la prova e lo ha aiutato e non siamo riusciti ad ottenere per mio figlio neanche una copia con i caratteri ingranditi , dato che lui legge i caratteri grandi

Sotis : Lei è anche un'insegnante, come dicevamo, e partecipa dunque in quanto insegnante alla compilazione di questi questionari per il progetto pilota, come avviene la compilazione?

Duccillo : Dopo aver somministrato un fascicolo in cui i bambini devono dare delle risposte di italiano, matematica , scienze l'insegnante compila un modulo nel quale riporta i nomi e i codici di ciascun bambino.

Sotis : Dunque tutti i bambini di una classe partecipano a questo questionario...

Duccillo : Si, non deve essere escluso nessuno, nemmeno quelli che non seguono la programmazione della classe ma una programmazione individualizzata

Sotis : Ecco ma da qualche parte risulta che quel dato bambino sta seguendo una programmazione individualizzata?

Duccillo : Risulta in quanto l'insegnante mette un codice di esclusione sul modulo di somministrazione che deve compilare alla fine delle prove

Sotis : Cioè il questionario viene fatto compilare al bambino, ma poi non ne viene tenuto conto

Duccillo : No, non rientra nelle prove di apprendimento che servono per valutare gli apprendimenti dei bambini di quella classe

Sotis : Torniamo a Pietro Barbieri presidente della F.I.S.H. lei ha spiegato prima che la valutazione di una scuola deve tener conto di tutti i ragazzi, ci spiega quali rischi secondo voi correrebbe la scuola?

Barbieri : C'è un rischio perchè è stato inserito un codice di esclusione che tutte le scuole nella loro autonomia possono utilizzare o meno, il codice di esclusione è per disabili fisici, psichici, lingua madre diversa dall'italiano, ipovedente o non vedente oppure ipovedente . Quindi sono stati fatti partecipare, in alcuni casi non sono stati fatti partecipare, in altri casi si sono semplicemente avvalsi del non utilizzo. Quindi il risultato di quel test è stato fondamentalmente cestinato sta in archivio come carta straccia.

Sotis : Questa protesta voi della F.I.S.H. l'avete formalizzata al Ministero : che vi ha risposto?

Barbieri : Il Ministero ha risposto immediatamente con una lettera mandata all'Invalsi, il quale ha risposto che non è presente alcun invito a cestinare gli elaborati degli alunni, non c'è scritto, è vero, c'è scritto però che "vi potete avvalere dei codici di esclusione".

Sotis : C'è chi non si è avvalso di questo codice?

Barbieri : Non abbiamo informazioni, nel senso che non abbiamo avuto la possibilità di esercitare su questo un controllo così allargato, dalle notizie che abbiamo si è chiuso un pò a riccio il sistema scolastico evitando di farci appunto sapere con esattezza che fine hanno fatto tutti gli elaborati.

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 Riccardo Ghinelli    - 09-04-2004
Ricordo un ponderoso dossier sulla valutazione delle scuole compilata da un ispettore ministeriale che fu distribuito come materiale per le figure obiettivo.
In esso si analizzava il problema della valutazione delle scuole dicendo che i metodi in uso erano di derivazione aziendale e si potevano dividere tra quelli centrati sul prodotto e quelli centrati sul processo.
In altre parole si potevano valutare i risultati oppure i mezzi messi in atto per conseguirli oppure entrambe.
Evidentemente si è scelto di valutare solo i risultati, senza porre attenzione ad altro.
Queso finirà con l'incoraggiare le Scuole a puntare solo su quei risultati rilevabili tramite i questionari, penalizzando tutto il resto.
E' chiaro che per questo tipo di di valutazione l'handicap è solo... un hadicap da rimuovere.
In una valutazione attenta ai processi, invece, gli sforzi fatti per l'integrazione dell'handicap avrebbero il loro giusto rilievo, così come le attività di prevenzione, di promozione del benessere o della creatività giovanile.
Evidentemente quello che conta è solo il risultato, come in qualsiasi Impresa degna di questo nome.
Almeno una delle "Tre I" elettorali viene rispettata).