breve di cronaca
Il silenzio assordante della sinistra
Scuola Oggi - 26-03-2004

Ma dov'è la sinistra politica? Dove sono e cosa stanno facendo, sui temi della scuola e della riforma, i partiti politici della sinistra, del centro-sinistra (con o senza trattino) o del centro che guarda a sinistra..? Questa è la domanda che circola, sempre più diffusa, tra gli insegnanti, i genitori, la gente che si occupa di scuola. Di qui lo sconcerto e la perplessità generale.
Questo giornale, coerentemente con la sua linea autonoma, di stimolo critico, mai unilaterale o subordinata a questa o quella forza politica o sindacale, non ha mancato a suo tempo di rivolgere rilievi critici anche ai sindacati della scuola confederali, in particolare alla Cgil ed alla Cisl. A noi sembrava, anche qui raccogliendo e riportando umori e opinioni diffuse nelle scuole, tra gli stessi docenti o dirigenti scolastici iscritti ai sindacati, che vi fossero da parte di questi ritardi e sottovalutazione dei processi e degli eventi connessi alla cosiddetta Riforma Moratti (almeno per quanto riguarda il periodo che va da maggio-giugno a novembre 2003). Con la stessa obiettività non esitiamo a riconoscere che Cgil e Cisl scuola hanno ampiamente recuperato questi ritardi, mettendo in campo una presenza ed una capacità d'iniziativa considerevole. Basti pensare, per fare un solo esempio, all'impegno notevolissimo dispiegato dalla segretaria milanese della Cgil scuola, Alfia Nicotra, presente attivamente in centinaia di assemblee con genitori e docenti.

In realtà bisogna dire che il vero grande assente, il convitato di pietra, è la sinistra politica o come dicevamo prima il centro sinistra, vale a dire l'insieme delle forze e dei partiti politici dell'opposizione (Ulivo ma anche oltre). Siamo di fronte infatti a tematiche di rilevanza non solo sindacale (per le evidenti ripercussioni sull'organizzazione del lavoro nella scuola) ma che investono direttamente la configurazione e gli assetti della scuola pubblica in Italia.
Temi e scelte quindi eminentemente di "politica scolastica" quelli della riforma della scuola, sui quali le forze politiche dell'opposizione dovrebbero dispiegare una forte iniziativa, con proposte alternative, forme di lotta, presenza massiccia nelle scuole, tra la cittadinanza.
Non solo invece ci tocca registrare una clamorosa assenza di queste forze, in tutti questi mesi, ma addirittura succede che quando sono presenti, lo sono con le persone sbagliate. Criticare la partecipazione della Melandri a Ballarò ormai è un po' come sparare sulla croce rossa. Ma l'episodio è purtroppo illuminante: si manda ad una trasmissione televisiva, una delle poche occasioni che si offrono su questo palcoscenico, la persona sbagliata, sicuramente apprezzabile per tante cose ma altrettanto sicuramente ignara di cose di scuole. Che parla quindi a sproposito o comunque senza conoscenza di causa, in quanto non competente. Che sarebbe successo, che figura avrebbe fatto il ministro Moratti, altra persona non competente e che deve ricorrere ad appunti preparati e ripetere frasi fatte, se al posto della Melandri vi fosse stato qualcuno che di scuola se ne intendeva? Un'occasione perduta quindi, come abbiamo già avuto modo di dire, ma che è indice di una sottovalutazione, di una insufficiente considerazione della questione scuola.

A Milano (con la parziale eccezione di Marilena Adamo per i Ds o di Bonelli, che pure non è un politico di professione, per la Margherita) la sinistra o il centro sinistra, in tutti questi mesi proprio non si sono visti né sentiti. Se con la mente andiamo indietro nel tempo e pensiamo alle Commissioni scuola dei vari partiti o gruppi politici (dal PCI all'estrema sinistra, fino alla DC, di sinistra e no), alla capacità di iniziativa che queste forze erano capaci di esprimere, nel sindacato e fuori, autonomamente, in tutti gli anni '70 e 80, il salto è veramente notevole, sorprendente.
E' vero che i tempi sono cambiati, ma è altrettanto vero che non si è mai assistito ad un interesse per la scuola da parte ad es. dei genitori pari a quello attuale. Siamo oggi di fronte infatti ad una situazione inedita, ad un dato nuovo e rilevante: la mobilitazione diretta dei genitori, nelle forme di Comitati e associazioni varie, nelle scuole sui temi della riforma e del tempo pieno. Assistiamo ad una presenza e ad un ruolo rilevante di movimenti (Retescuole, comitati vari) e dei sindacati scuola confederali. Vedi le grandi manifestazioni di questi ultimi mesi, la stessa partecipazione allo sciopero generale di oggi. Ma la sinistra politica appunto dov'è?

Come non capire che la scuola (oltre alla sanità) è una delle questioni sociali oggi cruciali? Come è possibile non farne un terreno di battaglia politica e (perché no, visto che questo è un momento decisivo) elettorale? O nemmeno sotto questo profilo si ha interesse a muoversi? E cos'altro si aspetta? L'afasia, il silenzio dell'opposizione politica comincia a diventare veramente assordante. E soprattutto controproducente e suicida.

Dedalus


discussione chiusa  condividi pdf

 Redazione    - 27-03-2004

Eppure:

Nelle Università, gli studenti tornano a votare a sinistra.
Le liste unitarie prime ovunque

Ci sono ancora atenei che devono completare lo spoglio. Ma il quadro sembra già delineato: gli studenti universitari hanno votato a sinistra. Per ora i dati sono questi: le liste unitarie di sinistra sono le prime in Italia, in tutti e quattro i collegi nazionali. Hanno ottenuto qualcosa come 45 mila preferenze. Quasi la metà dei voti espressi. Crolla la destra e crolla anche Comunione e Liberazione che appena quattro anni fa era il primo raggruppamento.

L'Unità, 26 marzo

 ilaria ricciotti    - 28-03-2004
Come spiega questi dati Scuola Oggi?
Forse i politici della sinistra hanno scelto di ascoltare i bisogni della gente delle piccole città di provincia, dove sono puntualmente presenti, anzichè quelli di chi abita nelle grandi ed opulente città soprattutto del nord, dove la gente è più informata e per questo si mobilita prima degli stessi personaggi politici dell'opposizione.