Siamo d'intralcio ai trionfi riformistici
Claudia Fanti - 29-02-2004
E’ mattina, non una mattina qualsiasi, è quella del day after, il dopo manifestazione…leggo i quotidiani e, come al solito, non ci trovo LA SCUOLA, bensì le dichiarazioni, sempre le stesse, di uomini politici e politica.

La MIA scuola, quella di tutte/i noi, non l’avrei neppure “vista”, se non fosse per le foto dei maestri sandwich e di quei palloncini colorati smorzati dalla cattiveria del tempo: ci si è messo anche lui a darci contro.

Chi parla dai giornali (qui la fonte è La stampa) dice frasi che non stanno né in cielo né in terra per chi lavora nelle aule:

Mario Mauro (resp. di F.I. per la scuola e l’Università): “La manifestazione è stata un flop. Fassino vuole truffare una generazione e deforma la verità. Del resto la menzogna è proprio la deformazione della sinistra italiana. Ciò che la rende incapace di cambiamento. Ma le bugie hanno le gambe corte, come dimostra il flop della manifestazione contro la riforma Moratti organizzata dai sindacati e sostenuta dalle opposizioni. Se sono così in pochi nonostante la mobilitazione delle settimane e dei giorni scorsi non è certo un caso”.

Lucio Malan (vicepresidente dei Senatori di F.I): “Solo menzogne nel corteo, cercano di coprire il disastro che hanno lasciato. Non vogliono si sappia che il governo ha fatto più assunzioni in due anni e mezzo che loro in cinque anni, che sono aumentati gli insegnanti di sostegno, che sono aumentati del 10 per cento i fondi per la scuola e gli stipendi, che dall’anno prossimo ci sarà più tempo pieno di prima, con inglese e informatica per tutti”

Per An: “L’Ulivo difende un modello di scuola che ci allontana dall’Europa, una scuola vecchia, ferma agli anni Settanta, una scuola fallimentare.

Giuseppe Valditara (An): “Noi vogliamo una scuola delle opportunità, capace di valorizzare i talenti e le individualità e di dare la possibilità di un futuro ad ogni giovane. Loro vogliono una scuola egualitaria fatta di pregiudizi, una scuola che non prepara.”

Questo modo di non voler nemmeno accennare alla presenza dei corpi e dell’ ”anima” di insegnanti, genitori, studenti di ogni colore politico e sindacale (ciò non viene accettato e non viene detto mai), uniti non già dalla difesa dell’esistente (che pure in molte situazioni avrebbe tanto da insegnare a chi dovrebbe far politica per il bene della collettività tutta), bensì dalla comune convinzione che non era questa la NOSTRA riforma sognata e anche chiesta da molte/i, è un modo vecchio di far politica: esso sì, fermo agli anni Settanta e anche prima.

Questi signori, con tutto il rispetto per i loro ruoli, si parlano addosso, si crogiolano nelle loro convinzioni pettorute e supponenti, senza sapere qualcosa di cosa sia successo nelle scuole dell’infanzia, elementari e medie dagli anni Settanta a oggi, ma anche da prima.

A loro non importa assolutamente nulla della dimensione del tempo, non del tempo pieno, dico proprio del nostro tempo speso a por rimedio alle normative che ci cadono sempre dall’alto con la pesantezza dei macigni del purgatorio!

E parlano e parlano e ci raccontano di ricchezze e risorse mai viste…che ne sanno loro delle fatiche, delle ore impiegate gratis a far fiorire attività in classi superaffollate, attività per offrire le opportunità a tutti (veramente a tutti) di arricchirsi culturalmente e umanamente? Che ne sanno loro della NOSTRA scuola fatta di un quotidiano lavoro “artigianale”, con gli strumenti artigianali da noi inventati per avvicinare ogni piccola persona alla bellezza della scoperta dei concetti…Che ne sanno loro della geometria con gli origami, della narrazione orale incentivata da giochi in palestra, del leggere e dello scrivere imparato, più che sui banchi, in movimento e nei “teatri” improvvisati negli spazi angusti dei vecchi edifici scolastici in cui “abitiamo”, che ne sanno loro del tempo che impiega un bambino di prima elementare a superare la paura delle turche e del fatto che fino al momento in cui non l’ha superata non si interessa d’altro (altro che informatica e inglese!), che ne sanno loro delle ore infinite di noi maestre a parlare per trovare soluzioni per quel o quella bambina che non vuole parlare e sembra essersi chiuso in un mutismo per dimostrare tutta la sua rabbia perché viene da un Paese lontano, di cui nessuno qui conosce la lingua, che ne sanno di ore aggiuntive prestate senza ricompensa perché i fondi della scuola sono troppo pochi per coprire le innumerevoli esigenze di un’istituzione moderna e giustamente multietnica, che ne sanno loro dello sforzo costante per fare una scuola “egualitaria” (che male c’è in questa “parolaccia”?!) in cui anche i più bravi hanno l’occasione di diventare più bravi e “più umani” nei lavori delle coppie di aiuto reciproco e in quelle tutoriali, che ne sanno di un tempo pieno che è già “pienissimo” delle vite di tutti quelle/i che lo abitano (non abbiamo bisogno di riempirlo ulteriormente di materie opzionali: già s’è visto quali siano gli errori del fare per fare e qui non c’entrano destra e sinistra, ché gli errori, chi ha buon senso, deve riconoscerli per non farne altri ancora!), che ne sanno dell’importanza del far scorrere le ore conversando, scambiandosi le esperienze e del ritrovarle nelle fiabe e nei testi di letteratura dell’infanzia che i bambini ascoltano a bocche “ancora” spalancate?

Che ne sanno del molto altro ancora di cui nessuno parla, perché se pur “altro” prezioso, forse è “altro” non sufficientemente sensazionale o “non al passo” coi tempi?

Chi credono di incantare parlando a ogni piè sospinto dell’Europa? L’Europa cos’è? E’ forse un’entità astratta?
Ma l’Europa non è forse ognuna/o di noi con la sua storia, la sua voglia di esprimersi e di creare e ricreare consapevolmente il mondo che abitiamo? Oppure è soltanto affari, mondo del lavoro e soldi che circolano più o meno bene?
L’Europa è anche arte, sentimento, cultura, letteratura, ascolto per le diversità, solidarietà…è qualcosa che vogliamo credere vada al di là e al di sopra delle nostre “vocazioni” individuali e personali di avere un qualsivoglia successo!

L’Europa si dovrebbe imparare in un “tempo pieno” di unità e unitarietà, di amore per l’altro e per la natura con la mediazione di tutti i compagni di scuola e dei propri docenti che mettono in campo le esperienze acquisite negli anni (sì, dagli anni Settanta in poi!) a furia di autocritiche e revisioni del proprio lavoro.

E non mi si venga a dire che gli insegnanti e la scuola non sempre fanno il loro dovere, perché è cosa scontata e naturale, così come è scontata la battutaccia del Presidente Berlusconi sui politici ladri!

La dispersione c’è, ma non perché non abbiamo avuto prima la riforma Moratti. Il problema dispersione andrebbe affrontato ragionando non sul come modificare il tempo scuola o
sull’ “offrire” un incompreso e incomprensibile tutor che accompagna 12 anni il ragazzo (così informa il fascicoletto del Ministero dal titolo “Come cambia la scuola”), bensì riflettendo insieme (destra e sinistra) sul come favorire l’innalzamento della qualità della vita delle persone, sul come rispettare la crescita psicologica dei bambini e degli adolescenti evitando di offrire loro falsi modelli di inserimento sociale, infine sul come far uso di strategie didattiche e valutative adatte a coinvolgere gli studenti e sul come incentivare una profusione di impiego di risorse concrete nei settori rivolti ai giovani a scuola e altrove. Cosa c’entrano in tutto questo il tutor, l’inglese, l’informatica, le cinque educazioni, le ore opzionali buttate là tanto per fare (perché tre e non quattro, perché non sette? Ma chi l’ha deciso quale sia il tempo necessario per il recupero, l’arricchimento e le materie curricolari?!). Mio Signore, quante strane elucubrazioni per dire: “Noi abbiamo fatto anche la Riforma della scuola!”
Quanto rancore trapela dalle parole dei Signori della politica, quanta voglia avrebbero di schiaffeggiarci o di farci qualcosa di peggio! Lo si avverte nell’aria, negli sguardi, negli atteggiamenti, nelle loro risatine sdegnate: noi tutte/i siamo d’intralcio alla loro sete di trionfi riformistici!
Essi FANNO le riforme e noi non li capiamo: mentiamo sapendo di mentire!

Claudia Fanti
29 febbraio


interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 sandra    - 29-02-2004
Pienamente d'accordo nel merito di ciò che scrivi, però .... non è vero che sui giornali c'era solo quello...

Nel fare la rassegna stampa per il sito cgilscuola, oggi come nei giorni scorsi, mi sono invece resa conto che la nostra voce finalmente *esce*....

Non mi aspetto certo che la sentano *quei* politici di cui tu parli ....

Comunque non è riuscita neppure la manovra nei telegiornali di nascondere la< manifestazione con il convegno di FI....

 Anna Pizzuti    - 29-02-2004
Sulla stampa di oggi, anche questo.

Stiamo attenti a quando ci telefonano. Potrebbe essere qualche talebano del MIUR.

Travestito. Provocatore, si sarebbe detto una volta


daL’unità di oggi

I forzisti: “Dobbiamo essere più autoritari” La caccia alle streghe comincia al ministero

Di Mariagrazia Gerina


ROMA Un boato accoglie in sala l’annuncio della notizia (poi smentita) che Osama è stato catturato. E applaude ancora la platea azzurra schierata in difesa della Moratti all’Hotel Parco de’ Principi, quando, subito dopo l’intervento del coordinatore Sandro Bondi, il senatore Lucio Malan, a cui Silvio Berlusconi ha affidato la campagna elettorale per le europee, annuncia un’altra “piccola cattura di Osama”.
«Abbiamo cacciato la persona responsabile della menzogna», dice agitando neanche fosse Robespierre la testa di un funzionario ministeriale, responsabile dell’ufficio relazioni con il pubblico, reo di aver detto la verità sul tempo pieno, avendo risposto a domanda di un genitore: “Ci saranno molti tagli, è probabile che verrà tagliato”.
La sua cacciata viene annunciata alla platea come la vittoria della verità sulla menzogna. Come la punta di diamante del contrattacco preventivo che Forza Italia ha sferrato alla manifestazione indetta dai sindacati sul tempo pieno. Con un’assemblea mattutina, convocata in fretta e furia ad uso dei tg, disertata dalla stessa Letizia Mo-
ratti.
L’esercito della menzogna (che nella vulgata sono i comunisti, ndr) è infiltrato ovunque”, scalda la platea Malan. Perciò, ogni mezzo è lecito: “Non dobbiamo trascurare nessuna arma. Anche a costo di sembrare autoritari, perché loro (sempre i comunisti? ndr) si sono infiltrati da per tutto”. Fin dentro il ministero della pubblica istruzione. Ecco la prova: «Uno dei nostri fingendosi un genitore - racconta Malan, orgoglioso dello stratagemma architettato - ha telefonato all’ufficio pubbliche relazioni del Miur per chiedere informazioni sul tempo pieno”. E la trappola ha funzionato: “Una persona gli ha risposto: ci saranno molti tagli, è probabile che il tempo pieno venga tagliato».
L’abbiamo mandata via questa persona”, si leva dal pubblico Valentina Aprea, con l’aria di chi vuole difendere il buon nome del ministero. E Malan: “Sì, sì lo so che io ho fatto un’interrogazione e voi siete intervenuti subito». «Bene, bravi», insomma. Come dire: “avete imparato la lezione”. Che Malan enuncia così: “Dobbiamo avere il coraggio di essere autoritari, tanto anche se non lo siamo ci dicono lo stesso che lo siamo”.
E così sulla testa del ministeriale sacrificato, poco prima della manifestazione, si consuma la pace tra due alleati che sotto banco si sono fronteggiati come nemici. Dietro questa epurazione c’è una guerra sulla gestione della riforma che si è combattuta dentro la stessa maggioranza e si è temporaneamente conclusa con questo annuncio plateale di” giustizia” fatta. L’offensiva azzurra contro la gestione Moratti era cominciata a ottobre con un’interrogazione parlamentare a firma Malan, che ripercorreva lo stesso episodio ripetuto ieri davanti alla platea azzurra e attaccava però soprattutto l’incapacità del ministero di dare risposte adeguate. Accanto alla denuncia della funzionaria, alla stigmatizzazione delle “menzogne” dei comitati che hanno diffuso l’allarme sul tempo pieno, Malan in quell’interrogazione infilava una serie di attacchi alla stessa gestione Moratti, incapace di fornire informazioni efficaci sul destino del tempo pieno. “Le uniche informazioni di stampo diverso sul contenuto della riforma vengono da convegni organizzati da partiti di governo o da loro parlamentari, con scarsità di mezzi e il marchio, per l’appunto, di parte che, a fronte di quanto detto dagli insegnanti, tende a passare per propaganda infondata”, scriveva Malan, bocciando in pieno anche il comunicato televisivo elaborato del ministero, che non dice una parola sui contenuti della riforma e dunque non è assolutamente idoneo a dissipare l’allarme. Dando quindi in qualche modo ragione ai genitori preocupati e attaccando a testa bassa in primo luogo il responsabile della comunicazione del ministero, che a sua volta ha scatenato un putiferio dentro viale Trastevere. E come ogni guerra tra nemici che non possono definirsi tali, quella tra Malan e la gestione Moratti è finita con l’individuazione di un capro espiatorio.


 claudia    - 01-03-2004
Cara Sandra, effettivamente qualcosa é apparso più di altre volte, ma gli addetti ai lavori e i genitori vengono ascoltati soltanto al volo da qualche microfono, mentre gli stessi di sempre dicono e dicono ...per un tempo che a me pare infinito! Comunque il mio non voleva assolutamente essere un contributo pessimista, bensì arrabbiato. Grazie per le tue parole e per il tuo impegno paziente e sapiente di informazione.

Cara Anna, di cui leggo sempre con vivo interesse e stima gli scritti, che dire? Non ci sono proprio più parole!