Comitato nazionale
Progetto Didaweb - 02-02-2004
Il giorno 27 gennaio, presso la sede CIDI di Roma, si è svolta la riunione del coordinamento nazionale di associazioni e movimenti che si stanno mobilitando contro la (contro)riforma Moratti e che hanno organizzato e promosso la manifestazione del 17.

Erano presenti: Cidi, Lega Ambiente, CGIL Scuola, Verdi, Precari, Rifondazione Comunista, Cobas, Comitato per la Scuola della Repubblica, DS, MCE, Didaweb.

Si è ipotizzato di:

- attendere l'incontro tra sindacati unitari e ministra per decidere un' eventuale mobilitazione generale della categoria
- costituire un movimento "Fermiamo la Moratti" che dovrebbe essere il più trasversale possibile per poter raccogliere tutte le voci attualmente presenti: le forse politiche e sindacali, i movimenti spontanei, le associazioni, gli studenti;
- scrivere una lettera d'intenti da diffondere presso i movimenti, le associazioni e nella scuole
- organizzare un Forum in presenza sulla scuola dove, attraverso un 'analisi delle buone pratiche, venga fuori la "scuola che vorremmo, che ci serve e che ci piace".

E' stata inoltre rivolta a Didaweb una richiesta di supporto nel:

- diffondere le proprie iniziative attraverso i suoi canali
- coordinare in rete la comunicazione tra i vari movimenti e forze che aderiranno alla proposta

Successivamente all'incontro è stata elaborata e sottoposta all'attenzione dei partecipanti una bozza di documento nella quale sono meglio definite le linee programmatiche attorno alle quali lavorare, a partire dalla richiesta di ritiro immediato del decreto, il che pone un primo e formidabile ostacolo alla disgregazione della scuola pubblica perseguita dal ministro Moratti.

Questa prima versione è stata inviata a: ARCI, Associazione "Per la Scuola della Repubblica", CESP, Cgil Scuola, CIDI, Cisl Scuola, Cobas, Coordinamento Genitori Democratici, Coordinamento Nazionale per la difesa del tempo pieno e prolungato, Cub scuola, Democratici di Sinistra, Ecole, Federazione Nazionale Verdi, Giovani Comunisti, Didaweb, La Margherita, Legambiente, Libera, Manifesto dei 500, MCE, Partito dei Comunisti Italiani, Partito della Rifondazione Comunista, Sinistra Giovanile, UDS, UDU.

I moderatori Didaweb, che si stanno esprimendo nel merito dell'assunzione di una responsabilità attiva dentro il nascente coordinamento, diffondono tale documento presso tutti gli ambiti e le liste in cui didaweb si esprime per raccogliere pareri, commenti e suggerimenti che possano completare ed arricchire la decisione.


C O M U N I C A T O



DIFENDIAMO IL TEMPO PIENO E PROLUNGATO - CANCELLIAMO LA CONTRORIFORMA MORATTI





Al Documento sono state apportate alcune piccole modifiche comunicate dai coordinatori
in data 6 febbraio : riportiamo qui la nuova versione




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 Fuoriregistro    - 02-02-2004
La Redazione di Fuoriregistro individua alcune modifiche utili in un quadro più generale di progetto per una scuola pubblica. Riscriverebbe perciò così il documento, pronta ad aggiungere eventuali integrazioni.

 Cinzia Conti    - 02-02-2004
Mi sembra necessario ricordare che nel decreto viene distrutta anche la scuola dell'infanzia. Viene eliminato il doppio organico, viene introdotto l'anticipo, non sono previste figure aggiuntive per l'assistenza, viene inserito l'orario a richiesta delle famiglie, e mai e poi mai si parla del rapporto numerico adulti/bambini, che mediamente è di 1 a 28. In poche parole la scuola dell'infanzia perde il suo carattere di scuola e assume quello di parcheggio con assistenza.

E' indispensabile ricordare che in anni di lavoro e grazie all'impegno di tanti insegnanti la Scuola dell'Infanzia è diventata una scuola di qualità ed ora, con la riforma si rischia di perdere tutto questo. Gli Orientamenti '91 erano un documento programmatico moderno, attuale, praticabile. Perchè cambiarli?? La smania di riforme sta creando anche per questo ordine di scuola una serie di problemi e bisogna ricordarlo nelle proteste. La qualità della scuola comincia da qui.

 coordinamento forlivese dei docenti della scuola statale    - 03-02-2004
Per ribadire quanto dice Cinzia Conti che tanto fa per la scuola materna:

COORDINAMENTO FORLIVESE DEI DOCENTI
DELLA SCUOLA STATALE

LIBERA AGGREGAZIONE FORMATA DA DOCENTI DI VARIO ORIENTAMENTO
Viale Spazzoli, 67 – 47100 Forlì c/o 1° Circolo Forlì

Seconda importantissima puntata (dedicata a tutte/i quelle/i che hanno o avranno figli, alla società adulta tutta): la scuola dell’infanzia. Abbiate la cortesia di leggere le seguenti note indirizzate alle famiglie, agli altri ordini di scuola ( si voglia riflettere su come l’anticipo influirebbe a scalare verso l’alto fino all’università, “attraversando” le problematiche delle cosiddette età “difficili” fino al temine degli studi!), ai decisori politici.
Ci piacerebbe che la società civile ora si muovesse anche per difendere i piccoli della materna dal rischio della “precocizzazione” imposta dalla Riforma. La scuola dell’infanzia potrebbe vedersi costretta ad accogliere bambine e bambini di 2 anni e mezzo, i quali andrebbero a far parte della fascia d’età prescolare che potrebbe finire ai 6 anni e mezzo. Si creerebbe così un grave sbandamento degli attuali equilibri didattico-organizzativi faticosamente conquistati a prezzo di aggiornamenti e studi all’avanguardia. Infatti si avrebbero inevitabilmente 4 modalità diverse di permanenza nella scuola dell’infanzia: da anni 2 e mezzo a 5 e mezzo (precoce entrata e precoce uscita); da anni 3 a 6 (situazione attuale); da anni 3 a 5 e mezzo (precoce uscita); da anni 2 e mezzo a 6 e mezzo (precoce entrata e permanenza lunga nella scuola). Tali variabili, sulle quali le insegnanti non possono intervenire perché la scelta degli anticipi o posticipi sarà lasciata ai genitori, avranno una ricaduta molto pesante all’interno di ogni sezione sulle scelte pedagogiche, organizzative e progettuali del lavoro didattico, il quale rischierebbe in modo deciso di perdere la sua ottima qualità attuale (riconosciuta e invidiata internazionalmente) di costruzione di solide basi in ambito affettivo, relazionale e cognitivo, per farlo ritornare all’antico e superato puro lavoro di assistenza. Le sezioni sarebbero una specie di porto di mare a cui attraccherebbero dai nidi o salperebbero verso le elementari, in modo assolutamente casuale, le bambine e i bambini sulla base di scelte familiari differenti, non più imposte dalla comune età.
La società civile ora dovrà difendere anche i suoi piccoli, spesso scordati perché privi di una voce udibile, apparentemente poco autorevole. In realtà noi sappiamo molto bene, così come lo sanno i genitori attenti alla crescita di figlie e figli, quanto siano decisivi i primi anni di vita sociale, all’ interno di una scuola dell’infanzia serena e ricca di stimoli didattici ben organizzati, per il futuro ingresso nella società della convivenza democratica e della conoscenza.

FO, 21 gennaio 2004 Le insegnanti del Coordinamento