Racconti di occupazione
Emanuela Cerutti - 22-12-2001
Dagli studenti:
Oggi 20 Dicembre…
“… se verrà ottenuto tramite votazione il consenso della maggioranza degli studenti, occuperemo la scuola Mascheroni. La scelta di questa forma di protesta non è casuale né abitudinaria ma nasce dalla convinzione che noi agiamo in quanto studenti e pertanto, a livello sociale, ci riconosciamo nell’istituzione scuola che ci rappresenta e appartiene; non avrebbe dunque senso agire al di fuori di tale ambiente…
L’accusa, peraltro spesso fondata, che viene generalmente mossa agli studenti che occupano è quella di voler perdere giorni di scuola, allungando le vacanze. Noi vorremmo smentire questa convinzione, ridando all’occupazione il suo giusto valore così da poter focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica sui veri motivi del gesto, limitando il rischio che si trovi un escamotage per non parlarne…
Vogliamo portare avanti l’occupazione durante le vacanze per metterci alla prova e dimostrare che questa volta stiamo agendo in piena coscienza…
La scelta del periodo natalizio ha anche un’altra ragione: la nostra protesta non è assolutamente rivolta alla scuola Mascheroni né, tanto meno, alla sua dirigenza. Vogliamo quindi creare il minor disagio possibile al liceo. Il Mascheroni è il luogo della protesta solo perché è l’unico di cui “disponiamo”. Ci teniamo a sottolinearlo perché sappiamo che probabilmente questo atto comprometterà il nostro rapporto con preside e docenti, mentre vorremmo poter non perdere la loro stima…
Durante l’occupazione vorremmo mantenere un contatto costante sia con il preside che con la componente genitori, certi che quello che verrà detto verrà da loro riportato all’esterno in modo integrale, obiettivo e imparziale…
Protestiamo contro alcuni specifici aspetti della riforma scolastica proposta nel progetto Bertagna (tra cui il riordino degli organi collegiali, la facoltativa presenza della componente studentesca nel consiglio d’istituto,il credito conseguibile avendo frequentato tre anni di asilo) e contro il principio di fondo che trasforma la scuola in un laboratorio di formazione professionale…
Inoltre siamo scettici riguardo ad una scuola pubblica con un’impostazione tale da indicare un modello univoco di società, che è quello del privato, dell’azienda, dell’economia di mercato, ostacolando ogni processo di crescita critica.
Protestiamo contro le modalità con cui verrà elargito il buono scuola…
Protestiamo contro la finanziaria militare, la guerra e il relativo dispendio di risorse umane, economiche ed energetiche che potrebbero invece venire impiegate nella formazione di un equilibrio internazionale vero, ottenuto con la pace, la democraticità e l’equità anziché con la forza.
Proponiamo l’occupazione avendo condotto a priori, ci auguriamo con efficacia, un percorso di informazione relativo alle tematiche di cui sopra. A fronte di ciò, ci prefiggiamo tre scopi:
1-informazione
2-elaborazione di proposte alternative
3-sensibilizzazione dell’opinione pubblica.
Riguardo ai primi due punti, verranno organizzati dei seminari all’interno dell’istituto…
Relativamente alla comunicazione con l’esterno, verranno distribuiti volantini, aperti i seminari a tutti gli studenti che vogliono partecipare, redatti comunicati stampa da inviare ai quotidiani illustranti le nostre posizioni e proposte.
Non ci illudiamo che questo gesto possa cambiare la realtà dei fatti né che avrà successo sicuro ma crediamo nelle sue potenzialità per favorire un atteggiamento di critica costruttiva in noi e nell’opinione pubblica.”

Dai giornali locali:
Oggi, 21 dicembre…
“ Un’occupazione a metà: ecco in sintesi la situazione al Liceo scientifico Mascheroni… dove da ieri la palestra è diventata il regno di un gruppo di irriducibili…
Ieri mattina un folto gruppo di studenti ha fatto un sit-in in palestra decidendo per l’occupazione dell’istituto, non riuscendo però ad attuarla. Così passavano le ore, mentre le lezioni si svolgevano comunque.
Nel pomeriggio il copione non è cambiato…:mentre da una parte si svolgeva il Consiglio d’Istituto, dall’altra, verso le 17, alcuni agenti della Digos controllavano gli asserragliati…perché, spiega il Preside, gli eventi rischiavano di precipitare. Le entrate della scuola erano state bloccate…
Quindi a tarda sera la decisione di mettere sotto controllo la scuola per tutta la notte…
Il Consiglio d’Istituto esprime il fermo dissenso verso qualsiasi iniziativa volta a limitare la libera scelta di fruire del servizio pubblico offerto…Da qui l’invito alla frequenza e l’apertura ad ogni forma di confronto democratico…” (L’Eco di Bergamo)
La mattina dopo:
“…per la seconda notte consecutiva l’istituto ha ospitato da una parte il gruppetto rimasto in palestra, dall’altra il personale della scuola di vedetta…” (idem)
“Il gruppo di studenti che… ha occupato la palestra del Liceo scientifico Mascheroni proseguirà l’azione di protesta anche durante le vacanze di Natale. A sostenerlo sono gli stessi studenti che…hanno inviato un comunicato…firmato Coscienza Studentesca: apprezziamo e vogliamo mantenere…un dialogo aperto con la componente docenti-genitori, pur non volendo rinunciare alla linea ideologica e simbolica del gesto. L’intenzione…è di mantenere la scuola occupata durante tutto il periodo delle vacanze di Natale, al fine di dimostrare la serietà e la coerenza della nostra battaglia. ( Il nuovo Giornale di Bergamo)

Dalle telefonate a casa:
Oggi, 22 dicembre…
“Al sit-in eravamo in trecento… La stragrande maggioranza era favorevole all’occupazione…
La scuola però ha continuato a funzionare…O occupi di notte o non staranno mai dalla tua parte…
Ad un certo punto ci siamo accorti che le porte di comunicazione tra la palestra e l’edificio scolastico erano state chiuse…Bene, abbiamo detto, allora noi restiamo qua, con chi ha voglia di andare avanti…
Abbiamo lavorato in duecentocinquanta la mattina, in cento al pomeriggio e stamattina eravamo ancora più di duecento… Durante la notte non siamo meno di cinquanta…facciamo i turni…Abbiamo mandato comunicati ai giornali…Speriamo che non ci tolgano il riscaldamento durante le vacanze…Abbiamo voglia di pastasciutta, ma siamo contenti…”


Domani, 23 dicembre…
Da un vecchio biglietto d’auguri:
Non dite che siamo in pochi
e che l’impegno
è troppo grande per noi.
Dite forse che due o tre ciuffi
Di nubi sono pochi in un
Angolo di cielo d’estate?
In un momento
Si stendono
Ovunque…
… guizzano i lampi
scoppiano i tuoni
e piove su tutto.
Non dite che siamo
Pochi, dite
Solamente che siamo
.”
Lee Kwang Su



interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 @libero.it    - 23-12-2001
Magari durante l'okkupazione potreste perfino leggere il documento della commissione Bertagna.
Siete sicuri che il giudizio che date non sia viziate da un certo pregiudizio ideologico ?
Leggetelo, fate una sfida tra voi: vince chi ci trova almeno una proposta buona.
L'esercizio critico s'impara con fatica: leggendovi ho invece avuto l'impressione di gente che sa già tutto, magari prima ancora di leggere.
E' che i vostri maestri vi insegnano che dall'"altra parte" non può venire che il male, sempre e comunque, perchè l'altra parte nasconde torvi interessi.
Attenti, perchè questa è una strada pericolosa.
Auguri di Buon Natale.