Un campione di nuoto
Christopher Leone - 06-06-2003
Scriveva Sciascia che ognuno si lascia influenzare dal proprio cognome.
In questo caso, leggere di un LEONE che è bravissimo nel nuoto non saprei proprio!
(Pino)

Il campo d'allenamento

Nella prima settimana delle vacanze sono andato a Freiburg con il club di nuoto.
Non per fare vacanze, ma per allenarci. A Freiburg ci siamo stati una settimana in un albergo vicino allo stadio.
Alle 6.30 ci si doveva alzare per fare colazione. Verso le 7.20 partivamo per andare in piscina. La piscina era a quattro minuti distante dall'albergo.
L'allenamento durava due ore: dalle 8 fino alle 10 poi dovevaamo uscire perché venivano le altre squadre, ma in queste due ore nuotavamo almeno 5.2 Km.
Poi si doveva vedere come si poteva fare a stare con la fame dalle 10.20 fino alle 12.00.
In questo tempo abbiamo giocato a basketball con le ragazze, ma questo è stato il più grande sbaglio che abbiamo fatto, perché le ragazze non giocavano normalmente; giocavano come mucche pazze.
Ogni volta quando avevi la palla ti graffiavano e ti davano pugni per prendere la palla. Così passava il tempo fino a pranzo.
Dopo il pranzo abbiamo preso i costumi per andare all'allenamento. E come la mattina due ore. La sera all'albergo abbiamo giocato a palla a volo con un altro gruppo che c'era là.
Così sono passati sette giorni, da sabato fino a sabato. Il giorno della partenza ho telefonato a casa per dire a che ora arrivavamo.
E questo è tutto.
Düsseldorf, martedì 29 aprile 2003

Il nuovo negozio

Domani io mi voglio alzare presto, perché proprio davanti a nostra casa ha aperto un negozio. Prima c'era un negozio che si chiamava Brügge, ma hanno dovuto chiuderlo. Io non lo so perché, ma penso perché l'affitto era troppo alto. Questo negozio era molto bello, perché prima giocavamo, quasi davanti al negozio in un grande campo a calcio e, quando uno aveva sete, poteva andare al negozio a comprasi una lattina di coca-cola, che costava solo 40 pfennig. Però, come ho già detto, Brügge ha chiuso.
Poi è successa un'altra cosa brutta, che sul campo dove giocavamo a calcio hanno fatto una casa. Ora c'è un altro problema, che i pochi parcheggi che c'erano sono diventati ancora di meno e, se una famiglia ha due macchine, non sa dove mettere la seconda macchina.
Ora per fortuna nello stesso locale ha aperto un altro negozio. Ha un nome che non riesco a ricordare. Per questo domani mi devo alzare presto, perché il negozio apre alle 7.00ore di mattina. Domani forse non prendo qualcosa da bere da casa, ma me la compro a questo negozio con il mio amico che abita 10 passi da me.
E questo è vero, perché li ho contati.

Domenica scorsa

Lunedì scorso il maetsro di nuoto mi ha chiesto se avevo tempo per andare al turneo di nuoto, ma io non avevo tempo.
Lo stesso giorno c'era il batesimo di mio cugino. Io ho chiesto al maestro, che tipo di gara avrei fatto, se fossi andato al torneo.
Lui mi ha detto: - 1500 m e 400m kraul.
In quel momento ero veramente felice che ci fosse il battesimo di mio cugino, perché 1500 m sono 60 corsie.
Il giorno delo battesimo mi sono svegliato presto e mi sono messo uno smoking per il battesimo. La cosa bella era che il batessimo del mio cugino era nella stessa chiesa dove era stato il mio battesimo.
Nella chiesa mio cugino gridava quando il pastore gli ha bagnato la testa. Dopo trenta minuti il batesimo era finito e siamo andati dalla mia nonna per festegiare. Nella cucina c'era una grande torta e su questa torta c'era scritto "Kilian", il nome di mio cugino e un letto con un bambino dentro.
Arrivato a casa di mia nonna abbiamo mangiato la torta. Dopo abbiamo giocato 2 ore a Mensch aergere dich nicht.
Quasi alla fine della sera mio zio ha acceso un razzo, come mio nonno dopo il mio battesimo.
Poi siamo andati a casa, perche' era già tardi.

Una giornata di sport

Mio zio per mio compleanno mi ha regalato un giorno con uno dei miei amici al Cosmosport alla parete per arrampicarsi.
Domenica scorsa mio zio con il suo amico hanno suonato a casa mia e io con un amico mio siamo scesi. Poi sssiami andato in macchina e siamo arrivati al Cosmosport. Mio zio ha ciesto a una signora, se uno c'era qualcuno nel padiglione, dove ci si arrampica su un muro di 9 metri.
La signora ha detto di sì e noi quattro siamo entrati. Un signore ci ha chiesto che numero di scarpe avevamo. Io ho detto 46, ma le scarpe di questo sport sono piccolissime. Le scarpi erano così piccole che le punte delle dita si piegavano nelle scarpe. Dopo di questo l'amico di mio zio ci ha spiegato come si attaca il filo. Il muro per arrampicarsi era molto dificile, perché andava indietro e per questo io ce l'ho fatta solo una volta. Poi c'era una stanza dove ci si poteva arrampicare sensa filo, ma sotto c'erano delle matarassi.
Alla fine ero un po' felice di togliermi le scarpe, ma questo giorno era molto bello e forse ci vado una volta solo con i miei amici per andare a giocare bowling.

Christopher, 8. classe Gesamtschule


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