La sera al cinema
un'alunna - 29-03-2003

La mia amica Samanta, quella con cui ho conosciuto Sergio e Gennaro, era venuta a prendermi da casa e siamo andati insieme al cinema, dove c'erano già Sergio e Gennaro che aspettavano. Quando stavamo seduti nel cinema Sergio mi chiese se volevo dei Pop-corn e da bere. Io gli dissi di sì e così andammo insieme a comprare i Pop-corn. Mentre io stavo x pagare Sergio, mi tiene la mano e mi dice - Io ti ho invitato, allora tocca a me pagare. Tu hai già pagato il biglietto tuo.
E così mi pagò i Pop-corn e una cola. Quando siamo ritornati il film era già iniziato, erano appena arrivati alla sigla che già Samanta e Gennaro si stavano baciando. Sergio voleva passare e andare al suo posto, ma né Gennaro né Samanta l'hanno fatto passare e così lui si sedette vicino a me. Era passato già metà del film. Sergio si stese e con un leggero movimento mi mise il braccio sulle spalle. Io mi avvicinai un po' di più a lui. Orami il film stava x finire. Tutto ad un tratto guardai Sergio negli occhi e lui mi guardò nei miei. Io non so xchè lo feci, avvenne automaticamente, Sergio mi baciò.
In un primo momento io ci stetti, ma dopo qualche secondo girai la testa mi alzai e corsi nel bagno. Samanta se n'era accorta e mi corse dietro.
In quel secondo sapevo che stava facendo qualcosa di sbagliato, anche se pensavo che Ale mi stava tradendo io non riuscii a tradire lui. E poi c'erano sempre le parole di mia madre che passavano x la testa. Ero confusa e scappai nel bagno. Samanta mi venne dietro. Stavo nel bagno a bagnarmi un po' la faccia volevo piangere, ma qualcosa mi trattenne. Samanta mi raggiunse e mi chiese cosa avevo e gli raccontai cosa aveva fatto Sergio. Lei l'unica cosa che faceva era accarezzarmi e dirmi' 'Dai, su con la vita. Io sarei volut scomparire mentre tirava il vento, mi sarei nascosta in qualche posto e non sarei mai più uscita. Mi sentivo male e mi sentivo ferita; era un sentimento strano e confuso. Non potevo stare chiusa nel bagno fin che loro se ne fossero andati e poi la mamma mi ha sempre detto che qualunque cosa succede e qualunque problema ho, dovrò sempre affrontare la situazione.
E così decisi di uscire e di affrontare il problema.
Sergio e Gennaro stavano fuori, ormai il film era già finito. Quando uscii Sergio mi venne incontro e mi chiese se fosse colpa sua o se lui avesse reagito troppo in fretta. Io gli risposi che non era colpa sua, ma che ero io il problema e non lui. Gli dissi che io avevo un ragazzo e che in quel momento mi era apparso un suo pensiero e le sue parole. Gli dissi che lui si fidava di me e che io non dovevo neanche uscire con lui ma che poi io e il mio ragazzo ci siamo litigati e gli dissi che a me sembrava che io stavo usando un altro ragazzo x sostituire lui, o meglio volevo fargli pagare qualcosa.
Sergio rimase stupito delle mie parole e poi mi disse che il mio ragazzo non avrebbe guadagnato una ragazza come me e mi disse che lui sarebbe stato abbastanza stupito a non vedere che io ero una ragazza sincera e fedele.
Mi disse che anche lui avrebbe voluto avere una ragazza come me. Mi raccontò delle sue ex che lo avevano sempre tradito, anche se poi era lui che lasciava loro. Il tradimento lui lo aveva scopert sempre dopo. E poi mi disse ancora:

- Conosco un modo che ti libera x un solo attimo la testa e ti fa stare bene. X qualche ora dimentichi tutto e sei felice. Ti senti come se fossi appena nata, come se stessi volando nel cielo senza nessun ostacolo.
Io gli risposi che se non era niente di pericoloso volevo provarlo. Lui mi assicurò che non era poi cosi pericoloso e così decisi di fare una prova.
Anche Samanta era d'accordo, anche se lei si sentiva già felice. Uscimmo dal cinema e andammo in un posto un po' abbandonato dove non c'era quasi nessuno. Ebbi un po' di paura ad andare in quel posto. Samanta era meno paurosa. A me sembrava che Samanta già conoscesse quel posto xchè andava avanti con Gennaro, camminava come se quella strada l'avesse fatta ogni giorno. C'erano dei sassi grandi e ci sedemmo su quei sassi che stavano aggruppati intorno ad un piccolo fosso. Sergio uscì una sigaretta fatta, cioè aveva preso lui il tabacco e un filtro e l'aveva messo lui in una carta speciale. Quella sigaretta era più grossa che del solito anche se io non fumo sapevo come erano fatte delle sigarette e quella era decisamente molto più grandi e molto più grosse. Sergio accese quella specie di sigaretta e poi la passò a Gennaro, Gennaro la passò a Samanta, io sapevo che Samanta non fumava ma mi sbagliavo. Lei fece un tiro tale a quella specie di sigaretta che sembrava che fosse esperta, sembrava che fumasse da chissà quanti anni.
Quando Samanta mi passò a me quella specie di sigaretta, mi rifiutai, anche xché mi faceva scifo mettere in bocca quella cosa che avevano messo in bocca altre tre persone. Non voglio sembrare pedante, ma dovevo mettere in bocca qualcosa che avevano messo in bocca delle persone che conoscevo da due o tre giorni. Non mi faceva schifo Samanta e neanche tanto Sergio, più che altro mi dava fastidio Gennaro. Ché poi, non avevo un gran bel rapporto con Gennaro. Samanta mi diceva - Dai su! Non ti preoccupare, non dirò niente a tua madre.
E Sergio ripeteva: - Dai, avevi detto che volevi sentirti libera, volevi che x un attimo i tuoi problemi fossero stati soffiati via. Questa è la tua occasione, non fartela scappare via.
Io presi in mano quell'affare e me lo misi in bocca, poi inspirai. Quella cosa che avevo inspirato mi fece male alla gola, ma aveva l'effetto di quello che Sergio mi aveva detto. Mi fece sentire libera e così presi un secondo tiro, ma senza esagerare. Io mi fermai a due tiri, mentre Samanta ne approfittò e si fece la sua sigaretta grossa. Io volevo fermarla, ma lei mi spinse e mi fece cadere x terra. Sergio mi aiutò a rimettermi in piedi. Io ero arrabbiata con lei e così mi avvicinai a lei, le diedi uno schiaffo e le buttai via quella sigaretta, presi Samanta x il braccio e la tirai via con me. Anche se mi girava la testa e sembrava che dopo un po' mi sarebbe scoppiata, presi tutta la mia forza x trascinarla via con me. Salutai Sergio che era vicino a Gennaro e gli stava parlando. Sergio rimase molto male vedendo che me ne andavo. Mi scusai e gli promisi di telefonargli appena potevo.

Stavo aspettando alla fermata del tram che tutto ad un tratto mi venne un forte dolore alla testa più di prima Non avevo mai avuto un dolore così forte. Sapevo che non potevo continuare così e sapevo che non ce l'avrei fatta ad arrivare fino a casa. Non volevo telefonare a casa x farmi venire a prendere sennò mia mamma mi avrebbe fatto un casino di domande e mi avrebbe fatto scoppiare la testa di più di quanto già lo fosse.
Telefonai a Maria e gli chiesi se mi poteva venire a prendere sia a me che a Samanta. Maria arrivò il più presto possibile, infatti stava li nel giro di dieci minuti. Maria prese a Samanta e la sdraio sul sedile posteriore della macchina. Io la volevo aiutare, ma non riuscivo a alzarmi. Ogni volta che ci provavo mi girava sempre di più la testa e mi sentivo sempre più debole. Maria mi aiutava a camminare e mi mise davanti in modo che mi poteva tenere sotto controllo. Lei mi chiese cosa era successo ma non potevo risponderle.

Devo essermi addormentata x un attimo, xchè quando aprì gli occhi mi trovavo a casa di Maria e vidi Samanta sopra al divano con del ghiaccio sulla fronte.
Maria entrò nella stanza e mi disse che dovevo telefonare a mia madre e dirle che dormivo da Maria xchè in quelle condizioni non potevo andare a casa. Così telefonai a mia madre e le chiesi se potevo dormire da lei e poi lei mi avrebbe portata a casa il giorno dopo- Mia madre acconsentì, ma c'era ancora un problema: 'Cosa dicevo alla mamma di Samanta'' Samanta non poteva telefonare e così telefonai io alla mamma e gli chiesi se lei poteva venire con me e dormire con me da Maria. Meno male che anche la mamma di Samanta era d'accordo e non chiese neanche di parlare con la figlia!
Maria portò a Samanta nel suo letto, mentre io e Maria rimanemmo in salotto a parlare. I genitori di Maria non c'erano, stavano in Italia x fare alcuni servizi di famiglia e perciò la casa era vuota. Maria ne approfittò di quel momento e mi chiese cosa era successo. Io gli raccontai tutto quello che era successo dal giorno in cui aveva conosciuto quei ragazzi, fino a quel momento. Quando avevo finito di parlare Maria mi disse: - Guarda che quella sigaretta non era una sigaretta normale, vedendone le ripercussioni sembra proprio che quella sigaretta fosse uno spinello. Guarda come ti ha ridotto quel coso e quei ragazzi! Sei tutta sudata e sono sicura che ti senti morire.
Era così. Mi sentivo morire, sentivo che il mio cuore batteva a mille, e chissà come si sentiva Samanta. Non ci potevo credere, Sergio mi aveva dato della droga e io ero stata così scema ad accettarla. Mi sentivo una stupida, non potevo credere che avevo fatto una cosa simile. Eppure il un primo momento quel gusto mi piaceva.

Il giorno dopo mi svegliai tardi e vidi Maria che stava dormendo dall'altra parte del divano. Io mi alzai piano piano x non far svegliare Maria. Mi alzai e andai a vedere come stava Samanta. Stava ancora dormendo. Mi inginocchiai davanti al letto e la fissavo. Avevo un po' di paura che non si alzasse più, ma poi lei girò la testa, mi guardò e mi sorrise.
- Era una bella giornata ieri non è cosi'
Una bella giornata. Mi stava dicendo che ieri era stata una bella giornata!
Io stavo quasi morendo e lei mi diceva che era stata una bella giornata!
In quel momento l'avrei presa e l'avrei voluta sbattere contro il muro, ma tenni conto delle sue condizioni.
Forse non si ricordava cosa era successo. Stavamo seduti al tavolo io e lei. Maria era andata a comprare dei panini freschi x fare colazione, io fissavo Samanta, mentre lei metteva dello zucchero nel caffè. In quel momento mi resi conto che lei faceva questo da tanto tempo, le chiesi: - - Da quanto tempo lo fai'
- - Faccio cosa'
- - Da quanto tempo ti fumi le canne'
- - Da molto tempo!
- - Da quanto' Dimmi un numero!
- - Due.
- - Cosa' Anni, mesi, giorni'
- - Due anni - - Fumi'
- - Si.
- - Da quando'
- - Da quattro anni.
- - Xché, xché ti rovini così' Non eri mai stata così tu! Io non ho niente in contrario se tu fumi, ma xchè non me l'hai detto.
- - Non lo so. Avevo paura.
- - Paura di cosa, che lo andavo a dire tua madre' Sai che non sono così!
Sono la tua amica. Xchè ti fai le canne'
- - Xchè ...... xchè mi fanno sentire felice. Quando ho dei problemi mi faccio una canna e mi sento meglio. Non posso spiegartelo quella sensazione che provi mentre ti fai una canna. Ti sembrerà strano, ma è così!
- - Ma cosa dici! Farsi le canne è gravissimo. Primo è illegale e se ti becca la polizia di fai almeno due anni di galera. Secondo ti fa male alla salute. E terzo, quali problemi hai per arrivare al punto di farti delle canne'
- - Tu non mi conosci, tu non sai niente di me dici che siamo amiche ma non sai niente di me. Cosa sai tu: che ho un ragazzo, sai che magari ora lo sto tradendo con Gennaro! Ma non sai altro: solo questo sai tu. Non sai che i miei genitori si stanno litigando sempre di più e che sono arrivati al punto di divorziare. Non sai che mio fratello tre mesi fa se n'è andato da casa e da due mesi non si fa più sentire! Chissà se gli sarà successa qualcosa! Mia madre si sta disperando a causa di questa cosa e io non posso farci niente. Non sai ..... non sai .... I suoi occhi piangevano e lei non poteva più parlare. Con un ultimo sforzo lei mi disse che suo nonno era morto e che x lei suo nonno era la persona più importante della sua vita. Samanta cascò in una malinconia disperata e si mise a piangere. Io mi sedetti vicino a lei e le dicevo con voce bassa che mi dispiaceva. Poi aggiunsi che c'erano altri modi x affrontare questi problemi e che se aveva bisogno di me si poteva sempre rivolgere a me. Lei piangeva e piangeva. Nel frattempo era arrivata Maria, vedeva Samanta piangere e voleva sapere cosa era successo. Io chiesi il permesso a Samanta se potevo raccontare a Maria quello che lei mi aveva raccontato. Lei disse che potevo farlo tanto noi due, cioè io e Maria, eravamo le sue uniche amiche che le volevamo bene.
Maria rimase stupita. Samanta non era proprio il tipo di piangere, sembrava sempre una ragazza allegra e felice, ma non era così.

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 Gigi    - 10-11-2004
smettete di fumare quello schifo