Chi va alla Sonderschule?
Pino Tizza - 04-02-2003
Alla fine di ogni impresa uno si chiede: - Ne è valsa la pena?
A giudicare dal titolo del Webgiornale "La Commissione europea soddisfatta dell'insegnamento scolastico per gli alunni italiani in Germania", si direbbe che la petizione da me presentata al Parlamento Europeo non abbia portato a nulla, anzi!

Basta però andare a rileggere un passo per vedere le cose non stanno così.

"Le regole per il trasferimento degli alunni in scuole speciali (Sonderschulen) sono state modificate, e attualmente il fatto di non possedere una conoscenza perfetta del tedesco non rappresenta più il criterio che obbliga ad iscrivere un alunno in questo tipo di scuola.
Era infatti l' applicazione di questo criterio a far si che queste scuole fossero generalmente frequentate da figli di lavoratori migranti"


Ebbene, adesso sappiamo che prima - ma quando prima e per quanto tempo? - i ragazzi italiani venivano mandati alla Sonderschule se non avevano una "conoscenza perfetta del tedesco".
Ma se oggi ciò non avviene più, perché la percentuale dei ragazzi italiani alla Sonderschule non è diminuita?

COMITES, CGIE, Ambasciata, Ispettore, Direttori Didattici, ne prendano atto:

In tempi passati i ragazzi italiani
sono andati a finire nella Sonderschule per non avere una conoscenza perfetta del tedesco .
Oggi, pur essendo cambiate "le regole per il trasferimento"
la percentuale non è diminuita.



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