Stranieri, non venite in Egitto, qui si muore ogni giorno
Mona Seif - 06-02-2016
Tra i volti più noti del movimento per la democrazia post Mubarak e sorella del dissidente incarcerato Alaa, su Facebook lancia un appello che è un duro atto d'accusa contro le autorità: "Qui nessuno è al sicuro, viviamo nel sospetto e nella paura".

"Questo è un messaggio sincero

Se siete uno straniero PER FAVORE non venite in Egitto. Almeno non adesso. Non finché non saremo capaci di darti un minimo sicurezza e di un trattamento adeguato da parte della popolazione e delle autorità. Non finché i media continuano a istigare le persone, spingendole a dubitare di qualsiasi stranieri nelle strade come se fosse una spia potenziale che cerca di distruggere il loro Paese, non finché qualsiasi poliziotto di qualsiasi grado si sente in diritto di detenere e magari torturare senza motivo chiunque cammini per strada, e non finché questo stato di paura/dubbio spinge ognuno a prendere le questioni nelle proprie mani.
Non finché la polizia si trova ad orchestrare molti dei rapimenti, e quando non è direttamente implicata è totalmente inutile nell'opera di prevenzione dei crimini, nel proteggervi, e persino nel rivelare quanto è accaduto dopo che è accaduto. Per favore state lontani da questo paese che è piagato dalla morte e dall'orrore in qualsiasi suo angolo, finché non riusciremo in qualche modo a riconquistare uno spazio comune sicuro per tutti, per quelli che vivono qui e per coloro che vengono da fuori. Se insistete nel venire a studiare o anche solo a visitare o esplorare l'Egitto adesso, siate pienamente consapevoli dei veri rischi che si corrono anche solo camminando per strada, anche solo esistendo. Mi dispiace molto per la famiglia e gli amici di Giulio Regeni. Noi ci siamo così abituati alle notizie quotidiane di torture, rapimenti e morti che le abbiamo quasi accettate come parte integrante delle nostre identità, un prezzo inevitabile per il nostro essere cittadini. Ma non riesco a immaginare cosa si possa provare nel perdere una persona amata per questo orrore, e in un paese così lontano da casa. Mi dispiace molto che il calore e l'entusiasmo che Giulio aveva per l'Egitto siano stati ripagati con tanto dolore e crudeltà".

L'appello degli attivisiti


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