Ma Gandhi oggi sarebbe un No Tav?
Presidio Europa - 05-02-2016
Ricordando Nanni Salio: per orientarci nella risposta, ricordiamo alcune delle sue più note riflessioni

"Lo stato, nel passaggio alla società senza stato, sarà una federazione di comunità democratiche rurali nonviolente e decentralizzate. Queste comunità si baseranno sulla "semplicità, povertà e lentezza volontaria" cioè su un tempo di vita coscientemente rallentato, nel quale l'accento sarà posto sull'autoespressione, attraverso un più ampio ritmo di vita, piuttosto che attraverso più veloci pulsazioni nell'avidità e di lucro." (Citato da Aldo Capitini, Educazione Aperta, La Nuova Italia, Firenze 1967, vol. I, p. 172.)

Ma c'è un passo che ha suscitato e continua a suscitare grandi controversie, tratto dal suo libro-libello più famoso:

"E' evidente che senza le ferrovie gli inglesi non avrebbero il potere che hanno sull'India....Le ferrovie hanno anche aumentato la frequenza delle carestie, perché, a causa della disponibilità dei mezzi di trasporto, la gente vende il loro grano che viene mandato ai mercati più cari. La gente diventa negligente e così aumenta il peso della carestia.... Il bene viaggia a passo di lumaca, ha poco a che fare con le ferrovie. Chi vuol fare il bene non è egoista, non ha fretta, sa che impregnare la gente di bontà richiede molto tempo. Ma il male ha le ali...." (Mahatma Gandhi, Vi spiego i mali della civiltà moderna. Hind Swaraj, Gandhi Edizioni, Pisa 2009, pp. 61-62.)

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