Un'inutile corsa
Francesco di Lorenzo - 02-05-2015

Non c'è che dire, alla fine la qualità salta gli occhi e la 'buona scuola' si sgonfia dall'interno. Sono gli stessi deputati che fanno parte del Comitato per la legislazione della Camera (che vigilano cioè sulla congruità delle leggi) a mettere in discussione tutto l'impianto della riforma. Praticamente in quasi tutti i punti la legge non tiene conto di quello che c'è già, o lo contraddice, ma il problema è che poi si contraddice essa stessa. Insomma, come si paventava, la legge non è stata scritta da grandi esperti, e la bufala delle audizioni era appunto una bufala, altrimenti tutti i distinguo e le proposte presentate da associazioni e enti, se fossero state veramente ascoltate, avrebbero evitato un tale brutta figura.
Nella realtà se modifichi qualcosa, devi anche prevedere il modo e i tempi di ciò che vuoi impiantare sul preesistente. Sembra invece che chi ha scritto la buona scuola tutto questo l'abbia dimenticato o forse addirittura non sa che esiste già una scuola.
Sembra anche che il Comitato abbia bacchettato Renzi per l'suo di espressioni in inglese tipo, open data e school bonus usate un po' a casaccio. Ma il presidente pensa che tali espressioni siano una assoluta novità e che non bisogna tradurle. Sarebbe bello sapere, invece, cosa pensa che significhino.
In tutto questo si sono perse le tracce dl ministro Giannini, che sta dando fondo a tutte le sue risorse per dire qualcosa di sensato sulla scuola, ma le escono solo espressioni del tipo 'squadristi', riferito agli insegnanti che la contestano.

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Ebbene, nella civilissima Francia, patria da sempre dei diritti civili in generale, qualcosa sta cambiando. Infatti, una direttrice (da noi sarebbe una dirigente) ha vietato l'entrata in classe di una ragazza musulmana rea di avere indossato una gonna troppo lunga. In Francia una norma del 2004 vieta di usare 'abiti o segni che manifestino un'appartenenza religiosa'. Una cosa così generica e senza senso che sembra fatta in Italia. Una norma che si presta a tutte le interpretazioni possibili. Intanto, pensate che la ragazza in questione, ogni mattina fuori da scuola è costretta a 'sfilarsi' si il velo per entrare in classe. Ma la gonna, evidentemente, non può toglierla o accorciarsela al momento.
Siamo giunti veramente al paradosso. Oltre che essere piombati d'improvviso, nostro malgrado, in un'epoca indefinibile. Cos'altro potremmo dire di un'epoca in cui avvengono tali nefandezze? Un'epoca in cui vogliamo proibire il telefono in classe, come diligentemente alcuni dirigenti già fanno, e poi passano alla tv immagini con riunioni di organi dello Stato in cui tutti i componenti hanno lo sguardo incollato al telefonino.
Certo, su queste tematiche non siamo diversi dagli altri, non abbiamo ancora nessun primato che ci distingua dai nostri fratelli europei, ma impegnandoci potremmo averlo.
Immaginiamo la scena, se passa la buona scuola: dirigenti (e ormai manager a tutti gli effetti), che la mattina con il metro in mano, sono tutti lì a controllare i centimetri della gonna alle ragazze musulmane, lunghezza stabilita inderogabilmente da loro stessi.

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Accontentiamoci del poco che di questi tempi basta e avanza. Ventidue studenti di Parma presenteranno all'Expoo di Milano il 'ketchup' integrale. Hanno studiato il pomodoro sezionando tutte le sue componenti e alla fine non hanno buttato via niente. Le bucce sono diventate 'fonte di energia combustibile' e i semi si sono trasformati in olio, ingrediente per il ketchup stesso. Sono i ragazzi del tecnico superiore della Fondazione Its (istruzione tecnico superiore) Tech&Food Parma, che opportunamente coordinati hanno inventato questo prodotto e il due luglio prossimo lanceranno. Che dire, ventidue studenti sono un numero esiguo? Sì, ma almeno è sicuro, non è solo un annuncio.


Tags: Renzi, scuola, buona scuola, insegnanti


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