La Buona scuola per chi? La didattica
Gruppi di studio docenti Roma - 08-12-2014
Qui gli articoli precedenti:
Assunzione e formazione
Valutazione e merito


La didattica (cap. 4)

Nel capitolo 4 delle linee guida si affronta finalmente il tema didattico. E' da evidenziare preliminarmente che nelle precedenti riforme si era sempre presentato il quadro sinottico dei diversi percorsi formativi che certo garantiva una maggiore leggibilità delle proposte, uno sguardo al progetto complessivo e, non da ultimo, un riferimento alle attribuzioni rispetto alle classi di concorso per i vari insegnamenti. Tale quadro nello scritto governativo attuale manca completamente, riducendosi ad un mera aggiunta di ore e materie. Siamo sicuri che non venga tagliato nulla, per far posto al "nuovo"? Su questo non c'è alcuna garanzia.
Vediamo in dettaglio:

Livello strutturale/ordina mentale

Materia? Educazione motoria
Quante ore? 1 h a settimana
In quali anni? Dal II al V anno di scuola primaria
Chi la insegna? docenti neo immessi in ruolo di Educazone Fisica( 5300)
Quanto costa? Non dichiarato

Materia Educazione musicale
Quante ore? 2 h a settimana
In quali anni? Dal IV al V anno di scuola primaria
Chi la insegna? docenti neo immessi in ruolo di Educazione Musicale e "affini"
Quanto costa?90 mln di euro (cattedre a 24 h con stipendio primaria

Materia Storia dell'Arte e disegno
Quante ore?2 h a settimana
In quali anni?i Primo Biennio dei Licei (ove non c'è) e degli Istituti Tecnici per il Turismo
Chi la insegna? Docenti neo ammessi di Storia dell'Arte e "affini"
Quanto costa?25 mln di euro

Materia?Studi economici e giuridici
Quante ore? Non definito
In quali anni?Scuole secondarie (anche liceoscientifico e classico)
Chi la insegna? Docenti neo ammessi di economia e "affini"
Quanto costa?Non si sa

Materia? Lingue straniere
Quante ore?Non definito
In quali anni? fin dalla scuola dell'infanzia
Chi la insegna? Non definito
Quanto costa?Non definito

Criticità:
1. mancando completamente un quadro sinottico degli ordinamenti proposti, non è chiaro se le ore introdotte andranno a sostituire ore di altre discipline, specie nei casi in cui non vengono menzionate le coperture finanziarie;
2. non viene affrontato il problema della continuità didattica attualmente subordinato all'esigenza di svolgere 18 h frontali e necessariamente collegato alla revisione dei quadri orari;
3. non viene contemplato un ripensamento delle Indicazioni Nazionali (Linee Guida Indire), che sono il reale contenitore delle scelte su ciò che deve, o meglio, dovrebbe essere fatto a scuola. Attualmente le Indicazioni Nazionali stesse minano l'obiettivo della formazione di competenze essendo anacronisticamente ipertrofiche nella mera "giustapposizione" di contenuti;
4. per far "tornare i conti" e "rendere il più grande investimento nelle scuola degli ultimi vent'anni" a costo zero anche sulle nuove materie introdotte è richiesta la mobilità verticale (rispetto ai gradi di istruzione) e orizzontale (insegnamento delle materie affini);
5. l'attuazione dell'autonomia scolastica deve avvenire "dando alle scuole la possibilità di modulare la propria offerta attraverso la scelta di diverse discipline opzionali già previste dalla normativa ma poco utilizzate a causa della rigidità del contratto e di un sistema troppo legato alle cattedre" (pag.93). Si sottolinea infatti che la "vera autonomia" si potrà attuare grazie "ad un organico funzionale rafforzato, una maggiore mobilità dei docenti, ad una nuova organizzazione e gestione collegiale della scuola e a risorse certe per l'offerta formativa". In sintesi flessibilità contrattuale, gerarchizzazione, ingresso di finanziamenti privati.

Livello Metodologico:
1. CLIL (Content and Language Integrated Learning): si vuole estendere l'insegnamento in lingua straniera di materie non linguistiche (già da quest'anno obbligatorio nel V anno delle Scuole Superiori) alla scuola primaria e secondaria di primo grado;
2. CODING: si vuole prcedere ad una massiccia alfabetizzazione digitale fin dalla scuola primaria attraverso i progetti di "coding", ovvero l'utilizzo di piattaforme informatiche non solamente come utenti ma come veri e propri sviluppatori di programmi (progetti "italia.code.org", "one hour of code"). Si sottolinea però che i supporti informatici saranno a carico degli studenti (metodo BYOD pag.79). Il testo afferma che "il punto di arrivo sarà promuovere l'informatica per ogni indirizzo scolastico";
3. Didattica laboratoriale: si riafferma la necessità di promuovere lo sviluppo di competenze pratiche in laboratori avveniristici in cui non può mancare la stampante 3D, la robotica "ripensati come palestre di innovazione legata allo stimolo delle capacità creative e di "problem solving" degli studenti" (vedi capitolo 5);
4. Massiccia introduzione dell'alternanza scuola-lavoro (vedi capitolo 5).

Criticità:
1. Coperture finanziarie: solo per i laboratori si prevedono 300 mln da fondi ordinari del MIUR (?) e integrati da fondi PON e POR (ovvero fondi europei), ma soprattutto finanziamenti di privati alle scuole trasformate in Fondazioni (vedi pag. 124 capitolo 6). Chiunque sia entrato in una scuola sa bene che molto prima delle stampanti 3D mancano spazi e strumenti didattici essenziali;
2. Aggiornamento degli insegnanti: viene citato un nuovo Piano di Formazione. Obbligatorio? A carico degli insegnanti stessi? Ad opera di quali istituzioni? Oggetto di contrattazione? A titolo di esempio ricordiamo che il progetto pilota del CLIL nell'ultimo anno delle superiori si è scontrato con l'effettiva difficoltà di organizzare e fare partecipare i docenti ai corsi di formazione. Un corso completo prevede, in assenza di precedenti certificazioni del docente, 130 ore per 4 anni per acquisire le competenze linguistiche necessarie più il corso specifico in metodologia CLIL! (fonte Indire.it).
Non vengono affrontati temi centrali per la garanzia della qualità reale del'offerta formativa quali la continuità didattica, il tetto massimo di alunni per classe, l'attivazione di nuovi spazi collegiali di programmazione e progettazione didattica. Da questi pensiamo sia necessario partire per un progetto formativo valido, attuale e, soprattutto, attuabile!.

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 La Redazione    - 12-12-2014
A proposito di Buona scuola riproponiamo qui alcune "riflessioni a margine" e ringraziamo Cosimo per la sua pazienza!