Comunicato
Giocondo Talamonti - 30-10-2014

L'Anpi e l'Anppia nello stigmatizzare gli accadimenti di Roma e nel manifestare la loro solidarietà ai lavoratori ternani, considerano le reazioni delle forze dell'ordine sproporzionate e lesive del diritto costituzionalmente garantito di manifestare il loro pensiero. Nello specifico, giudicano grave usare i manganelli contro chi protesta pacificamente per la conservazione del lavoro, per la difesa degli equilibri psicologici ed economici della famiglia, per assicurare prospettive meno fosche al loro futuro, preoccupati delle conseguenze che deriveranno dall'applicazione della linea proposta dalla ThyssenKrupp.La violenza non s'accorda con l'esercizio del dissenso, in specie se questo è esternato con correttezza, ragione e onestà intellettuale a favore di un diritto e della libertà delle opinioni. Si auspica che le parti in causa: MISE, Sindacati, Istituzioni locali e Azienda proseguano civilmente il confronto per arrivare ad una soluzione rispettosa delle esigenze di tutti.Si fa appello, infine, al Governo perché eviti che la "Terni"sia sottoposta ai temuti spacchettamenti, superi la possibilità di frantumazione, veda assicurati gli attuali volumi produttivi e disponga di un piano industriale fatto di investimenti e prospettive certi, non solo per chi ci lavora, ma nell'interesse della città, dell'Umbria, dell'Italia e della stessa Europa.

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 Pasquale Piergiovanni    - 30-10-2014
La Fiom e la svolta del manganello

Non facciamoci illusioni. la svolta "movimentista" della FIOM dopo le manganellate di Roma - che hanno sorpreso solo Landini abituato a considerare i "lavoratori col manganello" come interlocutori affidabili coi quali, addirittura, si poteva scioperare insieme - sono solo uno "specchio per le allodole".
Lo sciopero dei metalmeccanici programmato in tutta fretta ed in due "tranche" oltre all'evidente scopo propagandistico ne ha un'altro di natura prettamente sociale ed attiene al ruolo che, storicamente, ha assolto la CGIL nel suo complesso nei suoi, oltre, cent'anni di attività. Il burocrate Landini sa benissimo che - nella dinamica sociale - ogni spazio lasciato libero viene, fatalmente, occupato da altri (nel caso specifico dal sindacalismo di classe) ed è questa la sua paura più grande. Paura che condivide con il "buon" Renzi che si è subito affrettato a blandire l'avversario che aveva demonizzato fino a poche ore prima: perché un conto è bastonare giovani studenti imberbi e/o i lavoratori extracomunitari super sfruttati della logistica. Un altro è quello di picchiarne altri - "buoni padri di famiglia" per antonomasia - perché "difendono" il proprio lavoro (ovvero accettano condizioni di iper sfruttamento capitalistico al quale sono costretti) sotto gli occhi di decine di telecamere. Oltretutto.
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Dividere la mobilitazione in due momenti differenti (il 14N al nord con manifestazione a Milano ed il 21 al sud con manifestazione a Napoli) ha lo scopo specifico di impedire che i lavoratori della Thissen Krupp di Terni socializzino con i colleghi sfruttati che - aderendo allo #scioperosociale - sciopereranno il 14N.

E' bene che i lavoratori di Terni lo sappiano e ne traggono le dovute conseguenze. Lo sciopero vero è quello del 14N.