Il Direttore
Thomas Bernhard - 22-08-2014
"IL DIRETTORE chiama a colloquio l'insegnante e lo accusa di aver esercitato violenza su uno dei suoi allievi. Non sa come dirlo, ma il suo trasferimento in un altro paese s'impone. Probabilmente sarà persino costretto a lasciare l'attività didattica. In ogni caso non può non stendere rapporto al Provveditorato e l'intera vicenda avrà conseguenze ben più gravi di quelle ora elencate. L'insegnante non si giustifica e afferma semplicemente di non aver esercitato alcuna violenza sul bambino e che una simile azione - che il direttore non può tralasciare di descrivere minuziosamente - non gli passerebbe mai per la testa. Ma i suoi tentativi di difendersi non servono. E' immediatamente sospeso dal servizio, gli comunica il direttore, e lo congeda senza porgergli la mano come di consueto. Cosciente della propria innocenza, l'insegnante ritiene che verrà alla luce col tempo, e pensa di sfruttare il periodo della sospensione come una semplice vacanza. Non oltrepasserà neppure le mura della scuola, una tale diceria. Ma si sbaglia. La voce si diffonde con la velocità del vento e persino il giornale cittadino ne dà notizia. Scrive che un uomo come l'insegnante dovrebbe esser messo dietro le sbarre. Nessuna pena risulterà troppo severa per lui. La gioventù, e soprattutto i bambini, devono esser difesi dalla sua persona con ogni mezzo. Poiché l'insegnante è da poco sposato, la vicenda è per lui due volte sgradevole. La moglie non crede alle sue parole, e quando viene a conoscenza dell'accusa lo lascia. Non sono trascorsi che quattro giorni dalla sua sospensione e già l'insegnante riceve una citazione in giudizio dal tribunale distrettuale. Si ignora come trascorra i giorni prima dell'udienza. In ogni caso non si mostra più in pubblico. Nel frattempo la sua vicenda è sulla bocca di tutti. La sua padrona di casa esige che si trasferisca e gli restituisce la pigione pagata in anticipo. Un giorno prima dell'udienza il suo cadavere viene ritrovato in un fiume in piena, a diciassette chilometri dal luogo di residenza. Dalla ricostruzione dell'accaduto risulta che non si è suicidato ma, sventuratamente, è precipitato e annegato nel fiume. Ora lo scolaro si fa vivo e afferma che l'intera storia è falsa - l'ha inventata per vendicarsi del giovane insegnante."

Thomas Bernhard
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 Carla    - 25-08-2014
Sono una docente ultrasessantenne, CONDANNATA a restare in servizio non so per quanti anni ancora.
Ultimamente sono terrorizzata dall'idea che un qualsiasi genitore di oggi venga ad accusarmi di questa o quella violenza sul proprio figlio per ESTORCERE qualche sommetta e mettermi alla berlina.
Sto andando letteralmente in burn-out.