Il ministro Carrozza e gli studenti - Una lettera aperta
Gruppo di Firenze - 30-12-2013
Ministro Carrozza,
per la seconda volta in pochi mesi lei si è rivolta a una platea di studenti in modo tale da delegittimare gli insegnanti ai loro occhi. A settembre li invitò addirittura a ribellarsi "ai genitori, ai prof, alla scuola"; ieri a chiedere ai professori di dare meno compiti per le vacanze; e naturalmente ha riscosso in ambedue i casi un'ovazione.
Quanto ai compiti, è proprio sicura di conoscere meglio di chi ci lavora le esigenze di ogni singola classe e di ogni singolo allievo? Non è forse corretto lasciar decidere ai docenti "in scienza e coscienza" se dare pochi, molti o nessun compito e se debba trattarsi di leggere un libro, di scrivere un testo o di ripassare un argomento?
Ma il problema è più ampio e più grave: con simili messaggi Lei, il Ministro dell'Istruzione, si pone come difensore dei ragazzi nei confronti di una scuola che ai suoi occhi sarebbe oppressiva; e così incoraggia in loro atteggiamenti di contrapposizione e di sfiducia verso i docenti, invece di invitarli alla serietà dell'impegno.
Ci tornano in mente a questo proposito le parole di tutt'altro segno che il presidente Obama disse agli studenti nel 2009: "Possiamo avere gli insegnanti più appassionati, i genitori più attenti e le scuole migliori del mondo: nulla basta se voi non tenete fede alle vostre responsabilità. Andando in queste scuole ogni giorno, prestando attenzione a questi maestri, dando ascolto ai genitori, ai nonni e agli altri adulti, lavorando sodo, condizione necessaria per riuscire".
La scuola ha infatti estremo bisogno di un governo che le assicuri non solo le necessarie risorse, ma anche il sostegno morale di chi è consapevole dell'importanza e della difficoltà del suo compito.

Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità
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