Il vento è cambiato?
Giocondo Talamonti - 02-12-2013
Finalmente una buona notizia. L'Ufficio Scolastico Regionale dell'Umbria non finirà accorpato, come è successo per tanti altri servizi periti sotto l'ascia della spending review. Esistono aspetti dell'organizzazione territoriale che non possono seguire logiche sparagnine a tutti i costi, mettendo a rischio gli obbiettivi di crescita e, soprattutto, le esigenze dei cittadini.
La scuola ha pagato alla crisi il prezzo più salato, sia in termini di mancate risorse che di occupazione.
La miope scelta di un governo incapace di contenere sperperi e pessimi investimenti ha sottratto al paese risorse destinate a istruzione e formazione le cui conseguenze saranno a debito della prossima generazione, come se non fossero sufficienti i carichi già maturati.
Il vento è cambiato e anche se gli effetti tardano a mostrarsi (la scuola è un investimento a lungo termine) l'inversione è destinata a dare i suoi frutti.

La soddisfazione del presidente della commissione consiliare della Provincia di Perugia, Luca Baldelli, per il mantenimento dell'attuale situazione organizzativa, è anche la nostra (siamo stati i primi in Umbria a sollevare il problema).
Al suo, uniamo il nostro compiacimento per l'accoglimento di una mozione da noi rivolta al Sindaco di Terni e alla Giunta perché si impegnassero in una convinta sollecitazione presso le sedi competenti per scongiurare l'isolamento e salvaguardare l'istruzione umbra. Far sentire la voce di protesta e soprattutto insistere perché, in un quadro dissennato di interventi di contenimento dei costi, la gestione regionale della scuola non venisse sottratta agli umbri, compromettendone le prospettive di sviluppo territoriale,è servito a ricreare la speranza a investire sui giovani e a ripresentare, in un orizzonte meno lontano, potenzialità che rischiavano la cancellazione.

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