Non dimentichiamo il tempo pieno
Lorenzo Picunio - 12-04-2013
Poniamo il problema dell'assegnazione di un numero sufficiente di classi prime a tempo pieno nella scuola primaria nel prossimo anno scolastico 2013-2014. Consideriamo il fatto che la richiesta Ŕ generalizzata nei grandi centri e molto ampia anche in quelli minori.

Il "lodo Gelmini-Berlusconi" prevedeva che ogni famiglia che ne faceva richiesta avrebbe avuto diritto al tempo pieno. Ma oggi sembra che la riduzione delle risorse impedirÓ di mantenere questa promessa. Vale la pena di ricordare il valore didattico e pedagogico di un'offerta scolastica di 40 ore settimanali quale quella del tempo pieno, all'interno del quale sono state attuate le maggiori innovazioni di questi decenni nella scuola italiana, quelle innovazioni che hanno portato la scuola primaria italiana ad essere fra le migliori in Europa.

Va considerato inoltre il valore sociale del tempo pieno per le famiglie, tanto di pi¨ nell'attuale situazioni di crisi. E l'Unione Europea ha ribadito in questi giorni il valore fondamentale dell'istruzione, criticando i tagli attuati dai governi italiani.

Chiediamo agli enti locali, alle forze politiche, ai parlamentari di pronunciarsi contro i tagli all'istruzione, e in particolare contro i tagli alla scuola a tempo pieno.




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