Cambiare la scuola, per davvero: se non ora quando?
Gerardo Vespucci - 23-10-2012
Mentre i sintomi del malessere si diffondono nella scuola italiana, riceviamo il contributo, dal titolo intrigante, del Dirigente Scolastico IISS A.M. Maffucci di Calitri (Avellino), che lui stesso ci presenta con queste parole:


Un articolo - forse lungo - che ho dedicato ai miei docenti ad inizio dell'anno ... sperando di essere in tema con l'attualità, ma non credendo di esserlo così tanto ...


Lo pubblichiamo, aprendolo a quella "discussione reale tra quanti operano nella scuola a vario titolo", che il Dirigente auspica.
Data l'effettiva lunghezza, rimandiamo per la lettura al testo originale, qui riportato in formato doc.

La redazione

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 Patrizia Rapanà    - 23-10-2012
E' incredibile questo articolo, non riesco a scrivere un commento esauriente e rispettoso della netiquette. Scrivo solo poche cose che non proprio non so tenere per me. L'autore ci domanda: davvero qualcuno si illude che un sistema, dinamico per definizione, quale la scuola, possa essere gestito e sostenuto così ricco di relazioni complesse, con la metà delle sue risorse umane anagraficamente invecchiate e fisiologicamente – entropicamente - spinte alla difesa dello status quo?
Poiché non lo dice, è legittimo che qualche domanda la faccia io a lui: dobbiamo dare per scontato che nello svecchiamento delle “risorse umane” rientrino anche i dirigenti scolastici, Vespucci compreso se come pare non è più un ragazzino, o il problema riguarda solo i docenti? Il professore vorrebbe “imporre” – che parola rivelatrice! - un anno di studio del sistema economico capitalistico che, deve essere per lui proprio una bibbia. Pensa di affidare la cattedra agli insegnanti di religione?
A nome delle docenti che lavorano nelle scuole italiane – delle dirigenti no, perché pare che per Vespucci non abbiano i problemi familiari del gentil sesso - mi sento in dovere di ringraziare il prof. Vespucci per l'orario particolare che ci ha “esplicitamente” riservato; un orario che renderebbe possibile una sorta di apertheid e probabilmente escluderebbe automaticamente le docenti da ogni progressione di carriera nella sua scuola- azienda. Il professore colmerebbe così una grave lacuna delle leggi razziali vigenti nel nostro paese, che si applicano agli immigrati senza distinzione di sesso. Grazie a lui ne avremmo finalmente una dedicata esclusivamente alle donne.
Mi fermo qui, per non rischiare di scantonare.

 Emanuela Cerutti    - 23-10-2012
E' strano che il Dirigente Vespucci esulti per gli intenti giovanilistici di Profumo e non citi l'intento cassante l'entrata dei giovani in seguito alla recente proposta delle 24 ore. Senza considerazione alcuna per gli stipendi europei tra l'altro.
E' altrettando strano che non chieda ai suoi precari, se ne ha, con quale spirito facciano questo concorso, quale strada maestra intravvedano. Forse quella dei 2part-time=1 posto? Due part time per coprire assenze ingiustificate durante gli organi collegiali? Oh bella: in una scuola in cui si multa con 5€ (da pagare con regolare bollettino postale) un diciannovenne sorpreso al cellulare alla 5^ ora, possibile non esistano soluzioni altrettanto drastiche per assenteismi professionali?
La logica meritocratica contenuta nelle proposte del Dirigente non va, come vorrebbe dirci, a vantaggio di una miglior qualità, altrimenti anche l'aggiornamento del singolo dovrebbe essere apprezzato e incentivato, ma a incremento di strutture tutto sommato desiderose di avvantaggiare se stesse. E credo che ognuno di noi di master e affini abbia sufficiente eseprienza per contemplare una realistica delusione. Comunque sia, senza risorse economiche non si fa nulla, ma questo pare non rientrare nel ragionamento.
Sulle donne non aggiungo molto a quanto già espresso da Patrizia.
Solo che, per fortuna e per ora, oggi la legge va in un altro senso e riconosce eguale valore a donne e uomini nell'educazione dei figli.
Un ultimo cenno ai capricci: mi domando se è più capriccioso un contratto, che, come da definizione, mette d'accordo parti, o un sovrano, che valuta solo, o meglio, rappresenta una parte sola.

 stefanodestefano    - 24-10-2012
La conclusione di questo intervento mi pare evidente: chi, con passione e serietà, dedica la propria vita professionale all'insegnamento senza svolgere le funzioni di vicario, funzione strumentale, fiduciario, membro del consiglio d'istituto, progettista certificato, rappresentante sindacale........., merita uno stipendio da fame e la disistima della società. Si vede poi che il nostro ha poca dimestichezza con la logica: tra bassi salari e limitato impegno lavorativo non può esserci "scambio ineguale", al più scambio scellerato, ma perfettamente equo.
Ma chissà, forse il prof. Vespucci, da giovane, avrà letto qualche pagina di quel noto agitatore di Treviri ma, con tutti gli incarichi che ha svolto, ne avrà sicuramente smarrito il senso.

 Gerardo Vespucci    - 28-10-2012
Evito saggiamente di cadere in toni offensivi, sebbene chi ha commentato abbia fatto strame della mia intelligenza.
Primo.
Nelle mie idee sulla scuola le donne occupano un ruolo centrale non fosse altro perché notoriamente corrispondono ad un 4/5 del totale: i miei docenti collaboratori sono..tre donne! Credevo di avere riservato uno spazio privilegiato non un ghetto..del resto le 25 ore, nel mio schema, rappresentano un incremento dei gradi di libertà,valido per tutti i docenti, non l'imposizione di un obbligo, per me, tecnicamente deleterio..per l'incremento salariale, di cui stando così le cose, forse, se ne parlerà tra decenni, mi sembrava realistico pagare di più chi lavora di più..
Secondo.
Lo studio del capitalismo compiuto non in modo episodico ma sistematico..mi pare di ricordare che il barbuto di Treviri abbia scritto il Capitale..del resto non credo che i docenti di economia insegnino l'economia pianificata o la NEP..forse si ha paura delle parole, io credo ancora che i filosofi che vogliono cambiare il mondo, per prima cosa lo debbano conoscere!
Terzo.
Solo chi ha svolto incarichi vari merita ecc. ecc. Mi pare, anche in questo caso, di ricordare che un certo Don Milani usasse dire che fare parti uguali tra diseguali era somma ingiustizia..Evidentemente qui siamo in reale disaccordo: io non voglio rinunciare a cogliere le differenze tra chi offre il proprio tempo oltre l'ordinario e chi invece non lo fa, proprio perché so quanto costi svolgere bene il lavoro di insegnante e non il contrario: si vuole dire che bisogna pagarlo meglio? Posso mai pensare il contrario? Ma qualcuno crede che basti dirlo? Io voglio provare a fare proposte concrete..non slogan
Quarto.
La mia età: certo che nel discorso sul ringiovanimento parlo anche (o innanzi tutto) di me. Ma non si era detto che la riforma Fornero era vessatoria e inopportuna? Per me lo è e, pur consapevole dei costi, credo che lo sia proprio per la scuola..Evidentemente, però, sfugge che nel mio contributo io mi mostro talmente cauto da indicare il tutto come operazione nel tempo e fortemente volontaria..evidentemente a chi ha commentato sfugge l'idea di libertà, non mi sorprende: da sempre certa sinistra per disegnare paradisi ci ha consegnato l'inferno!

 stefanodestefano    - 31-10-2012
Bah! Cascano veramente le braccia. Non si può commentare chi confonde lo scambio ineguale, che Marx riferisce in generale alla relazione forza lavoro/salario, con l'economia pianificata, addirittura la NEP!! O, peggio, la necessità di fornire più insegnamento/apprendimento in presenza di complessità e difficoltà sociali con l'arrivismo, sì l'arrivismo, di chi vuole "essere diseguale" per beccarsi la quattordicesima col FIS che è salario estorto ai docenti e agli ATA. Andiamo studiare, che è meglio.