Reclutamento
Claudia Fanti - 29-09-2012
Vorrei saper se sia lecito pensare a una forma di reclutamento dei docenti:

1) che preveda di immettere immediatamente in ruolo chi ne ha diritto, e cioè i precari, i quali sono già stati riconosciuti in grado di insegnare, visto che lo fanno da anni e che lo Stato ha affidato loro schiere di studenti;

2) che elimini la riforma pensionistica nel settore scuola o che ne preveda una modifica alquanto flessibile a seconda delle esigenze di posti;

3) che non lasci alle scuole cosiddette autonome la possibilità della chiamata diretta del personale per ovvi motivi di buon senso (evitare il nepotismo e spiacevoli contenziosi).

Inoltre, è lecito pensare a un reclutamento che successivamente valorizzi i percorsi universitari e i tirocini rendendoli tutti abilitanti per i giovani che hanno studiato e aspirano all'insegnamento? Qualcuno mi può spiegare che senso ha tutto ciò che sta invece avvenendo? Tra l'altro i concorsi hanno più volte dato prova della loro assoluta inaffidabilità e del fatto che inducono il candidato a farsi pecora più che professionista libero e indipendente in previsione di una giusta e costituzionale libertà d'insegnamento.

Inoltre, è lecito porsi la domanda che segue: ma le università a cosa servono se lo Stato non si fida delle loro lauree e dei loro percorsi per formare i futuri insegnanti? E nel caso lo Stato non si fidi più delle Università perchè le spese di tale sfiducia dovrebbero essere pagate con la pelle dei lavoratori della conoscenza?

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 Pier Luigi Lunerti    - 30-09-2012
A prima vista il suo pensiero oltre che legittimo mi è sembrato di buon senso e condivisibile, poi è suonato l’allarme. Una frase di Einstein si è fatta largo ed è affiorata dalla memoria, “Non si può risolvere un problema con lo stesso modo di pensare che ha creato il problema”. Precariato, scuole private (pagate dallo stato), chiamate dirette, riforme pensionistiche, cosi abilitanti, lungi da noi, non è la Scuola che vogliamo, non sono le basi da cui partire per scegliere i “NUOVI INSEGNANTI”.

 Claudia Fanti    - 30-09-2012
Caro Pierluigi, forse non mi hai letto bene, oppure sono io che non mi sono spiegata. E' proprio ciò che non voglio neppure io ciò che affermi tu nel tuo commento! Ci mancherebbe! Sono anni che dedico la mia vita alla scuola statale e ne ho un sacro rispetto. Se mi sono spiegata male o ho dato adito a dubbi me ne dispiaccio molto.