Col concorso il merito salirà in cattedra?
Claudia Fanti - 11-09-2012
Su tanti annunci ministeriali, come su quello della valutazione di sistema si può soprassedere, tanto esprimersi non serve a nulla. Ma sulla vicenda del concorso e dei precari non è possibile astenersi dal commentare. Credo sia un dovere e credo che uno stato civile non possa trattare come sudditi privi di valore tante persone che hanno lavorato, studiato, superato corsi, conseguito idoneità, abilitazioni, master... e fatto molteplici e complicate esperienze sul campo tanto da poter insegnare e rivelare a qualunque ministro le vere problematiche della scuola. Sarebbe un bene ascoltare qualche consiglio da loro su vari ambiti, anzichè fingere che non esistano o fingere che il loro numero sia ridotto a poche migliaia di unità, quando si sa che superano il centinaio di migliaia! Giustizia vorrebbe che i vituperati anziani over 60 fossero dignitosamente messi a riposo nel caso lo ritenessero necessario e che vi fosse finalmente un auspicabile turn over e che i giovani tanto citati ultimamente in modo propagandistico avessero più avanti nel tempo un concorso a loro riservato.

Questi colleghi sono già formati ed esperti, quindi come può candidamente il Ministro uscirsene con affermazioni del tipo "Col concorso il merito salirà in cattedra"? Secondo il Ministro fino ad ora tutte le persone che hanno lavorato, percorso chilometri per raggiungere le sedi di servizio, sacrificato la vita familiare, vissuto in ristrettezze economiche, studiato per servire lo Stato di cui lui è un semplice ministro al servizio di tutti i cittadini, non hanno avuto merito? Ma che razza di Paese è mai questo in cui tutti i media danno la notizia del concorso come fosse una meraviglia, non facendo esprimere neppure una voce argomentante il ben che minimo dissenso? Ma possibile che si sia tutti d'accordo? No, non è possibile, e non è così.

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 Carla Giulia    - 31-08-2012
Vi chiedo dove stanno il merito, la professionalità, le competenze in una scuola (la nostra, questa riformata!) dove i docenti laureati in Scienze Naturali, Biologia o Scienze della Terra ed abilitati in Scienze Naturali, chimica, geografia e microbiologia perdono ore e posto di lavoro perchè c'è chi ha deciso di affidare le Scienze Naturali ( un insegnamento che grazie alla riforma Gelmini comprende Biologia, Chimica e Scienze della Terra, non separabili) ai chimici?
Questa la sorpresa di inzio anno scolastico!

 Pier Luigi Lunerti    - 16-09-2012
Quando ci ritroveremo in un paese in cui tutti avranno le stesse possibilità, non solo davanti ai concorsi ma anche nella vita di tutti i giorni, allora, solo allora potrò discutere di meritocrazia. Prima no, continuerò a stare dalla parte di chi non merita, lavorando per un mondo dove tutti abbiano le stesse opportunità. Che pena vedere i paesi ricchi del primo mondo, governati da élite con idee tanto povere, che esaltano, in mezzo all'opulenza e allo spreco, i valori meritocratici per tenere in piedi un progetto di società ingiusta e fallimentare.