Contro i buoni scuola in Lazio
Tavolo regionale - 24-05-2012
La Regione Lazio, con modifica alla legge regionale n. 29 del 1992, "Norme per l'attuazione del diritto allo studio", propone di inserire un articolo finalizzato a stornare risorse (1 milione di euro per l'anno 2011 !!) per rimborsare le famiglie che pagano rette nelle scuole paritarie, fino al 25% delle spese sostenute, da 300 a 1.300 euro di contributo, raddoppiabili in caso di alunni disabili.

La proposta arriva in un momento in cui :

• diminuisce il Tempo Pieno per tagli agli organici e le famiglie sono costrette a pagare cooperative e privati per allungare il tempo di permanenza a scuola dei figli
• aumentano i contributi mensa e trasporti a carico delle famiglie
• diminuiscono gli insegnanti di sostegno e i Comuni tagliano risorse alle cooperative e ai privati che assistono i disabili durante la frequenza scolastica
• si riducono per numero e per entità i buoni libro e le borse di studio

Ricordiamo che le scuole paritarie sono già destinatarie di finanziamenti da parte dello Stato, ai sensi della legge n.62 del 2000 e che i loro alunni godono di alcune provvidenze previste per tutti gli studenti dalla legge regionale 29/92 (vedi la fornitura gratuita dei libri di testo per gli alunni della scuola primaria).
Ancora una volta chi governa la Regione Lazio favorisce le fasce sociali più abbienti a discapito di quelle effettivamente bisognose.

La proposta di modifica della legge regionale 29/92 , firmata della consigliera Tarzia, stava per passare attraverso l'assestamento di bilancio, senza alcun dibattito in Commissione o in Consiglio.

Le forze politiche dell'opposizione, che si stanno battendo perché le modifiche non siano approvate, chiedono che i Consigli di Circolo e di Istituto e i genitori si mobilitino, insieme alle OOSS e alle Associazioni, in difesa dei diritti, già indeboliti, degli studenti che frequentano la scuola pubblica statale, scuola di tutti, sottoposta da anni a cattive riforme e a tagli mortificanti che ne stanno peggiorando la qualità.

IL TAVOLO REGIONALE PER LA DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA STATALE


interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 mirella albano    - 28-05-2012
In un momento in cui ci sono famiglie in difficoltà e anziani che hanno bisogno persino del cibo, "rimborsare" ai ricchi con figli stupidi - che solo questo è il motivo per cui gli italiani mandano i figli-trota alle scuole-diplomificio- è criminale. La scuola italiana dell'era berlusconiana è stata oggetto del più selvaggio saccheggio di risorse che la storia ricordi e sopravvive solo grazie allo spirito di sacrificio e di servizio degli insegnanti e di qualche dirigente che lottano in trincea ogni giorno per assicurare un futuro alle prossime generazioni. Restituire i soldi ai ricchi e stupidi equivale ad avallare il saccheggio ed insultare i cittadini contribuenti che pagano le tasse per avere una scuola migliore, non per sostenere parassiti e diplomifici.

 Rolando A. Borzetti    - 01-06-2012
Salta il buono scuola per le private
Tarzia lascia la commissione regionale
Affossata la legge che prevede un contributo diretto alle famiglie che vogliono iscrivere i figli agli istituti privati paritari. Dopo le polemiche, la presidente della Commissione scuola ha deciso di dimettersi
di SARA GRATTOGGI

Dopo le polemiche dell'opposizione e i dissidi interni alla maggioranza sulla proposta di introdurre il cosiddetto "buono scuola", ovvero un contributo diretto alle famiglie che desiderino iscrivere i figli alle scuole private paritarie, Olimpia Tarzia, prima firmataria della proposta di legge (insieme a Giancarlo Miele, Pdl) , ha deciso di dimettersi dalla presidenza della Commissione scuola regionale.

"Il diritto di libertà di scelta educativa rappresenta un principio non negoziabile ed una fondamentale tutela del diritto allo studio" afferma in una nota Tarzia. "Non sorprende che la sinistra abbia ingaggiato una battaglia sulla questione, peraltro in coerenza con la sua posizione a livello nazionale - prosegue - Quello che considero inaccettabile è l'atteggiamento ostile di una parte, pur minoritaria, del Pdl, che sembra aver dimenticato che la libertà educativa rappresenta, da sempre, uno dei pilastri di una politica centrata su valori non negoziabili, oltre che un impegno preso in campagna elettorale, che esige di essere perseguito e mantenuto. Evidentemente questa esigenza non è, da alcuni, considerata prioritaria e vincolante. Ne prendo atto ed è con profondo dispiacere che ho deciso di rassegnare, con decorrenza immediata, le mie dimissioni da Presidente della XIV CCP Commissione Scuola, diritto allo
studio, formazione professionale, università".

"Frange relativiste del Pdl, lontane da quelle che sono le esigenze delle famiglie della nostra Regione - rincara Tarzia - hanno affossato la legge sul buono scuola presentata da me e dal collega Miele (Pdl) alcuni mesi fa. Speravo che tutti i consiglieri di questa maggioranza condividessero l'impostazione culturale dei colleghi del Piemonte, della Lombardia, del Veneto, della Sicilia, ove la battaglia in difesa della libertà di scelta educativa è stata uno dei pilastri di una visione politica che si rifà alla centralità della famiglia. Mi rendo conto che in una fase di confusione e disorientamento politico nazionale ogni singolo si sente autorizzato a procedere in ordine sparso, ma questo è incompatibile con la mia permanenza come presidente della commissione. È evidente che la scelta di affossare questo provvedimento è molto grave, e non sarò certo io a spiegare all'opinione pubblica che ci aveva sostenuto nel 2010 questo passo indietro, questo dietrofront, questo incredibile tradimento delle legittime aspettative riposte in questa maggioranza. E non ha alcun senso l'alibi addotto che questo non è il momento: di questo passo non sarà mai il momento, mentre sono convinta che proprio quando, come adesso, ci si imbatte in una pesante crisi economica, si debba intervenire a sostegno dei diritti delle fasce più deboli, e dare un segnale, pur minimo. È solo questione di volontà politica".

Soddisfatta l'opposizione: Pd, Idv, Sel e Fds già la scorsa settimana avevano invitato Tarzia a ritirare il disegno di legge. "Prendiamo atto delle dimissioni dalla presidenza della commissione Scuola della consigliera Tarzia rimasta ormai sola nella sua demagogia - dichiarano in una nota congiunta i consiglieri regionali Fabio Nobile (Federazione della Sinistra), Giulia Rodano (Italia dei Valori), Marco Di Stefano (Partito Democratico), Filiberto Zaratti (Sinistra Ecologia e Libertà) - La battaglia dell'opposizione ha contribuito a bloccare una legge, quella sul buono scuola, sbagliata e inopportuna, proprio perché negava la realtà di bisogno, nei confronti del diritto all'istruzione di tante famiglie del Lazio, per affermare, come afferma la stessa Tarzia, un principio astratto e per di più gravemente discriminatorio in un momento di difficoltà economica. Noi continueremo a batterci perché il diritto allo studio sia reso in questa Regione il più esigibile possibile. Per questo continueremo a chiedere che i fondi siano ripristinati e aumentati".

(31 maggio 2012)

Fonte: roma.repubblica.it