Salvate il soldato Rigoni Stern
Girolamo di Michele - 10-05-2012
Come altri siti uniti dalla lotta comune in difesa della scuola, diffondiamo questo testo di Girolamo De MIchele, perchè ci pare che l'imposizione dei test INVALSI, da parte del Ministero, per come essi sono pensati, propinati e utilizzati, sia inaccettabile e pericolosa.
Come scrive De Michele, "coloro che lavorano nella scuola come insegnanti o dirigenti sono invitati a dismettere le proprie vesti e le proprie intelligenze e rivestire per un giorno quelle del passacarte, del burocrate cieco, sordo e muto al servizio di una macchina ottusa: come personaggi kafkiani, sono misuratori, e dunque misurano".
Noi non vogliamo rinunciare alla nostra funzione di educatori e liberi cittadini, e meno ancora vogliamo "che il sergente Mario Rigoni Stern, scampato alla guerra, alla neve e ai lager nazisti venga impallinato dalla scuola italiana, senza che alcuna delle persone coinvolte nella gestione dei diversi segmenti del processo si senta responsabile dell'accaduto".
Buona lettura!
La Redazione





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 Cosimo De Nitto    - 11-05-2012
Test INVALSI, ovvero quando la logica e l'interpretazione esatta è solo e unicamente quella dei compilatori dei test anche quando questi prendono in esame testi letterari la cui principale connotazione è la polisemia, che lascia spazio a interpretazioni "diverse", la cui plausibilità è dimostrata dal fatto che dello stesso testo, e autore, possono esserci (e ci sono) "letture critiche" diverse e da diverse prospettive anche pluridisciplinari, che comunque non possono prescindere da una conoscenza profonda dell'autore, dei contesti, dei processi lungo i quali si è sviluppata ed è cresciuta nel tempo e nelle diverse opere la sua visione del mondo e il messaggio.
Cosa si può dire davanti a questo spettacolo di test che fanno scempio o di opere e autori o/e dell'equilibrio mentale dei poveri destinatari delle somministrazioni?
Niente, che lo strumento dei test a risposta multipla su questa materia è assolutamente inadatto, non produce conoscenza degli allievi e delle loro competenze, perché essendo data solo una risposta come giusta, e non è vero in molti casi dello scibile umano e sicuramente in campo dell'analisi dei testi letterari, non contempla la possibilità della divergenza, che altre risposte cioè possono essere altrettanto giuste, plausibili, probabili, originali, fondate ecc.
Il test non ci dice fino in fondo se l'allievo sa, fino a che punto sa, oppure non sa e, soprattutto, facendo solo un'istantanea, non ci dice niente dei processi di crescita, stallo, rallentamenti, deficit cognitivi, motivazionali, applicativi ecc. nel tempo, partendo da e arrivando a.
Affidare ai test INVALSI il successo o il fallimento degli alunni e con essi, non si sa poi perché e in base a quale logica, dei loro docenti, dei dirigenti, della scuola, di tutto il sistema scolastico è pura follia. Per dirla in termini molto netti il test non è la "valutazione", può aiutare e concorrere se fatto bene, circoscritto, contestualizzato, su campione e, soprattutto, se validato dal confronto con tante altre attività di osservazione, interazione, verifica di tipo qualitativo e soggettivo che solo gli insegnanti di classe sanno, possono e devono fare nel corso delle quotidiane attività didattiche.
E poi...le crocette sulla casella predisposta cosa possono dire delle competenze linguistiche in mancanza dell'attività fondamentale che è la produzione linguistica di testi significativi oltre che corretti?
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