Solitudine, disperazione, suicidio e Centro d'Ascolto
Severo Laleo - 07-05-2012
...(o che so io)...

Caro Presidente Monti, non è il caso questa volta di trovare le giuste parole per chiedere un Suo intervento. La situazione è drammatica, ora, e molto pericolosa diventerà, per il futuro, per l'effetto trascinante, verso l'estrema soluzione, definitiva, per i più fragili.
Non so se esistono studi circa l'incidenza delle crisi economico-sociali sul numero dei suicidi, né so di studi circa le misure per bloccare il fenomeno.
Ma so quante sono ad oggi le persone suicide per crisi, un numero inaccettabile per una società civile, e non solo, e sono imprenditori, lavoratori autonomi, dipendenti, disoccupati.
Al Nord e a Sud. Senza differenze d'età. E sono (forse) tutti uomini, "maschi".
Questi semplici dati segnano, tragicamente,
1. la fine di una pratica culturale antica dell'italianità, l'arte di arrangiarsi;
2. la solitudine del "maschio" (è maschile l'idea di risolvere il problema in solitario orgoglio), incapace di trovare sostegno di donna, alla pari.
Trova, finalmente, questo Paese, purtroppo nella maniera più tragica, la dignità dell'esistere. E conferma insieme l'esistenza di "maschi" fragili e chiusi in sé, nell'impotenza della solitudine, a prescindere, per cultura.
Lei, da poco, con tempismo, da economista, da professore, ha trovato e nominato Supertecnici per risolvere problemi di "far di conto", utili, per carità, al Paese tutto, ma, per le persone disperate, La prego, scovi subito, da uomo di cultura, da padre di famiglia, altri Supertecnici per aprire un Centro d'Ascolto (è solo per aprire una possibile, tra tante, strada di speranza), per dare risposte utili a tutte le persone "in grave crisi".
Con quell'affetto imprescindibile a viver l'empatia, La saluto caramente, Severo Laleo
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