La scuola che non vogliamo ovvero ...
Paolo Citran - 21-04-2012
Siamo sempre pių incazzati della scuola dei caproni

Un vecchio appunto poetico:

Docenti a gran voce proclamano la loro libertā d'insegnamento,
non per difendere il libero pensare
ma per fare i broccoli loro,
parandosi con temprata corazza i deretani
da ogni responsabilitā possibile ed eventuale.
Studenti senza bussola
navigano nella complessitā,
sull'onda dell'anomia e della demotivazione,
nell' irrealtā virtuale di una generazione.
Dirigenti scolastici,
i baldi decisori di quest'autonomia,
col dito inumidito
soppesano del vento
direzioni poltiche
annusando, segugi,
qual č l'aria che tira:
decisori decisi dell'esecutivitā.
E Grandi Dirigenti
ministeriali potenti
dicono non dicendo
lo spoil-system temendo.

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Carlagiulia    - 22-04-2012
?

 Emanuela Cerutti    - 22-04-2012
Come č vero che le parole sono armi a doppio taglio. La libertā di insegnamento, principio irrinunciabile in una democrazia, si trasforma alchemicamente in richiesta di privatizzazioni senza troppo controllo, che alla democrazia, intesa come partecipazione condivisa alla cosa pubblica, rinunciano. I nuovi mondi digitali che appaiono spesso irreali alle vecchie generazioni, sono la realtā pių vera di tanti giovani che, senza la rete invisibile, non potrebbero rendere visibili denunce, sgomenti e diritti desiderati o calpestati. L'autonomia, nei princėpi bella invenzione che permette di realizzare sogni, diventa nei fatti dipendenza da chi ai sogni degli altri ha smesso di credere perchč preferisce la concretezza dei propri. Che dire? Che alla fine siamo caduti cosė in basso da non riuscire nemmeno ad ammettere chiaramente che la sola cosa importante č la fetta di potere raggiunta?

 Paolo Buccheri    - 23-04-2012
"Studenti senza bussola
navigano nella complessitā,
sull'onda dell'anomia e della demotivazione,
nell' irrealtā virtuale di una generazione."

Quanto appare ed č definito anomia e demotivazione č invece sorretto proprio dalla complessitā nella quale i ragazzi vivono e nella quale a noi, troppo spesso, non č permesso entrare, vuoi per deficit tecnico, vuoi per incapacitā/non volontā di liberare l'immaginazione. Di fatto questi ragazzi "senza bussola" dimostrano eccezionali capacitā di navigare, di utilizzare linguaggi, di comunicare, di creare rete, di cercare notizie e saperi dove si annidano, ormai indipendenti anche dalle strutture tradizionali (proff. compresi). Usano la tecnologia a disposizione, se ne servono e riusciranno a trascinare anche gli altri - noi compresi - in quella che nell'appunto si definisce "irrealtā virtuale".
Degli altri elementi si puō anche tacere...

 Cosimo De Nitto    - 23-04-2012
La poesiola di Citran sembra parte di un "romanzo del doppio", come si dice in letteratura. Manca l'altra parte, che pure c'č, quanto conti non si sa, ma c'č. Come il ritratto e Dorian Gray, come Dr. Jeckill e Mr. Hide, il Visconte dimezzato ecc. Quella che l'autore provocatoriamente propone č la parte cattiva, č il negativo dei protagonisti della storia attuale della scuola. Anche delle principali istanze che riguardano la vita di questo mondo, come la libertā d'insegnamento, l'autonomia scolastica, Citran focalizza la parte deteriore, cattiva, ripugnante del doppio. Cosa si puō dire se non che tra le due parti c'č, e sempre c'č stata, conflittualitā con prevalenza ora dell'una ora dell'altra. Ha vinto la parte "cattiva"? Puō sembrare cosė in questi mala tempora, o magari qualcuno preferirebbe fosse cosė, ma non lo č, per fortuna o non lo č ancora. Tutto dipende dal punto di osservazione e dal ruolo che il narratore vuole assumere: complice, aiutante, antagonista o semplice spettatore e "lettore" inerte, passivo che si siede sulla sponda del fiume senza spostare nemmeno un sasso per cercare di deviarne un po' il corso e far si che le due parti del doppio possano almeno armonizzarsi, se proprio non si riesce a farle ricongiungere.

 Cosimo De Nitto    - 24-04-2012
Il "doppio" nella bellissima e non abbastanza nota canzone di Angelo Branduardi "Piccola canzone dei contrari".

Il testo

C'e`un posto bianco e un posto nero chissā dov'č
per ogni volo di pensiero dentro di te
c'č un posto alto e un posto basso chissā dov'č
per un violino e un contrabbasso dentro di te
e un posto dove ci son io
C'č un posto uovo e uno gallina chissā dov'č
se non sai chi sia nato prima dentro di te
c'č un posto in pace e un posto in guerra chissā dov'č
in piedi o tutti gių per terra dentro di te
e un posto dove ci son io
che cerco un posto tutto mio lė di fianco a te.
C'č un posto vino e un posto pane chissā dov'č
per quando hai sete oppure hai fame dentro di te
c'č un posto verde e un posto rosso chissā dov'č
per quel che resta o quel che passa dentro di te
c'č un posto vero e uno bugiardo chissā dov'č
per quando va la gatta al lardo dentro di te
e un posto dove ci son io.
C'č un posto tutto e un posto nulla chissā dov'č
per una donna e una fanciulla dentro di te
c'č un posto bello e un posto brutto chissā dov'č
non sempre si puō avere tutto dentro di te
c'č un posto fermo e uno animato chissā dov'č
per come il mondo č disegnato dentro di te
e un posto dove ci son io
che cerco un posto tutto mio lė di fianco a te.


Il link alla canzone

www.youtube.com