breve di cronaca
Italiano all'estero: il Governo apre alle privatizzazioni
Articolo tre - 23-12-2011
L'indignazione del Segretario Generale della FLC Cgil, Domenico Pantaleo, per l'accoglimento, lo scorso 20 dicembre, da parte delle Commissioni Bilancio, Finanza e Tesoro del Senato, della proposta di privatizzare i corsi di lingua italiana all'estero. "Una scelta che smentisce il Ministro Degli Affari Esteri e rappresenta la deriva di una concezione neoliberista, ragionieristica e lobbistica della promozione e la diffusione della lingua e cultura italiana nel mondo".

Quando lo scorso mese di novembre, Micheloni e Narducci, parlamentari del PD, senza l'appoggio e contro gli stessi indirizzi del partito, sugli italiani all'estero avevano presentato alcuni emendamenti alla Legge di stabilità, scrivemmo che si aveva l'impressione di trovarsi di fronte alla volontà di creare delle extraterritorialità, finanziate, completamente finanziate, dallo Stato italiano, ma gestite in loco da soggetti che col tempo hanno intessuto una serie di rapporti che gli garantiscono di perpetuare il loro potere.

Il succo della proposta dei due parlamentari del PD era quello di privatizzare l'intervento pubblico e rimpatriare 350 insegnanti di ruolo, sostituendoli con altrettanti docenti reclutati in loco da soggetti privati. Con un notevole risparmio, dicevano i rappresentanti del popolo, che sarà utilizzato in parte per risanare il bilancio dello Stato e in parte per altre iniziative a favore degli italiani nel mondo.

La campagna elettorale era cominciata, e fra le iniziative a favore dei connazionali, vi erano, oltre a circa 600mila Euro per le associazioni, due milioni di Euro da destinare alla stampa italiana all'estero. E, scrivemmo anche, "non bisogna essere dei geni per intuire lo spirito di tanto amore per i giornali".

La proposta, che aveva riscosso il consenso dell'allora sottosegretario agli esteri on.le Mantica, Pdl, come è noto, non ebbe successo, tant'è che non passò in commissione. Ma ora, il senatore Micheloni, si ricordi, del PD, è tornato alla carica e con successo pare, visto che un suo ordine del giorno è stato discusso, nel corso della riunione trala Commissione Bilancioela Commissione Finanzae Tesoro del Senato dello scorso 20 dicembre, e accolto dal Governo.

"Un fatto molto grave che -dice il segretario generale della FLC Cgil, Domenico Pantaleo- non solo smentisce le recenti dichiarazioni del Ministro Degli Affari Esteri, ma rappresenta la deriva di una concezione neoliberista, ragionieristica e lobbistica della promozione e la diffusione della lingua e cultura italiana nel mondo.".

Si tratta di grave errore politico che mette gli operatori del settore gli uni contro gli altri, anziché costruire unità e consenso attorno a proposte efficaci per il rilancio della scuola italiana all'estero.

"L'obiettivo del senatore Micheloni - dice ancora Pantaleo- è di cancellare anche quel poco di intervento pubblico rimasto soprattutto in area Europea e affidarlo, per scopi facilmente intuibili, a soggetti gestori privati che di certo non soddisfano il principio costituzionale di gestione diretta, soprattutto nella fascia dell'obbligo, da parte dello Stato. "Richiamare gli insegnanti di ruolo che svolgono corsi di lingua e cultura italiana all'estero alla fine dell'anno scolastico 2011-2012 e a destinare i risparmi così realizzati al finanziamento degli Enti gestori dei corsi di lingua e cultura italiana all'estero che utilizzano insegnanti assunti in loco" non solo significa privatizzare un servizio pubblico ma condannare i nostri connazionali a rinunciare definitivamente al loro inserimento all'interno del nostro sistema nazionale di istruzione.

Desta quindi meraviglia - sottolinea il segretario nazionale della FLC Cgil- l'accoglimento di tale proposta da parte del Governo. Desta inoltre indignazione che tale proposta di privatizzazione provenga da un esponente di un partito che invece sulla scuola in Italia ha rivendicato, da sempre, la centralità dell'intervento pubblico in piena coerenza con il dettato Costituzionale.

Sostenendo tale ipotesi il senatore Micheloni abbraccia invece la tesi di privatizzazione sostenuta dall'ex sottosegretario onorevole Mantica del PDL. Sgomenta la posizione assunta dai rappresentanti del Governo che di fatto smentisce lo stesso Ministro degli Affari Esteri. Preoccupa l'affidamento di questo segmento dell'istruzione diretto agli alunni in obbligo scolastico a soggetti privati spesso inadeguati e non legittimati per legge a svolgere un servizio pubblico garantito invece dal nostro sistema scolastico nazionale.

I nostri connazionali residenti all'estero e le loro famiglie hanno bisogno di ben altro!

Hanno bisogno di sentirsi anche in campo dell'istruzione cittadini italiani. Al senatore Micheloni e ai sostenitori della sua tesila FLC Cgildice di finirla di utilizzare i temi dell'istruzione per fini tutti interni al mantenimento di un'altra lobby di cui non c'è certo bisogno.

Se gli enti gestori hanno difficoltà nell'esercitare la loro funzione -è la conclusione di Domenico Pantaleo- è altrove che debbono rivolgere le rivendicazioni economiche per sostenere i loro impegni. Sul riordino complessivo del sistema dei corsi e della scuola italiana all'esterola FLC Cgilè pronta a qualsiasi pubblico confronto di merito a cominciare con i parlamentari eletti all'estero. Ma per favore facciamola finita con i "trucchetti" da bassa politica!".

Tutto ciò per dire che forse il PD, alle prossime elezioni dovrebbe tener conto di quelli che saranno i futuri candidati in Italia e all'estero.

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