Caro Babbo Natale
Una bimba e la sua mamma - 21-12-2011
Caro Babbo Natale,
anche quest'anno ti scrivo per ricevere dei doni.
Mi chiamo Giulia e faccio la IV elementare in una bella scuola. A volte starei a casa volentieri con la mia mamma, ma poi penso agli amici e alle maestre ai giochi fatti insieme, alle discussioni ma anche alle tante cose che imparo, che la mia mamma dice mi serviranno da grande, e allora corro verso la mia scuola.
Nella mia scuola sono cambiate tante cose, da quando ci veniva mia sorella che ora fa la prima media. Quando sono entrata io avevamo due bidelle che ci aiutavano per andare in bagno o per trovare la giacca giusta all'uscita. Ora ne abbiamo mezza e al mattino la campanella la suona una delle maestre.
Solo tre anni fa con i miei compagni siamo andati al cinema, a teatro e nei musei e abbiamo parlato di tutto quello che abbiamo visto; due anni fa siamo andati in una fattoria per imparare come vivevano i contadini e come si fa il formaggio. Quest'anno abbiamo visto un filmato in classe e l'unico formaggio che vediamo è quello che ci danno in mensa (che oltretutto non è più buono come prima) e, se saremo molto fortunati, verrà un esperto in classe a spese dei nostri genitori.
La nostra compagna di classe venuta dall'Albania aveva un'insegnante che le spiegava come si dicono le cose nella nostra lingua, e per chi non riusciva a capire i numeri o le lettere a volte c'erano tutte e due le maestre in classe che li aiutavano.
Nella mia classe c'è anche Roberto, un bambino un po' speciale che l'anno scorso aveva una maestra tutta per sé e quest'anno sta un sacco da solo.
Insomma c'è meno tempo per tutti e per tutto.
Come se non bastasse, ora quando le maestre sono malate, non chiamano la supplente e ci portano in altre classi, noi non facciamo lezione ma nemmeno i nostri compagni che ci ospitano, beh questo dirò la verità capita molto spesso anche a mia sorella. I nostri genitori sono arrabbiati perché dicono che una brutta legge ci ha tolto le "compresenze" , chissà cosa sono.
Perfino il nonno è arrabbiatissimo perché dice che almeno avere i supplenti resta un nostro diritto e che chi non ce li fa avere va contro le leggi.
Mi piace un po' meno la mia scuola, anche se i compagni sono sempre allegri e mi diverto molto con loro. Ho capito dai miei genitori che hanno fatto di tutto perché anch'io avessi una scuola come l'ha avuta mia sorella: hanno protestato, hanno spiegato agli altri genitori la grande ingiustizia che stiamo subendo, ma non è cambiato nulla.
Per questo ho pensato che solo tu Babbo Natale puoi fare un grande dono: a tutti noi bambini porta un po' di soldi per la scuola, così avremmo più tempo, più bidelli, più aiuto per i bambini in difficoltà e forse anche la carta igienica. Facci avere almeno, sotto l'albero, i supplenti che ci spettano.
Tanti auguri.... Anche alla mia scuola, Giulia.

p.s.: papà e mamma mi hanno detto che questa volta la letterina, invece che sotto l'albero, devo spedirla al Dirigente della mia scuola, che poi ci pensa lui a fartela avere. Chissà perché poi... Comunque faccio come mi hanno detto.

Al Dirigente Reggente
dell'Ufficio Scolastico Regionale
per l'Emilia-Romagna
Stefano Versari
Al Dirigente Reggente dell'Ufficio IX
Bologna - USR Emilia-Romagna
Giuseppe Antonio Panzardi
Ai Dirigenti Scolastici
di Bologna e provincia
Al Presidente
della Repubblica Italiana
Giorgio Napolitano
e.p.c. Al Capo del Governo
Mario Monti
Al Ministro
della Pubblica Istruzione,
dell'Università e della Ricerca
Francesco Profumo
Al Sottosegretario
Della Pubblica Istruzione,
dell'Università e della Ricerca
Elena Ugolini
Al Sottosegretario
Della Pubblica Istruzione,
dell'Università e della Ricerca
Marco Rossi Doria
Al Presidente della Regione
Emilia-Romagna
Vasco Errani
Al Presidente della Provincia di Bologna
Beatrice Draghetti
Ai Sindaci dei comuni di
Bologna e provincia

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