I falsi partigiani dei giovani di ogni epoca
Claudia Fanti - 19-12-2011
Quando sento parlare in ogni dove di patto intergenerazionale con la ragione che dovremmo cedere a qualsiasi ricatto-manovra in silenzio, mi arrabbio e mi indigno: si fa presto a falsificare la storia del dopoguerra quando la memoria è corta. Il '68 perché esplose? Perché negli anni '70 anche noi giovanissimi di allora eravamo precari? Perché molti fra noi erano costretti a lavorare in nero con compensi da fame come ora? Perché i figli dei disgraziati erano espulsi dal percorso scolastico molto più di ora? Quanti furono che poterono permettersi l'accesso all'università? Quanti soprattutto al sud (ma non solo), fra i giovani, furono costretti a lavorare all'estero? Magari alla catena di montaggio di un'industria tedesca per poi tornare con un po' di spiccioli da convertire in studio? Quanti fra noi avevano il riscaldamento in casa e mangiavamo proteine?
Poi ci siamo laureati, abbiamo avuto impieghi non certo adeguati al titolo di studio conseguito a prezzo di sacrifici per le nostre famiglie e nostri... e a quel punto abbiamo avuto, poi mantenuto i nostri figli e spesso continuiamo a mantenerli a causa delle malefatte politiche non certo nostre! A questo punto che cosa ci sentiamo dire? Che se ci lamentiamo o facciamo sciopero, non pensiamo ai giovani, proprio noi che giovani non siamo stati, che non abbiamo certo sprecato denaro in festini, viaggi, master, auto di lusso, caviale e champagne...! Basta demagogia, basta assurdità, basta ai vari ministri che si succedono propinandoci le loro enunciazioni senza senso. Preferirei un "ci dispiace per il male che vi è sempre stato fatto dal potere".( Per molte di noi donne anche dal potere dei padri-padroni!). Preferirei un "ora paghi chi ha avuto privilegi". Ma questo rimarrà sempre e soltanto un sogno! Tuttavia sarebbe almeno opportuno che chi è al potere non sproloquiasse più sul patto intergenerazionale, e invece, desse spazio ai giovani con i fatti. Già sopporteremmo meglio tutto ciò che investirà noi e i nostri figli a breve.

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