Restiamo umani
Maria Antonia Stefanino - 14-12-2011
Restiamo umani era il credo di Vittorio Arrigoni, volontario italiano ucciso a Gaza. E' la prima voce di dentro che mi è salita alla gola sentendo le notizie dal baratro in cui stiamo precipitando. Ieri a Firenze ed in Belgio, ieri l'altro con un incendio in un campo rom a Torino, qualche tempo fa lo stesso avvenne a Ponticelli, con sempre più ravvicinata cadenza, il nostro tempo svela gli orrori verso i quali da tempo ci incamminiamo. La società degli individui che devono rispondere con "biografie individuali a crisi sistemiche" (Bauman) mostra i suoi lati ormai non più oscuri ma sempre più diffusi. A Firenze si spara su un gruppo di persone con diverso colore di pelle, in Belgio si lanciano granate contro una fermata di un bus. Nel primo caso si è rialimentato un orrore del passato, nel secondo sembrerebbe che non sia cosi e comunque mi ritorna in mente un articolo di Galli della Loggia di qualche anno fa che denunciava su "Style" un vento neo nazista nell'Europa del Nord con cellule nei più alti gangli della polizia proprio in Belgio. Se a questo aggiungiamo la strage in Norvegia del luglio di quest'anno, possiamo raccontare a noi stessi che trattasi di episodi isolati frutto di menti malate? Ed il sostegno che su internet corposo corre a costoro è anch'esso irrilevante perchè facile ricerca di visibilità, come sostiene qualcuno, o il tempo tritapensiero che viviamo ormai ci impedisce di vedere i nostri orrori quotidiani e solo la storia futura potrà restituircene tutta la barbarie?
Ho vacillato quando ho verificato come mi sembrasse trascorso un tempo infinito da quanto avvenuto in Norvegia ed è avvenuto solo qualche mese fa. Il far divenire tutto notizia da digerire fra un tg ed un bicchiere di vino a cena non lascia immune nessuno. Ogni giorno è sempre meno uguale all'ieri, ma noi ricacciamo indietro questo pensiero e corriamo come dannati per raccontarcelo quasi uguale, senza alcuna speranza che possa essere migliore e ingoiamo in fretta tutto quello che questo tempo ci passa. Ci è negato e ci neghiamo l'indugio, la riflessione, corriamo per necessità e per autoassolverci, per non guardarci dentro. Chi ricorda più la ragazzina nomade arrestata a Ponticelli, quale causa della collera collettiva che poi incendierà il campo rom, accusata di aver provato a sottrarre una bimba e che da Nisida ha sempre protestato la sua innocenza?.Qualcuno ha preso in considerazione che la giovane madre, fra l'altro abitante in una palazzina con suoceri e cognati vari, possa aver equivocato o adirittura come a Torino, per sottrarsi a reprimende per aver lasciato porte aperte e piccola incustodita, aver enfatizzato il tutto? Quanti progrom, stragi sempre meno episodiche impareremo a digerire senza chiederci perchè e perchè ora?
VI SCONGIURO AIUTIAMOCI A RESTARE UMANI.

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