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Piccoli rottamatori crescono
Giocondo Talamonti - 06-10-2011
Al pari dei fiorentini, anche noi ternani, che non ci facciamo mancare niente, non rinunciamo a coltivare "rottamatori" nell'orticello di casa nostra. Anzi, per dirla tutta, i nostri hanno facoltà che i toscani neppure si sognano: dispongono del dono della preveggenza, della divinazione.
E sì, perché riescono a percepire a distanza l'inefficienza della macchina amministrativa, nel senso che, pur avendo l'obbligo di partecipare alla gestione della cosa pubblica, fanno sparute comparse, fugaci apparizioni nei luoghi deputati a decidere le sorti della comunità cui appartengono.
Sull'esempio del protorottamatore Renzi, sindaco di Firenze, che ha aperto un dialogo provocatorio con l'avversario politico Berlusconi, i "rottamatori de noandri" hanno abbracciato, in mancanza di meglio, le tesi catastrofistiche espresse dai prelati locali sul futuro di Terni, ormai rassegnati ad una missione salvifica dell'economia del territorio, viste le difficoltà a traghettare le pecorelle in affidamento sui lidi più certi della spiritualità.
La lamentata assenza di idee, progetti, relazioni instabili (?) e proficue, non ha prodotto ancora, a quanto è dato sapere, alcuna proposta concreta, evidenziando pericolose falle anche fra i "rottamatori".
In attesa che il repulisti abbia avvio, che le proposte si concretizzino e che l'incompleto processo di crescita maturi, pare opportuno che i protagonisti di oggi si accontentino della definizione di "scassatori".

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