I Presidi fiorentini: dovrebbero capire ...
Corrado Mauceri - 26-09-2011
... che oggi, a fronte di un Governo irresponsabile, la scuola pubblica si difende anche con le occupazioni

Ieri l'atro i giornali locali hanno dato ampio spazio ad una lettera aperta di alcuni Presidi fiorentini che continuano a non voler capire che gli studenti sono cittadini al pari di tutti gli altri e che pertanto hanno pieno diritto di manifestare, nel modo che ritengono più opportuno (anche con le occupazioni), la legittima protesta contro la politica dei tagli alla scuola pubblica.

A fronte di un comportamento rinunciatario dei partiti di opposizione ed, ancora più grave, delle istituzioni democratiche, la protesta degli studenti può essere la scintilla capace a fare capire, anche ai presidi fiorentini, che la scuola pubblica è allo sfascio e richiede una forte protesta insieme a proposte alternative.

La scuola pubblica non può e non deve sopportare tagli; se si deve ridurre il debito pubblico, ci sono interventi alternativi: patrimoniale e riduzione drastica delle spese militari.

E' auspicabile pertanto che la protesta degli studenti si manifesti quanto prima e che possa coinvolgere i tanti sostenitori (finora a parole) del ruolo primario della scuola pubblica e gli stessi presidi firmatari della lettera aperta.

.La scuola pubblica non appartiene ai presidi, è un luogo pubblico di incontro di soggetti diversi dove tutti devono operare in funzione della formazione culturale e democratica degli studenti. Le occupazioni, se non scadono in atti di vandalismo, sono momenti di protagonismo democratico che i giovani hanno diritto di praticare e che la scuola-istituzione deve rispettare

Sinistra per la Costituzione- FdS auspica pertanto un forte impegno degli studenti nella lotta contro la politica di questo governo e denuncia questa opera di criminalizzazione preventiva che traspare nella lettera dei presidi fiorentini.

Il mondo della scuola, che non si identifica con i 18 presidi firmatari della lettera aperta, sarà con gli studenti perchè vuole soprattutto difendere la scuola pubblica!

Corrado Mauceri
Coordinatore di Sinistra per la Costituzione
24/09/2011


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 Giuseppe Aragno    - 26-09-2011
Condivido pienamente. Mi domando solo se la solidarietà dei docenti si ridurrà ancora una volta alle affermazioni di principio e alle belle parole, che lasciano il tempo che trovano, o sarà, infine, concreta e nelle scuole occupate, assieme agi studenti, ci saranno anche gli insegnanti, il personale Ata e i genitori. Le sconfitte subite dai movimenti di questi ultimi anni sono nate anche dall'isolamento degli studenti. Ci sono mille fronti di lotta e gli obiettivi comuni sono evidenti. Occorre saldare le lotte. Da questo punto di vista la difesa della scuola statale potrebbe essere il tratto d'unione, l'elemento unificante e decisivo di una battaglia di democrazia che nessuno può vincere da solo. Non è un percorso facile, ma non è l'unica via possibile.

 Corrado Mauceri    - 26-09-2011
Condivido pienamente quanto afferma Aragno; o si riesce a trovare un momento unitario contro la politica dei tagli o si contnueranno a fare generose battaglie, ognuno con le proprie priorità e le proprie posizioni, ma senza risultati concreti.

 Franco Labella    - 05-10-2011
Posso fare una modesta proposta?
Nelle scuole occupate (ma le preferirei libere perchè mi parrebbe leggermente contraddittorio parlare di legalità in scuole occupate) di tutta Italia si potrebbero organizzare conversazioni (non oso scrivere lezioni) sulla Costituzione aperte anche ai cittadini.
Magari chiedendo ai tanti costituzionalisti disponibili (non faccio nomi ma ce ne sono sicuramente per esperienza diretta) di parteciparvi con lo spirito giusto.
Sarebbe un'utile occasione non solo per smentire sciocchezze sesquipedali come il referendum per la secessione ma anche per far apprezzare la mancanza di un insegnamento specifico e per smontare la bufala di "Cittadinanza e Costituzione".
Qualche giorno fa ho seguito, da "intruso" interessato, gli incontri organizzati per i neo iscritti della Facoltà di Giurisprudenza della Federico II di Napoli ed ho avuto modo di apprezzare un contributo del prof. Massimo Villone, costituzionalista, che è riuscito in maniera chiara e coinvolgente a spiegare le tante castronerie legate alla c.d. "autodeterminazione dei popoli" , più chiaramente tentativo di secessione con cui i leghisti tentano di ammantare di praticabilità di quello che , come ha ricordato nella stessa occasione, il Presidente Giorgio Napolitano, è un reato perseguito già in passato con separatisti come Finocchiaro Aprile.
Si può fare, credetemi, basta trovare il tasto giusto e la modalità comunicativa adeguata.
Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia

 Giuseppe Aragno    - 05-10-2011
Labella dice cose giustissime e di gente in gamba come Massimo Villone, che, però, ahinoi, ce ne ha messo per uscire dal Parlamento, se ne trova certamente. Sulla legalità occorrerebbe forse una riflessione. C'è ormai un'evidente contraddizione tra "paese legale" e "paese reale" e tutti i regimi autoritari hanno una loro formale legalità, rispetto alla quale ciò che si fa per opporsi, dissentire o resistere è per sua natura "illegale". Comunque, sì, la proposta è valida e interessante e andrebbe sostenuta.