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Cambiare si può
Camera del Lavoro Bologna - 06-09-2011
CAMERA DEL LAVORO METROPOLITANA di BOLOGNA

Probabilmente mai, dal dopoguerra ad ora, il Paese si è trovato di fronte ad un momento così delicato e duro, come quello attuale. Non solo lavoratrici e lavoratori, pubblici e privati, che si vedono colpiti nel reddito e nei diritti così come, in tanti casi, nella sicurezza del proprio lavoro. Non solo pensionate e pensionati, davvero tanti con pensioni da fame e spesso dopo una intera vita di duro lavoro, che si vedono colpiti anche in quelle poche forme di protezione sociale che ne alleviano le condizioni di fragilità. E' infatti l'intero Paese che rischia di andare letteralmente alla deriva, ormai deprivato di un orizzonte anche minimo di sviluppo sia economico che sociale. A cominciare da un'intera generazione di giovani e ragazze - la generazione con il più alto tasso di istruzione che la storia umana ricordi - per la quale si prospetta un futuro di disoccupazione e di precarietà. E poi le famiglie, il vero ammortizzatore di cui dispone il Paese, sulle quali rischia di scaricarsi per intero la ricaduta dei tagli violenti al sistema di protezione.

E, come tutti sanno, è sulle donne in particolare che ricadrebbe l'onere maggiore, determinando dunque un'autentica regressione sia sociale che civile. E, per finire, la scuola e la ricerca pubblica, l'Università, cioè i luoghi della produzione del sapere e dello spirito critico, che andrebbero valorizzati come un patrimonio fondamentale del Paese e, invece, appaiono sviliti e colpiti nelle loro funzioni primarie. E' per queste ragioni che lo sciopero generale di martedì prossimo rappresenta, per noi, un atto straordinario di responsabilità e d'amore nei confronti del Paese, non solo un esercizio di tutela del nostro tradizionale ambito di rappresentanza. Per rovesciare quella manovra demenziale, proposta da un governo in ormai evidente stato confusionale e per indicare un'alternativa radicale possibile. Due i nodi centrali di quell'alternativa.

Far pagare chi può permetterselo, evasori e ricchi. Usare quelle risorse non solo per il risanamento, pur necessario, dei conti pubblici ma, soprattutto, per sostenere una prospettiva di crescita e di sviluppo in grado di generare nuova e stabile occupazione. Per prospettare quell'alternativa è preliminare, per noi, la cacciata di questo Governo. Non solo per l'evidente incapacità di gestire uno dei momenti più difficili della storia del Paese. E neppure per il segno dichiaratamente di classe, antisociale, che ne connota l'azione. Ma perché è pericoloso per la democrazia di questo Paese, per il prestigio e l'autorevolezza delle sue Istituzioni, per la tenuta degli equilibri che ne definiscono l'assetto costituzionale, sia formale che sostanziale. Basti, a conferma di ciò, quell'indegna proposta di mettere in discussione le festività del 25 aprile, del 1 maggio e del 2 giugno che sono scolpite nella coscienza più profonda e nella memoria collettiva di questo Paese. Per l'insieme di queste ragioni mi permetto di rivolgere un appello davvero a tutti e a tutte affinchè lo sciopero generale di martedì prossimo segni davvero un'occasione straordinaria di reazione, di impegno, di partecipazione.

Così, a Bologna, abbiamo inteso i nostri tre cortei e così abbiamo pensato la nostra manifestazione in Piazza Maggiore: l'iniziativa di un popolo grande e variegato che si rimette in cammino, per dire: basta. Cambiare si può.

Danilo Gruppi
Segretario generale CdLM-CGIL Bologna





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