La seconda Repubblica
Marino Bocchi - 31-07-2001
Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi , ha confermato il sì del governo Berlusconi all'abolizione della tredicesima disposizione transitoria della Costituzione che riguarda la proibizione del rientro in Italia dei regnanti di casa Savoia e dei loro discendenti maschi.
La posizione del governo è stata illustrata alla commissione Affari costituzionali del Senato, dove martedì è cominciata la discussione sul disegno di legge del centrodestra per il rientro dei Savoia. «Anche ai sensi della Convenzione europea per i diritti dell' uomo - ha detto il ministro - le condizioni di nascita non possono precludere né il rientro né l'esercizio dei fondamentali diritti democratici. Si tratta di una vicenda che dura ormai da troppo tempo e che richiede una tempestiva risposta da parte delle istituzioni e delle forze politiche».
Il primo firmatario, Pedrizzi di An: «Rispettare la nostra storia» (Corriere online del 31 luglio).
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Piu’ della Tremonti bis o del pacchetto dei cento giorni, piu’ del DPEF e dei pestaggi dei reparti speciali delle forze dell’ordine a Genova, questo e’ il primo vero atto politico del governo del centro-destra. In quanto tale, ha un valore emblematico di significato storico. Storace ha riscritto i manuali scolastici senza bisogno di convocare alcuna commissione di esperti, l’on. Berlusconi potra’ dire che e’ ora di voltar pagina, finalmente un capitolo si chiude, e i ragazzi di Salo’ potranno dormire in pace, avendo assolto al loro dovere, conciliati con quegli altri che dormono li’ a fianco, i loro coetanei che presero la via della montagna e si chiamarono partigiani. La guerra civile e’ finita. La seconda repubblica ha avuto finalmente il suo battesimo: la memoria storica puo’ andare in soffitta. Cio’ che e’ stato e’ stato. L’ex presidente Cossiga lo chiede da tempo: dimentichiamoci le stragi, mettiamoci una pietra sopra. Lo sapeva Primo Levi che sarebbe finita cosi’ e per questo si e’ gettato dalla tromba delle scale. A che vale sopravvivere ad Auschwitz, se un on. Pedrizzi qualsiasi un giorno o l’altro beffardamente ti dira’ che “rispettare la nostra storia” vuol dire far finta che non sia mai esistita? I Savoia e il grande capitale economico-finanziario italiano scelsero Mussolini per riportare all' ordine i pezzenti, poi lo scaricarono quando si accorsero che l’uomo aveva fallito allo scopo ma nel frattempo c’erano stati i tribunali speciali, l’esilio degli antifascisti, i morti ammazzati dalle squadracce, l’olio di ricino, i bombardamenti aerei, la Spagna, Hitler e la seconda guerra mondiale, le leggi razziali. Dopo aver firmato la resa, i regnanti fuggirono per salvare la pelle, lasciando l’esercito alla merce’ dei nazisti a porta San Paolo e a Cefalonia. Ma oggi Ernesto Galli della Loggia dice che in quel modo salvarono l’idea di patria e quindi e’ giusto che ritornino. Non lo capirono i padri costituenti che non per spirito di vendetta ma per marcare una discontinuita’ morale e ideale vollero introdurre la famosa disposizione transitoria. Per lo stesso motivo Sandro Pertini, che era persona umanissima, ordino’ la fucilazione di Mussolini. Perche’ nelle vicende di un popolo i simboli sono cio’ che sostanzia il dovere civico e il senso dello Stato, tantopiu’ quando affondano le loro radici in una legittimita’ storica condivisa. Da domani i pestaggi e le menzogne potranno essere finalmente distribuiti in modo gratuito e del tutto innocente. Nessuno ne chiedera’ conto. Che i morti dormano in pace e i vivi possano scorazzare a 160 all’ora lungo l'autostrada dell'oblio, il piu' lontano possibile da quell'alba del 9 settembre '43 in cui un anonimo convoglio di vetture lascio' Roma e l'Italia in mano alle SS senza combattere.

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