Sono un professore di sinistra e Berlusconi è un miserabile
Giuseppe Aragno - 23-04-2011
Due parole. Quante ne detta la coscienza e ne merita un provocatore sicuro dell'impunità. Solo due. Le devo a me stesso, alla mia vita di studi, lavoro e militanza. C'è un confine oltre il quale al diritto violato tocca il dovere della replica. E quel che costa, costa.

Sarete certamente d'accordo: un uomo ti è pari, se da pari ti affronta. Se invece ti colpisce quando non lo puoi colpire, è un volgare brigante da strada, un teppista e un cialtrone. Con le sue dichiarazioni pubbliche sui professori di sinistra, Silvio Berlusconi calpesta la mia dignità, facendosi forte del ruolo pubblico che ricopre e del potere che gliene deriva. Come posso difendermi? Quali strumenti ho per ottenere che mi chieda scusa? Per tutelare il mio onore e la mia dignità, posso solo dichiarare pubblicamente il mio sdegno: un uomo che si comporta come lui è un miserabile vigliacco.

Sfido a darmi torto: un vile, un uomo che approfitta del suo ruolo pubblico e del suo potere politico per offendermi, denigrarmi, infangarmi, sapendo benissimo che non ho i mezzi per difendermi, non ha la dignità morale per governare il Paese. Lo dico pubblicamente: le sue parole lo rendono incompatibile col ruolo che ricopre e indegno della mia stima e del mio rispetto. Fino a quando non si scuserà, ho il pieno diritto di dirlo: chi è ad un tempo potente e vigliacco mi disgusta e mi disgustano profondamente tutti coloro che gli danno man forte e lo giustificano. Li ritengo complici di un miserabile abuso.

Se in Italia gli uomini liberi, che hanno rispetto di se stessi e degli altri, non sono più tutelati nel loro onore e nella loro dignità, se le idee che un uomo professa possono esser impunemente additate al pubblico disprezzo dal Presidente del Consiglio, senza che i suoi ministri sentano il dovere di prendere le distanze e, se insiste, sfiduciarlo, allora non ci sono dubbi: questo Paese non è più libero e tutto ciò che mi resta da fare è denunciare apertamente la violenza che subisco. Finché non si scuserà pubblicamente, io pubblicamente dirò che Silvio Berlusconi è un prepotente, un uomo dappoco, un maramaldo che si dimostra vile e coi suoi comportamenti disonora le Istituzioni democratiche.

Dal "Manifesto" del 23 aprile 2011

interventi dello stesso autorediscussione chiusa  condividi pdf

 Francesco Masala    - 23-04-2011
Perfettamente d'accordo.
La strategia è "Muoia sansone con tutti i filistei", devo crepare, ma mi porto la società dietro, e come il pifferaio di Hamelin, tutti mi vengono dietro, senza neanche costringerli.
Il grande problema è che la resistenza a questa situazione è quasi sempre solo personale, è solo difesa, soli e deboli, senza una qualche idea di contropiede, come pugili all'angolo a prendere colpi, e basta.

 Mario Albanesi    - 01-05-2011
Caro professor Aragno, da qualche giorno, e nelle più diverse fasce orarie, va in onda dal Consorzio televisivo Teleambiente di Roma la sua lettera pubbblicata dal Manifesto, un po' accorciata perché l'editoriale che realizzo ha un tempo obbligato.
Inutile dire che sono perfettamente d'accordo su quanto c'è scritto.
Per vedere l'editoriale oltre alla messa in onda televisiva, basta cercarlo su google digitando: "La lettera Mario Albanesi".
E' presente anche su questi siti:
www.youtube.com
www.ambienteweb
www.libera.tv

Cordialissimi saluti, Mario Albanesi