Giù le mani dal disabile, giù le mani da chi non si può difendere
Lorenzo Picunio - 04-04-2011
Merita di essere sostenuta una legge di civiltà, la 517 del 1977, che inserisce i bambini e ragazzi disabili nella scuola pubblica, creando un'esperienza che ha arricchito migliaia di alunni disabili e milioni di alunni in genere, che hanno avuto l'esperienza formativa di crescere insieme a loro.

Lo diciamo al Ministro dell'Istruzione che asserisce, alla televisione pubblica, che qualcuno è troppo "largo" nell'assegnare certificazioni.

Quando insegnanti e famiglie combattono da anni per ottenerle, le certificazioni, e soprattutto per ottenere quegli insegnanti di sostegno che rappresentano la possibilità concreta di realizzare l'integrazione.

Prima, prima del 1977, c'erano le scuole e le classi differenziali, c'era una prospettiva che inseriva il bambino con disabilità in un tunnel magari ricco di buona volontà degli operatori ma destinato a perpetuare emarginazione.

Oggi va difeso, il bambino (ed anche l'adulto) con disabilità. Non va lasciato solo, gli vanno garantite le risorse necessarie perché possa esercitare tutti i diritti costituzionali. Anche per lui vale l'articolo 3 della Costituzione, quello sull'uguaglianza effettiva.

interventi dello stesso autore  discussione chiusa  condividi pdf

 Maria Grazia Provasi    - 10-04-2011
Tutto giusto, ma non è solo questo purtroppo! Fino a due anni fa avevamo un tempo prolungato in cui sitrovava il 'tempo' di valorizzare anche quei ragazzi con una diversa 'intelligenza', che magari non erano sto gran che in italiano e matematica, ma che disegnavano benissimo o avevano un notevole senso per la musica o erano atleti o con le mani creavanio piccoli capolavori. Inoltre gli insegnanti di lettere, matematica (come me) e inglese aveva la possibilità di fare il sostegno ed il potenziamento (non dimentichiamo che ci sono anche ragazzini che si annoiano ad aspettare che tutta la classe "abbia raggiunto gli obiettivi" ) completando le ore di sostegno, per quei ragazzi che le avevano o aiutando gli altri. Tutto questo è finito, ci hanno lasciato le 36 ore, ma aumentando lettere e matematica, senza però poter fare lavoro di gruppo, ma con 26-27 ragazzi, nella stessa classe (alla faccia dell'insegnamento individualizzato!), nessuna ora a disposizione (non si sa mai che lavoriamo troppo poco!) e in tutto ciò chi ci rimette sono i ragazzi, ma di questo al ministro della d-istruzione non importa nulla.