Apartheid ...
Lorenzo Picunio - 29-03-2011
Non è passato un secolo - erano gli anni Trenta - da quando dei proprietari terrieri della zona di Chirignago invitavano i contadini a non mandare i loro figli a scuola per evitare che si facessero strane idee sul loro futuro.
La Costituzione Repubblicana ha dato alla scuola pubblica quel ruolo di ascensore sociale che è il suo senso più profondo.
Oggi la scuola pubblica è sotto attacco. Viene accusata di essere ideologica, quando al suo interno convivono insegnanti di ogni posizione politica.
Si vuole abolire l'idea, scritta nella Costituzione, per cui «L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento».
Si vuole far passare un'idea barbara per cui i bianchi devono state con i bianchi, i rossi con i rossi e i neri con i neri. E che quindi anche l'istruzione vada parcellizzata dentro categorie, queste sì, ideologiche.
La gente ama la sua scuola pubblica. Un movimento ampio si è levato in questi giorni in sua difesa.
Tutti, di destra o di sinistra, hanno validi motivi perché l'istruzione pubblica, capitale fondamentale per tutti i cittadini del mondo, sia valorizzata.
Anche per motivi egoistici, nella vecchia Europa che può sperare solo nella ricerca e nell'innovazione.
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