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Articolo 41 in demolizione
Centro Formazione e Ricerca Don Milani - 01-02-2011
Il Governo del BungaBunga procede nella sua strategia demolitoria dei Diritti del Lavoro. E' di ieri la notizia che il Capo del Governo ha l'intenzione di manomettere l'ART 41 della Costituzione, l'articolo fondamentale che pone limiti alla ferocia del capitale, l'articolo che impone all'impresa, nella sua libertà d'azione, l'attenzione alla utilità sociale.

La scorsa estate il Ministro delle Finanze dichiarò a Rimini, applaudito dal popolo di Comunione e Liberazione, che non possiamo permetterci una legge come la 626, poi confluita nel Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro 81/2008, e questo quando ogni giorno muoiono sul lavoro almeno tre cittadini.

Il Ministro Sacconi pretende, attraverso una legge delega, e percio' senza discussione in parlamento, falcidiare di almeno il 50% le leggi in tema di Diritto del Lavoro, in primis lo Statuto dei Lavoratori. Meno legge, meno sanzioni, meno diritti.

Giorno dopo giorno il piano di demolizione va avanti, tutti i pilastri sui quali abbiamo costruito la nostra società vengono demoliti.

Un Governo che ha reso l'Italia lo zimbello del Mondo ha l'incredibile idea di mettere le mani nella Costituzione.

Facciamo attenzione: mentre pensiamo alle tette ed ai culi di stato qui ci stanno fregando tutti.

Quale sarà il limite oltre il quale ci decideremo alla ribellione?


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 Centro Don Milani    - 05-02-2011
dopo i Metalmeccanici, il Pubblico Impiego: il cappio si stringe attorno ai nostri colli ed il progetto, che comprende l’annullamento dei sindacati che veramente difendono i lavoratori, la manomissione dell’art 41 della Costituzione, il disinnesco delle leggi in materia di sicurezza del lavoro, l’affossamento delo Statuto dei Lavoratori, prosegue. Chi si crede al sicuro commette un grosso errore.

Accordo separato nel pubblico impiego - Cisl e Uil firmano, Cgil lascia

Cisl e Uil hanno firmato l'accordo con il governo sul salario di produttività. La Cgil non ha siglato l'intesa e ha lasciato il tavolo. Non hanno firmato neanche Cobas e Cisal. L'accordo firmato da Cisl e Uil, "è una presa in giro dei lavoratori" e per questo la Cgil non l'ha firmato, ha denunciato Susanna Camusso, leader Cgil, nella conferenza stampa che ha seguito l'incontro, annunciando che la Cgil chiederà la verifica sul 51% necessario alla validità dell'accordo. Una dichiarazione che ha innescato lo scontro a distanza: per il leader della Cisl Raffaele Bonanni le dichiarazioni di Camusso costituiscono "una caduta di stile".

"Il testo - ha detto tra l'altro Camusso - non affronta i problemi urgenti che abbiamo. La Finanziaria taglia il 50% dei lavoratori precari della pubblica amministrazione. Non si fa la riforma dell'amministrazione con il taglio della contrattazione nazionale (bloccata fino al 2013, ndr). Siamo di fronte a dei sindacati che corrono in soccorso di un governo un po' claudicante".

"Per la Cgil - aggiunge Camusso - la firma o non firma di un accordo è sempre nel merito delle questioni e la firma di oggi significa ridurre le risorse, non votare le rsu e mettere una pietra sopra ai precari. (da Repubblica on line)