Non possiamo restare in silenzio
Maria Palumbo - 09-12-2010
I docenti del liceo classico "A. Pansini" di Napoli, autoconvocatisi, riflettono sui motivi del loro disagio di cittadini e di insegnanti.
Nella nostra cittą pare si siano dati convegno gli eventi pił sconvolgenti degli ultimi tempi, con riflessi negativi sulla civiltą antica e moderna: Pompei crolla sulle macerie della scuola pubblica. Mai come ora il disprezzo nei confronti della cultura sta rendendo ignorante e povero il nostro paese, erodendo gli spazi intellettuali e materiali dell'azione educativa.
Noi docenti non possiamo restare in silenzio.
Mentre nelle aule delle scuole prepariamo i ragazzi al loro futuro e nei monumenti conserviamo il loro passato, i cumuli di spazzatura assediano le strade dei cittadini e paralizzano le coscienze dei nostri studenti.
Ẻ sempre pił difficile per noi insegnare loro a guardare in alto!
Nonostante tutto questo, noi continueremo a svolgere il nostro compito, esprimendo con forza dissenso verso la politica di smantellamento della scuola pubblica e del patrimonio artistico, culturale, paesaggistico.
Noi contestiamo:
- I tagli alla scuola pubblica che comportano la riduzione delle attivitą di recupero e potenziamento ed il forte impoverimento dell'offerta formativa nelle scuole superiori
- L'inevitabile sovraffollamento delle aule oltre i limiti consentiti dalle norme sulla sicurezza
- L'impossibilitą a seguire adeguatamente i bisogni specifici di alunni disabili
- La riduzione del 70% della Finanziaria 2011 dei fondi per il diritto allo studio, a vantaggio delle scuole private e paritarie per le quali non č stato previsto alcun taglio con il reintegro di 245 milioni di euro in precedenza cancellati
- Il progetto ministeriale di sperimentazione della valutazione degli insegnanti a fronte del blocco del contratto nazionale di lavoro e degli scatti di anzianitą fino al 2013. Tale sperimentazione creerebbe di fatto forme di conflittualitą all'interno del corpo docente, laddove, invece, la scuola rappresenta un'unica comunitą educante, volta a trasmettere valori di unitą e solidarietą.
- La riforma dell'Universitą che comporterą un ulteriore impoverimento dell'offerta formativa e della ricerca
- L'inserimento di soggetti privati nel mondo dell'istruzione e della ricerca che condizionerą la formazione sulla base di logiche di mercato
- Il mancato rispetto degli artt.3, 33 e 34 della Costituzione, che garantiscono l'uguaglianza dei cittadini ed il diritto ad un'istruzione pubblica, laica, democratica, aperta a tutti.

Ma noi continueremo a:
- Insegnare la legalitą come espressione di principi etici fondati sulla dignitą dell'individuo e del cittadino
- Educare agli ideali di solidarietą in quanto cittadini del mondo
- Trasmettere il rispetto dei principi democratici sanciti dalla Costituzione
- Educare alla conoscenza ed al rispetto del territorio inteso come patrimonio artistico ed ambientale, contro il disprezzo e l'incuria delle istituzioni
- Sviluppare autonomia di pensiero e senso critico
- Valorizzare l'attualitą dell'humanitas
- Costruire un futuro che non prescinda dalle nostre radici


Nonostante tutto, crediamo fortemente che i monumenti di Pompei non siano "quattro pietre", ma preziose vestigia del passato; siamo convinti che la nostra cittą, ricca di cultura e di storia, non possa essere ridotta a una discarica a cielo aperto e che la scuola debba servire a rifondare una nuova agorą, come luogo libero di partecipazione, confronto democratico, condivisione: una vera "Nea Polis".

Documento del Liceo Pansini di Napoli

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