Un poliziotto si scusa: lezione di democrazia
Francesco Paolo Oreste - 30-11-2010
In senso lato, anche questa è scuola. Una lettera aperta e un'intervista rilasciate al "Fatto Quotidiano" da Francesco Paolo Oreste, consigliere comunale di Boscoreale e poliziotto, che ha partecipato ai violenti scontri tra polizia e manifestanti antidiscarica a Terzigno.
Il profilo è alto, il tema è la democrazia, il maestro veste significativamente una divisa e la lezione tocca corde profonde. L'aula immensa è il Paese.
In tempi così bui, è come sentire la voce della storia e quella severa dei "padri fondatori". C'è il cammino che un popolo ha compiuto dai monti partigiani ai diritti che la Costituzione afferma e difende, come principi fondanti della civile convivenza.
All' ordine del giorno pone la questione fondamentale dell'obiezione di coscienza e del diritto di dire no, di opporsi a ogni forma di illegalità, anche a quella di Istituzioni snaturate da pratiche autoritarie.
E' un gesto esemplare di coraggio e di conciliazione, un modello positivo da proporre ai giovani, mentre nel Paese la politica volutamente cerca lo scontro e ricorre alla violenza, è un ammonimento nobile e severo: il filo che unisce governanti e governati potrebbe spezzarsi, ci dice. Occorre impedirlo. Costi quel che costi.

La Redazione



Lettera aperta di Francesco Paolo Oreste

Qualcuno deve scusarsi con Carla, comincio io.
In realtà meriterebbero delle scuse anche Angelo e tanti altri, ma per colpirti alle spalle non c'è bisogno di guardarti negli occhi, per colpire Carla sul naso invece qualcuno ha dovuto farlo per forza.
Mi scuso a nome di tutti quelli che indegnamente indossano la mia stessa divisa.
Io, quando ero piccolo, sognavo di fare il paladino della giustizia poi, da grande invece volevo semplicemente mettermi al servizio della speranza in un mondo migliore.
Altri, evidentemente, non sognavano, e sono rimasti piccoli, piccoli, così piccoli da non conoscere la differenza tra servitore e servo, piccoli e con la schiena curva, Carla, tanto da non arrivarti agli occhi, né al cuore, altrimenti non ti avrebbero mai colpita sul naso.
Mi scuso a nome loro.
Mi scuso a nome di tutti coloro che potevano trasformare in diecimila le mille persone che erano intorno a te a manifestare pacificamente. Con loro, i dieci lanciatori di pietre sarebbero diventati dieci su diecimila, ieri, invece, erano solo dieci su mille. Gli altri novemila hanno lasciato che Tu fossi lì da sola a subire, oltre la beffa, il danno.
Mi scuso a nome loro.
Mi scuso a nome di chi continuava a lanciare sassi ed ignoranza contro un nemico che non conosceva mentre tu ci dicevi che quei sassi "sporcavano" la tua protesta, erano altro da te e dal tuo no. Mi scuso a nome loro.
Mi scuso a nome di tutti i diritti che ti sono stati negati. Mi scuso per il tuo diritto alla salute, per il tuo diritto a dire pacificamente no, per il tuo diritto a vivere, sperare, esserci, parlare, vedere, ridere, sognare, andartene di sera in giro con il tuo ragazzo a divertirti e a crescere. I tuoi diritti si sono fatti derogare da leggi e decreti, senza opporsi, senza ricorsi. Ti hanno lasciata li', al posto loro.
Mi scuso a nome loro.
Mi scuso a nome della Verità che si è lasciata pagare come una meretrice, che si è lasciata interrare come un escremento, che si è lasciata scaricare e seppellire come il più tossico dei rifiuti, che ti ha lasciato lì da sola a gridarne il nome e le ragioni.
Mi scuso a nome suo.
E infine, senza meno, mi scuso a nome mio, che dinanzi alla rabbia ed alla vergogna mi ero rifugiato nel silenzio.
Mi scuso a nome mio.

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A Terzigno un poliziotto con i manifestanti ."La seconda discarica è illegale e criminale".

C'è un poliziotto tra i blocchi stradali di Terzigno. Un poliziotto che sta dalla parte dei manifestanti. E' in prima linea al fianco dei comitati civici contro l'apertura della seconda discarica nel Parco Nazionale del Vesuvio. E critica severamente "l'uso sproporzionato della forza da parte dei miei colleghi: ho assistito coi miei occhi a scene di violenza inenarrabili". L'agente anti-discarica si chiama Francesco Paolo Oreste, ha 37 anni ed è in polizia dal 1997. Attualmente lavora nei servizi
investigativi e di polizia giudiziaria del commissariato di Pompei. Da due anni e mezzo è consigliere comunale del Pd a Boscoreale. Ha fondato un'associazione, 'Eureka', che organizza iniziative culturali e presentazioni di libri.
Che giornate sta vivendo?
"Vivo da barricato".
Qui è pieno di barricate.
"Le barricate ce le hanno create intorno lentamente. Un muro di gomma formato in due anni di silenzio. Le proteste non sono iniziate ora: accogliemmo il decreto del 2008 con responsabilità, senza scendere in piazza, ma cercando di dialogare, di esporre le nostre ragioni. Il problema è gran parte dei sindaci di questo territorio è del Pdl. Dovevano essere loro a tradurre le nostre istanze, ma si sono fidati delle promesse verbali del governo del Pdl. Il governo, attraverso i suoi rappresentanti come Guido Bertolaso, diceva loro informalmente che aprire uno sversatoio nel Parco era una soluzione temporanea, che non sarebbe stato conferito il tal quale ma solo rifiuto trattato, che Cava Vitiello non sarebbe stata aperta. Con questo governo ci volevano invece impegni scritti".
Parla l'esponente del Pd o il cittadino-poliziotto? Ora la protesta si è inasprita, ci sono stati degli scontri, dei feriti: di chi è la colpa?
"Ora parla il poliziotto. E il poliziotto Oreste dice che i cittadini stanno manifestando correttamente il loro dissenso. Se dieci facinorosi qualificano migliaia di dimostranti come facinorosi, allora anche un massone nel governo qualificherebbe il governo come massone. Quanto ai feriti, non ho visto da parte della polizia un uso della forza proporzionale alla resistenza dei manifestanti".
Ha letto le dichiarazioni del capo della polizia Manganelli? "Siccome si deve sversare, faremo in modo che sia possibile anche se dovesse costare l'uso della forza".
"Manganelli, nomen omen. Parole che sono benzina sul fuoco. Come fa un tutore della legge a non partire dal presupposto giuridico di un uso proporzionale della forza? Se si manganellano le persone sedute per terra. Non si può usare la violenza contro la resistenza passiva, altrimenti si diventa uno strumento del governo incapace di risolvere i problemi attraverso le soluzioni politiche. Invece si preferisce accomunare dieci facinorosi a mille dimostranti pacifici per poter così reprimere tutto il dissenso, violando il diritto costituzionale alla protesta".
La seconda discarica è prevista dalla legge.
"La seconda discarica è comunque illegale e criminale. Lo dicono la commissione europea e la Costituzione. Piazzarla vicina ai centri abitati è un attentato al diritto alla salute. Anche il lodo Alfano era una legge. Ma era incostituzionale ed è stata bocciata".
Le è mai capitato di dover obbedire a ordini che riteneva ingiusti? In fondo i poliziotti in tenuta antisommossa a Terzigno stanno eseguendo degli ordini.
"Ho lavorato allo sgombero di piazze occupate.Se mi chiedessero di interrompere una manifestazione della quale condivido
i valori, obbedirei comunque. Perché sono un servitore dello Stato. Ma non un servo. E sgombererei secondo i crismi della legge e della Costituzione.
Quindi se trovo persone sedute, le sollevo e le sposto: non potrei certo caricare ragazzine inermi e sedute su un muretto come ho visto fare durante le proteste di Terzigno: a una ragazzina hanno spaccato il naso
".
Lei ha assistito anche a questo?
"Ho assistito, abbiamo assistito a cose inenarrabili. Ho visto, abbiamo visto lacrimogeni sparati ad altezza d'uomo, uno poche ore fa ha colpito alla testa il mio dentista che passava da lì, hanno suturato la ferita alla nuca con dieci punti. Se da poliziotto nel corso di un arresto lasciassi un livido sulla coscia di uno spacciatore di droga, quello mi denuncerebbe e rischierei di passare un guaio. Qui invece si sta derogando a tutto. Come amministratore comunale ho aderito a un documento col quale chiediamo che cessino le violenze contro le popolazioni, che sono intollerabili".

Fonte: rednest da "Il Fatto Quotidiano"

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