Gli adulti dimenticati
Franco Buccino - 02-11-2010
Parallelo all'avvio dell'anno scolastico parte anche il percorso dell'educazione degli adulti (Eda). Percorso attuato dai centri territoriali Eda presso alcune scuole pubbliche e da associazioni di volontariato e promozione sociale, università popolari e della terza età. E sono sempre più proprio gli anziani i destinatari di tali iniziative.
I centri territoriali, che poi significa l'istruzione pubblica, vivono la stessa crisi delle scuole: tagli di organici e di risorse finanziarie. Non va meglio alle associazioni che si interessano di formazione degli adulti, perché da una parte sono vittime del drastico ridimensionamento delle spese per lo stato sociale, dall'altra sono oggetto di un diffuso pregiudizio culturale di tanti secondo i quali spendere per istruire adulti e anziani è inutile, al più un lusso che non possiamo permetterci soprattutto in tempo di crisi. Magari sono gli stessi benpensanti che si scandalizzano del fatto che per la gente le case dei grandi fratelli siano più importanti delle discariche di Terzigno. E, in ogni caso, dappertutto si sa, men che da noi, che soprattutto in tempi di crisi e di difficoltà economica il sistema della ricerca e dell'istruzione va sostenuto e arricchito, anche per trovare soluzioni alla crisi stessa.
Nella nostra città langue l'istruzione e l'educazione. E si vede. Immaginate per un attimo Napoli trasformata nella "città che apprende", un luogo nel quale tutti siamo coinvolti in un progetto di formazione. Napoli trasformata in una "città che apprende" sarebbe in grado oggi di far fronte a tanti problemi che l'attanagliano. Sceglierebbe e imporrebbe la raccolta differenziata, più che fare le barricate davanti alle discariche; farebbe rientrare il deficit sanitario e contemporaneamente metterebbe fine ai loschi affari del settore; sceglierebbe servizi sanitari territoriali prima che ospedali.

Articolo pubblicato sull'edizione napoletana di Repubblica il 31 ottobre 2010
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