Non è vero ma ci credo
Gianfranco Pignatelli - 20-08-2010
Le rosse - recita un luogo comune - portano male. Non ci credete? È solo superstizione? Allora stiamo ai fatti. Siena, vigilia del Palio dell'Assunta, contrada - manco a dirlo - della civetta. Un turista francese partecipa alla rituale cena che precede la competizione quando, puntuale, la festa si tramuta in dramma. Da un balconcino si stacca un supporto in pietra che cade, giusto giusto, sulla testa del malcapitato turista. Morto. Eppure la ministra Michela Vittoria Brambilla, detta "la rossa", lo aveva detto chiaro e tondo. Il Palio va eliminato. Porta male, uccide. Lei per certo - sussurrano in tanti - neanche porta bene. Sì, la sortita era una boutade estiva, lanciata per guadagnare la ribalta della cronaca. Intanto, il sospetto che la rossa porti iella si concretizza.

La prossima volta, cara ministra, guadagni spazio in altro modo. A suo modo, magari. Per esempio esibendo le autoreggenti che la hanno resa (sic!) celebre. Oppure coinvolga uno dei pochi italiani che ancora crede in lei. E ci crede talmente tanto da averle affidato il dicastero - manco a dirlo - del turismo, e le fa da speaker per commentare il Belpaese da cartolina. La nostra Italia mal governata e pure assai sfigata. Tanto disgraziata da indurre proprio lei, la rossa nazionale, a preferire per le sue vacanze la Francia. Giusto dopo aver esortato gli italiani a restarsene in Italia: vuoi per i suggerimenti, vuoi per gli stenti che arrivano dal suo governo.


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 Cristiana Fiamingo    - 24-08-2010
Caro signor Pignatelli,
indipendentemente dalla fazione politica e dai retroscena della boutade brambillesca, sono d'accordo con la fine di palii e corride. Nei primi anni '80 ho imparato a cavalcare a Castiglion Fiorentino, dove un anziano tenutario di un maneggio aveva accolto i cavalli "smessi" dal palio. Il cavallo che aveva scelto per me era la Banditella: camminava di traverso, come una iena. Nella sua trachea, come in quella degli altri c'era un buco. Mi ci aveva fatto mettere il dito dentro per provarmi che quel che denunciava era vero: era destinato ad accogliere un erogatore di ossigeno per pomparlo nei polmoni nel momento in cui la fatica avesse rallentato quegli animali durante le gare. L'eccesso di ossigeno finiva per rovinarne le capacità cerebrali. Ero ragazzina allora, non so se le cose siano cambiate, ma so del doping, degli interessi economici che stanno dietro a quella forma di sfruttamento di creature che non possono parlare per sé. Se le sue rimostranze vogliono essere a sostegno di una tradizione e le implicazioni negative della sua riproduzione, non sono affatto d'accordo e benvenga Brambilla, quale che sia il motivo della sua posizione
Cordialmente
Cristiana Fiamingo

 Lorenza Marulli    - 26-08-2010
Signor Gianfranco, la Brambilla non fa simpatia neanche a me, ma le dobbiamo che è stata l'unica ad occuparsi delle botticelle di Roma e di quella tradizione tanto violenta quanto crudele e che si chiama palio. E il fatto che qualcuno faccia riflettere su tradizioni che non hanno niente di retaggio culturale ma molto di retaggio barbarico è cosa buona e giusta. Anche se si tratta della Brambilla (e poi il fatto che rispetta gli animali me la fa apparire meno antipatica politicamente e più umana).
Cordiali saluti.
Lorenza Marulli

 Giuseppe Aragno    - 31-08-2010
Sono per una difesa a oltranza degli animali, di gran lunga più umani degli esseri umani, ma non m'incanta l'umanità disumana di un difensore d'ufficio come la Brambilla. Il suo amore improvviso per i cavalli senesi non basta a cancellare l'indifferenza complice e disumana con cui madamigella accetta le scelte feroci del governo di cui fa parte. Viva i cavalli, quindi, ma, sia chiaro: ABBASSO LA BRAMBILLA!