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Io a Montelupone c'ero
Giocondo Talamonti - 06-08-2010

In tempi come questi, fra crisi, incertezze, paure e precarietà, partecipare a una manifestazione sportiva che non crei stress o competitività, è come stendersi su un'amaca fra due palme di un'oasi. E' l'ambiente ideale per far pratica di virtù, prima che di muscoli. Correre o camminare, trotterellare o sostare sono tutti verbi coniugabili con la marcia intesa non solo nel senso dell'esercizio fisico, ma ancora di più nella opportunità di scambiare con gli altri amici opinioni, idee, riflessioni sui tormenti e le gioie di ogni giorno.
Il successo della FIASP e la soddisfazione dei suoi iscritti nasce dall'esigenza collettiva di sentirsi affiancato nella marcia da qualcuno; qualcuno che, senza interrogarlo prima, sai essere disponibile a sostenerti, nel caso facessi troppa fatica e che vuole conoscerti, parlarti, così come sarebbe naturale che fosse nella quotidianità.
C'è un messaggio implicito nella marcia, rappresentazione della vita: corse, pause, cadute, camminate, equilibri incerti e passi sicuri s'alternano su percorsi che sembrano lunghissimi, ma che si vorrebbe, anche, non finissero mai.
A differenza delle fatiche esistenziali, vissute nell'eterno conflitto fra gli uomini, il marciatore può contare sull'assenza di parametri costrittivi, quali il tempo, lo stile di marcia, l'assillo di arrivare prima degli altri. Concentrato su se stesso, il marciatore FIASP affronta la strada senza forzature, guardandosi attorno per apprezzare, con la natura che lo circonda, la complessità di chi gli è a fianco, esercitando, con tale disponibilità, una pratica di solidarietà di cui tutti abbiamo bisogno per sentirci partecipi della medesima sorte.
E' tutto qui il segreto della marcia e qui risiede la voglia di partecipare. Ci sono realtà organizzative all'interno della FIASP, che riescono meglio di altre ad esprimere queste esigenze e il Gruppo Podistico AVIS di Montelupone è fra queste. Già nel titolo della sua Corsa annuale "Corri con noi e vai come vuoi", non a caso alla sua 31° edizione, riassume lo spirito fiaspino come meglio non potrebbe. La solidarietà e la fratellanza si colgono anche nel progetto di sostegno alle donazioni di sangue, giunte a 309 quest'anno. Come ogni creatura sana e ben formata nello spirito e nel corpo, l'AVIS di Montelupone è stata allevata con cura e soprattutto con amore. Ci ha pensato Pierluigi Ferramondo a fornirle le vitamine giuste, consegnandola agli attuali organizzatori vigorosa e piena di prospettive future. Pierluigi l'ha fatta crescere affiancandole altre sorelle: Maserà, Marlia, Mantova e Monteforte. Una sola famiglia, unita, ancorché sparsa su cinque province. Un sodalizio interregionale, denominato "5M" che ha fatto la storia del podismo, un modello "esportabile" che testimonia come non esistano frontiere alla voglia di aggregazione, di conoscenza e di fratellanza.
Ora trentenne, a seguirne gli sviluppi c'è Franco Foglia, ma quella che per Ferramondo resta la sua creatura, gli sarà debitrice perenne del medesimo amore.

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