Ma quale sindacato...... questo ormai è solo patronato!
Libero Tassella - 24-02-2010
Resto sempre più convinto che i sindacati facciano iscritti o li mantengano non, come dovrebbe essere, sulle e per le loro posizioni politiche, sulle idee che riescono a mettere in campo, sulla strategia, sulla loro capacita di aggregare e di lottare, bensì quasi esclusivamente sul patronato e questo patronato è ormai esercitato in un regime di assoluto monopolio dalle centrali e dalle centraline sindacali. Un patronato in effetti, a totale carico dello Stato, fatto da professionisti della burocrazia vecchia e della nuova online.
Oggi l'adesione ad un sindacato è quasi sempre dovuta a un motivo spurio, o all'assistenza o a un voto (RSU) per la distribuzione di risorse aggiuntive nella scuola di servizio, ecco perché li cominciamo ad avvertire ormai così distanti, o contigui all'amministrazione medesima nell'elaborazione di pastrocchi amministrativi/ burocratici e/o contigui alla cogestione dei fondi con l'amministrazione periferica.
La crisi del sindacato scolastico è nel medesimo, incapace di rimodernarsi e di rimodularsi purtroppo, con la presenza di questo governo, tranne qualche rarissima eccezione, ormai la crisi è fin troppo evidente.
I recenti episodi di frazionismo, di annunciare un'opposizione e in pratica non praticarla, mi hanno fatto tanto pensare a quei socialisti che tra il 1920/22 pensavano di fare la rivoluzione in Italia, dichiarandola solo nei loro accesi comizi, raccontando quello che i bolscevichi avevano fatto qualche anno prima in Russia.
Che dire poi di chi scambia l'assemblea sindacale per una forma di lotta, abbiamo dovuto assistere anche a queste forme di strabismo politico !
Siamo sconfortati, questo sindacalismo ormai è debolissimo e se non riesce a trovare in se stesso la forza del cambiamento, sottoponendo, ad esempio, la rappresentatività al voto, se non trova il coraggio di aprirsi alle nuove classi dirigenti, se trova il suo motivo di esistere solo nel sopravvivere, notate le immarcescibili classi dirigenti si auto riproducono sempre uguali a se stesse con gli stessi volti, vedi i recenti congressi; ormai siamo arrivati veramente alla fine, se poi aggiungete che c'è qualche forza sindacale minoritaria che fa la grancassa a chi vorrebbe legificare in toto il nostro stato giuridico, temo che i tempi siano maturi per una totale contestazione ai sindacati, che credo non tarderà a venire.
Tutti ci auguriamo una contestazione radicale al sindacalismo burocratico, una contestazione profonda come quella degli anni ottanta anche se gli insegnanti italiani sono antropologicamente cambiati in questi anni, e i sindacalisti si sono man mano adeguati, basti vedere la metamorfosi di un sindacato nato vent'anni fa, sull'onda lunga di quella contestazione, e ora è perfettamente integrato al e nel sistema; ma l'esperienza mi ha insegnato che gli insegnanti dormono per venti , trent'anni anni ma poi alla fine si risvegliano, messi davanti alle contraddizioni e ai problemi.
La via individualista è perdente, quella sindacale ormai è sempre più inefficace . Essa ormai va da un estremo consolatorio, descrittivo dell'esistente, ( le assemblee sono delle conferenze di servizio, in cui ci dicono come stanno le cose) al puro velleitarismo,ci auguriamo che i sindacati si modifichino la loro struttura e siano capaci di acquistare credibilità nella categoria;, la vostra credibilità non è compilare un modulo di trasferimento al vostro iscritto, dopo un appuntamento, dietro una scrivania e con esonero dall'insegnamento

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 Francesco Buzzolino    - 28-02-2010
caro collega,
tu scrivi con la mia penna ....................! ! Quello che tu sostieni è sacrosanto . Ti dirò che già dal primo governo Berlusconi qualcosa nel sindacato è cambiato. Purtroppo ci sono ancora troppi interessi personali per moltissime persone, dagli esoneri, ai rimborsi, ai privilegi di ogni genere. Ogni struttura si coltiva il proprio orticello e ci si accontenta di fare informazione . Nessuno propone niente... Come se oggi tutto andasse per il meglio.
Bisognerebbe organizzare, alla Beppe Grillo, una sorta di V.Day, scendere in piazza e bruciare tutte le tessere. Potremo chiamarlo "Falò Day".
A presto !

 oliver    - 04-03-2010
Vorrei ricordarti che di questo passo distruggiamo le ultime resistenze contro una destra che avanza che colpisce le fasce più deboli (vedi art. 18).
Ho l'impresssione che queste affermazioni servano a chi ha voglia di far vincere l'arroganza e il populismo.