Come possono i giovani diventare veri cittadini senza studiare il Diritto?
Amanda Cossovel - 16-02-2010
Trovo davvero incomprensibile e deprimente questo silenzio dei media, nessuno escluso a parte quale sito internet del settore, in merito della riduzione degli insegnamenti del diritto e dell'economia nella scuola superiore italiana.
L'opinione pubblica in questi giorni si è concentrata sui tagli orari subiti da altre discipline ma si sta ignorando, mi chiedo se volutamente, il destino subito dalle materie giuridico-economiche che, in seguito alla riforma Gelmini, saranno insegnate solamente nei bienni delle scuole tecniche e professionali e in alcuni trienni delle medesime scuole, mentre fino ad oggi in quasi tutti i trienni degli isituti tecnici tali insegnamenti non erano mai stati eliminati. Lo studio del diritto continuerà invece ad essere del tutto assente nei licei e sarà addirittura eliminato, appunto, in alcuni trienni degli istituti tecnici.
Chiediamoci allora perché gli studenti del liceo, futuri ricercatori, ingegneri, medici, scienziati o artisti, non devono studiare diritto ed economia? Perché non si dice chiaramente che si vuole negare ai giovani quella riflessione più approfondita che queste due materie permettono? Perchè non si dichiara esplicitamente che non si vogliono creare veri e consapevoli cittadini di un mondo globalizzato? Forse perchè lo studio del Diritto e dell'economia forma i cittadini e dunque anche i futuri elettori? Forse perchè nessuno vuole che i giovani sappiano decifrare le promesse elettorali e valutare l'operato dei governi?
Alla luce di tutto ciò, io, docente precaria di tali materie da dieci anni, docente per scelta, proprio per portare ai giovani di ogni grado di scuola questo senso di responsabilità e cittadinanza di cui sto qui scrivendo, mi chiedo perchè sia calato il silenzio su questa vicenda.
Queste discipline sono insegnate da circa vent'anni nei bienni delle superiori con l'esplicito obiettivo di fornire ai futuri cittadini una preparazione che li metta in grado di agire consapevolmente in una democrazia, facendo loro studiare tematiche quali, ad esempio, il contenuto della nostra Costituzione, il ruolo delle organizzazioni internazionali e dell'UE, il funzionamento dei mercati e dei sistemi economici. Secondo quanto previsto dalla riforma, tale obiettivo sarà ora invece raggiunto tramite l'insegnamento della nuova disciplina Cittadinanza e Costituzione, nulla di più assurdo.....Quali docenti di storia avranno infatti il tempo materiale, e le adeguatamente approfondite competenze, per inserire una trattazione giuridica così ampia nelle loro due ore di insegnamento settimanali?
Non me la sento di rispondere, lo scoraggiamento di fronte a questa situazione è molto, non mi toglie la voglia di protestare ma mi chiedo se tale protesta sarà mai ascoltata...



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 Franco Labella    - 21-02-2010
Non si può non sottoscrivere la appassionata ed amara analisi di Amanda.
Un sola precisazione su quanto lei scrive: non c'è e non ci sarà alcuna disciplina chiamata "Cittadinanza e Costituzione".
"Cittadinanza e Costituzione" è un esempio mirabile di comunicazione falsa ed ingannevole dell'attuale maggioranza.
Tanto da aver portato Galli della Loggia, sul Corriere della Sera di qualche mese fa, a scrivere che in tutte le scuole italiane, già da quest'anno scolastico, sulle pagelle ci sarebbe stato un voto per "Cittadinanza e Costituzione".
Il Ministro Gelmini, con una conferenza stampa televisiva dell'agosto 2008, aveva trionfalmente annunciato una "disciplina autonoma con valutazione autonoma che non sarebbe stata la riedizione della educazione civica".
Ci siamo cascati in parecchi.
Con una totale e non pubblicizzata marcia indietro, lo stesso Ministro Gelmini ha annunciato , al Corriere della Sera che si è occupato di "Cittadinanza e Costituzione" , che "non ci sarà mai una disciplina autonoma con valutazione autonoma".
Come Coordinamento nazionale dei docenti Diritto e Economia avevamo chiesto, nelle memorie depositate durante le audizioni del 24 novembre scorso presso le VII Commissioni di Camera e Senato, la istituzione di una disciplina autonoma con valutazione autonoma.
Così non è stato e basta guardare i quadri orario del riordino pubblicati per rendersene conto.
Che l'operazione di confusione e mistificazione fosse di proporzioni gigantesche lo si capisce anche dalla circostanza che a dicembre Tuttoscuola ha dovuto ospitare un comunicato dello stesso MIUR che informava le scuole primarie e medie che non potevano inserire in pagella alcun voto relativo alla "disciplina che non c'è".
Raro esempio di spreco di risorse pubbliche, il sito MIUR ha un link ad un sito dedicato alla "disciplina che non c'è e non ci sarà".
Come Coordinatore nazionale rivolgo un appello pubblico ai colleghi sia di Discipline giuridiche ed economiche che ai colleghi di Storia e Filosofia perchè non si prestino ad una operazione mistificatoria e fuorviante.
Educare alla legalità significa anche far conoscere le norme con rigore scientifico e senza approssimazione.
La "marmellata indistinta" di fair play sportivo e delle regole del gioco degli scacchi serve solo a creare una cortina fumogena e mistificatoria.
Serve a far credere che questa maggioranza abbia a cuore la educazione alla legalità.
"Diritto ed Economia non sono fondamentali per la educazione alla legalità e alla cittadinanza"
Queste sono le parole di Max Bruschi, Consigliere politico del Ministro Gelmini e Presidente della Cabina di Regia dei Licei, presenti nell'intervento n. 207 del Forum del Liceo Classico (www.indire.it)
Quei Forum, intitolati "Conosci e commenta la Riforma", prima oscurati e poi chiusi in scrittura dopo il 4 febbario scorso.
Siccome quei Forum con la nostra denuncia pubblica (raccolta anche da Fuoriregistro) li abbiamo fatti "risorgere", ve ne consiglio la lettura prima che li facciano sparire definitivamente.
Siamo l'unico Paese europeo che, in dispregio totale delle Raccomandazioni del Consiglio d'Europa sulle competenze civiche, ha deciso di eliminare lo studio del Diritto e dell'Economia dalle scuole superiori italiane.
Altro che "riforma epocale ed europea".
Nei prossimi giorni, acquistando a nostre spese spazi a pagamento, lo scriveremo sulle pagine dei quotidiani italiani.
E' necessario che l'opinione pubblica sappia con precisione in cosa consiste la politica scolastica dell'attuale maggioranza.
Ai manifesti elettorali per le Regionali del "Fatto!! Dopo Gentile Gelmini", bisogna far corrispondere, in maniera diffusa e capillare, la conoscenza del "MisFatto".
Nello Stato democratico di diritto gli strumenti a disposizione sono la penna, la legge e la scheda elettorale.
Usiamoli.
Franco Labella - Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia

 Maria Zammitti    - 22-02-2010
Questo governo non ha alcuna intenzione di "formare" cittadini, più pecoroni siamo e meglio è!
I cittadini si informano, comprendono, danno giudizi ed esprimono opinioni e questo non va bene!
Meglio appunto lasciarci nell'ignoranza che è ormai un fenomeno dilagante; questo avviene in tutti gli ambiti sociali, ma quale settore è quanto mai congeniale per colpire le coscienze? La scuola pubblica vilipesa e violentata ... come? usando gli strumenti a loro disposizione: depauperamento delle risorse umane e finanziarie, dei contenuti e delle discipline più formative (appunto!).


 Rino    - 22-02-2010
La drastica riduzione (o sparizione) delle ore di diritto e di economia negli Istituti superiori è un evidente tentativo d'impedire alle nuove generazioni di acquisire piena consapevolezza del loro status di cittadino, nonché dei fondamentali principi dello Stato di diritto.